Emma rivelazione choc, “mi avevano dato due mesi di vita!”

(AGI) – ROMA – Emma Marrone racconta per la prima volta il suo dramma al settimanale ‘Chi’, un tumore maligno al collo dell’utero operato con successo nel 2011: “Mi avevano

dato due mesi di vita, se l’intervento non avesse funzionato. Ricordo che qualche ora prima di essere operata, senza dire niente ai miei genitori, ho firmato io le carte per la donazione dei miei organi, nel caso non ce l’avessi fatta”. Questo e’ il vero dramma della vita della la vincitrice di “Amici” (2010) e Sanremo (2012).Passa quindi in secondo piano la vicenda che l’ha vista involontaria protagonista su tutti i giornali di gossip, la fine della sua storia con De Martino che, a suo dire, l’ha lasciata per Belen. La cantante fa chiarezza sui tempi spiegando che quando e’ arrivata la showgirl argentina, lei e Stefano erano “ancora insieme”. Emma parla anche della reazione alla recente notizia della gravidanza di Belen: “Sono una persona fin troppo buona. Ho un cervello e un cuore: nonostante tutto quello che e’ successo, non posso non augurare a tutti e due il meglio. In un momento come questo, davanti a una vita che nasce bisogna deporre ogni rancore”.In ogni caso, la separazione da De Martino, nell’aprile scorso, “e’ stata dolorosa piu’ che altro per il risvolto mediatico che ha avuto.
Ma i drammi veri della vita sono altri”. Infatti l’esperienza piu’ dolorosa della sua vita e’ stata il tumore maligno al collo dell’utero, per il quale e’ stata operata (con successo) nel 2011. “Ho trovato dentro di me una forza incredibile.
Ricordo che non ho versato una lacrima”, racconta la cantante. “Mi avevano dato due mesi di vita, se l’intervento non avesse funzionato. Ricordo che qualche ora prima di essere operata, senza dire niente ai miei genitori, ho firmato io le carte per la donazione dei miei organi, nel caso non ce l’avessi fatta”.
Invece tutto e’ andato bene. “Il giorno dopo l’intervento ero gia’ un’altra. Sentivo di avere vinto io. Mi sono alzata dal letto e mi sono tolta da sola il catetere, contro il volere dei medici. Sapevo di essere guarita. Sono crollata solo uscendo all’aria aperta dall’ospedale con la mia stampella. Pero’ sono uscita da vincitrice: loro mi volevano mettere su una sedia a rotelle”.