The Voice: buona la prima

ROMA – Un record di ascolti per la prima puntata del nuovo talent show di rai2. Andata in onda nel corso di una serata potenzialmente difficile per tenere alti gli scolti,

The Voice of Italy, schiaccia radicalmente il film Benvenuti al sud con Claudio Bisio su canale 5, le suore di rai1 capitanate, se così si può dire, da Elena Sofia Ricci, e Servizio pubblico su La7.

Sappiamo bene che il panorama del reality show sembra aver esaurito le fonti dopo un decennio di luci e ombre (più le prime che le seconde). Anche quello del talent, proposto e riproposto sotto molteplici forme, sembra avviarsi lentamente verso il tramonto. The Voice racchiude in sé l’ultimo scampolo di novità, il solo mancante rispetto al già visto, che poteva rendere un format atipico, se paragonato agli altri. I giudici ci sono, le frasi dette per esaltare un concorrente preso e per giustificarsi dinanzi ad uno scartato sono le solite, il pubblico di parenti o folli scalpitanti pure non manca. Ciò che rende il format sui generis è certamente l’oggetto centrale della sua nomenclatura: la voce. Non vedere un artista mentre agisce sul palco può essere limitante da un lato, al contempo annulla logiche basate sull’estetica.

Forse proprio questa formula, caratteristica principale del programma, rende The Voice particolarmente interessante.

I giudici – Il valore emerito di Riccardo Cocciante e Raffaella Carrà non può essere messo in discussione, Anche Noemi e Piero Pelù fanno la loro parte. Eppure risulta necessario sottolineare quanto l’impostazione di questa tipologia di programmi, in Italia, soffra di un grosso termine di paragone, che è quelXFactor targato Morgan. La narrazione della trasmissione Sky aveva infatti come luogo d’approdo, punto di fuga, snodo primario, proprio l’ex cantante dei Bluvertigo, abile a saperci mettere del suo e fugare nel modo più intelligente la banalità. In questo format nessuno dei quattro “coach” pare avere quella stessa abilità dialettica, né tanto meno la presenza scenica. Magari si commette un errore, ma in casa nostra questo topos televisivo dovrà sempre confrontarsi con uno scomodo termine di paragone: The Voice Of Italy, ammesso che lo cerchi, il suo Morgan non ce l’ha.