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Pausa di Riflessione – La nostra insoddisfazione, tra insicurezza e mancanza di autostima

Una delle cause, forse la principale, delle nostre scelte sbagliate può essere rintracciata nel nostro senso di insicurezza e nel senso di insoddisfazione che ne deriva.

Non si tratta di quella insicurezza che possiamo manifestare quando dobbiamo prendere una decisione su una singola situazione, in un particolare momento, (questo capita spesso ad ognuno di noi), ma di quella sensazione di disorientamento che genera dubbi in maniera costante. Mi riferisco a quella sensazione che ci fa sentire sempre inadeguati e non all’altezza in qualsiasi situazione, e che alimenta il timore di fare scelte sbagliate che poi, puntualmente, ci capiterà di fare davvero, andando ad avvalorare così la nostra convinzione del nostro scarso valore, cosa che ci procurerà ulteriore insoddisfazione.

Quando tale insoddisfazione supererà un certo livello, cercheremo delle strategie per contenerla, ma anche questa volta potremmo finire per scegliere quelle sbagliate. Ad esempio, potremmo essere tentati di adeguarci ai comportamenti ( fumo, alcool, droghe, modo di vestirsi, ecc.) di altre persone, che ai nostri occhi sembrano avere relazioni sociali o sentimentali più gratificanti. Ma, diversamente da come siamo portati a credere, la soluzione di questa insoddisfazione e del malessere che ne scaturisce non la troveremo mai nell’adeguarci agli altri, a coloro che ci appaiono sicuri di sé, o nel conformarci a quello che fanno i nostri amici (questo vale soprattutto quando siamo giovani). Per trovare una soluzione non dobbiamo concentrarci sul mondo esterno, sull’ambiente di lavoro, sulla famiglia, o sul rapporto sentimentale, ma su noi stessi. Dobbiamo acquistare (a volte, si tratta solo di recuperarla) la nostra autostima, operazione che passa anche attraverso l’accettazione dei dubbi, delle paure, ed della stessa insicurezza, solo così potremo risolvere il nostro senso di insoddisfazione.

Insicurezza ed insoddisfazione possono essere considerate, comunque, due facce della stessa medaglia. Ma, pur interfacciandosi, esse restano indipendenti l’una dall’altra e possono portare a percorsi diversi.

Se la prima genera, in ogni caso, insoddisfazione, quest’ultima, invece, non sempre è frutto dell’insicurezza. Essa, infatti, a volte, può derivare dal desiderio di voler fare meglio, sapendo di essere capaci di farlo. Esisterebbero, dunque, almeno due forme di insoddisfazione. La prima è quella che deriva dall’insicurezza, e che può condurci a fare scelte sbagliate o ad omissioni, che possono relegarci anche all’inazione. La seconda forma, che non deriva dalla mancanza di autostima, anzi ne sottende spesso una elevata, è quella che ci stimolerà ad agire e a cercare di migliorarci.

Quest’ultima, però, può condurci verso due derive, quella della ricerca di un perfezionismo “negativo” e quella del delirio di onnipotenza. La prima ci porterà a pretendere così tanto noi stessi, da spingerci oltre le nostre possibilità, e a non farci godere, non solo del risultato finale, ma anche di nessuna fase del percorso fatto per ottenerlo, condannandoci ad una perenne insoddisfazione. La seconda, quella del delirio di onnipotenza, potrebbe portarci alla perdita di ogni legame con la realtà, con tutte le sue conseguenze.

Ora, se nel caso della ricerca del perfezionismo, nelle sua variante negativa, può restare il dubbio che l’insicurezza ed la mancanza di autostima possano esservi alla sua origine, nel secondo caso, quello del delirio di onnipotenza, possiamo ritenere con assoluta certezza che a mancare, per quanto possa sembrare assurdo, sia proprio l’autostima. C’è, in effetti, nell’individuo un’ostentazione di sicurezza, che viene messa in scena per reprimere la paura di trovarsi a dover ammettere, innanzitutto a se stesso, che la propria insoddisfazione tragga origine dalla mancanza di autostima.

Ma, quello che differenzia, in maniera sostanziale, le due derive, sta nel fatto che nella ricerca del perfezionismo “negativo” la vittima sarà in tutti i casi solo il soggetto che la mette in atto, nel delirio di onnipotenza la vittima, invece, potrebbe essere un’intera nazione ed un intero popolo. E, purtroppo, di esempi del genere ne conosciamo tanti.