Alla fine dell'adolescenza: una nuova Rinascita? - QuiCosenza.it
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Cultura & Spettacolo

Alla fine dell’adolescenza: una nuova Rinascita?

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Davanti a fatti come quelli avvenuti di recente a Lavagna e a Milano, che vedono le vite di due adolescenti concludersi tragicamente, non si può che restare sgomenti.

 

Nasce in ognuno di noi, oltre al dolore, un senso di turbamento e di smarrimento profondo, che va ad alimentare ancor più quelle paure e quei dubbi che abbiamo tutti noi genitori, soprattutto quelli i cui figli sono nella fase adolescenziale. Il frantumarsi dei sogni giovanili di questi loro coetanei evoca in noi un’ insonnia piena di incubi. Affiorano alla nostra coscienza i sensi di colpa che ci portano, nel tentativo di rimuoverli, ad immedesimarci in quelle stesse tragiche situazioni. Allora può capitare che, per allontanare i nostri demoni, per respingerli oltre la soglia della nostra percezione, proviamo, stoltamente, a voler individuare responsabilità nei comportamenti di quella madre o di quel padre, che possano aver portato l’adolescente a compiere quel gesto estremo.
Ma, il tentativo non riesce, non può riuscire, perché sono le crepe e le fenditure della condizione umana, ancora più evidenti nell’età della adolescenza, che fanno sì che fatti come questi possano verificarsi.

La fragilità presente in questo particolare stadio della vita mi ha sempre portato a ritenere che il decorso dell’adolescenza abbia qualcosa in comune con quello della gravidanza e che sia essa stessa una forma di gestazione, al termine della quale si nasce una seconda volta. Si passa da un periodo turbolento, caratterizzato da inquietudini, insicurezze, incomprensioni e ribellioni, a quello più radioso che contraddistingue la gioventù, cioè la fase più bella della nostra vita. Ed è in questo passaggio, dal buio alla luce, dall’imperscrutabile al manifesto, che l’adolescenza mette in evidenza molti punti in comune con la gravidanza.

Il suo decorso nella maggior parte dei casi avviene in maniera del tutto fisiologica, sebbene sia pieno di insidie. A volte, come accade per la gravidanza, essa può diventare “a rischio”, per fattori anamnestici o per fattori e situazioni contingenti, ed andare incontro a complicanze. Un’attenta, quanto discreta sorveglianza, può evitare che evolva in esiti sfavorevoli, sebbene l’imprevedibile possa essere sempre in agguato.

adolescenza

Ma, se quando siamo nel grembo materno il nostro contributo all’evoluzione della gestazione è nullo, durante l’adolescenza esso risulta fondamentale. Siamo chiamati, infatti, a dare un senso del tutto personale alla nostra vita e, sebbene possiamo, a volte, avere l’impressione che la storia ce la vogliano scrivere gli altri, costringendoci ad essere comparse, o semplici spettatori, dobbiamo ricordarci che il nostro ruolo è quello di protagonisti. Protagonisti non nel senso di primeggiare sugli altri, ma nel senso di essere gli artefici del nostro destino. Persone che hanno coraggio, o meglio che si fanno coraggio, soprattutto nelle scelte. Quel coraggio che non vuol dire non avere paura o mostrare i muscoli, ma che significa imparare già da ora ad assumersi le responsabilità delle proprie azioni, a pagare il prezzo per esse, affrontandone le conseguenze. Il coraggio di saper dire di no, di sapere opporsi a ciò che si ritiene inaccettabile, senza nascondersi dietro fanatismi, falsi miti ed emulazioni prive di senso critico.

Il coraggio di essere onesti, anche nel sapere ammettere le proprie paure ed i propri limiti. Può capitare purtroppo che, a volte, facciamo scegliere gli altri al posto nostro oppure non facciamo alcuna scelta e lasciamo trascorrere il tempo passivamente o, ancora peggio, scegliamo di rinunciare a vivere, perché incapaci di accettare le difficoltà quotidiane e di sopportare i distacchi che la vita inevitabilmente ci pone davanti. Così finisce che, lasciandoci andare, precipitiamo nel baratro della distruzione e dell’annientamento.

Forse è proprio qui che potrebbe inserirsi l’intervento di un genitore: nell’intercettare la presenza di una di queste situazioni. Facile a dire, ma non altrettanto facile a fare. Purtroppo!

 

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Cosenza: domani la prima cinematografica de “La sciarpa della pace”

Domani, lunedì 6 settembre alle ore 18 al cinema San Nicola di Cosenza, la prima cinematografica de “La Sciarpa della pace”.

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COSENZA – “Un progetto meraviglioso che ha prima fatto sì che si realizzasse un manufatto, intrecciato da mille storie, con il solo scopo di raccontare le memorie ed in particolare quella dei nonni. Ed ora il docufilm, interamente girato in città, che racconta una storia tra due gemelle mai nate, le quali – attraverso un filo conduttore- sono legate ed avvolte da quella stessa sciarpa intrisa dai colori dell’arcobaleno”, ha spiegato Maria Brunella Stancato anima e cuore dell’iniziativa. “La sciarpa vuole far sentire tutti avvolti in un caldo abbraccio che profumi di accoglienza e che l’indifferenza non regni mai nei cuori delle persone”, il pensiero dei protagonisti.

Al casting hanno partecipato ben 268 attrici professioniste, tutte con un curriculum prestigioso; alcune di loro sono state chiamate a svolgere ruoli in fiction nazionali importanti. “Ci siamo chiesti se potevamo avviare un percorso virtuoso per promuovere la Settima Arte, scegliendo e donando la possibilità ad attrici ed attori calabresi di recitare in un cortometraggio che parla di amore, di legami, di shoah e di due sorelle che si sono ritrovate. Il filo, la matassa, il lavoro continuo e laborioso delle nonne a volte crea delle connessioni e degli intrecci misteriosi. Le nostre attrici sono due donne calabresi: Teresa Scaglione (nel ruolo di Una) dolce, sensibile, longilinea con i capelli sinuosi che le danno un senso di leggiadria come la rugiada che si posa sui fiori al mattino; Raffaella Reda (nel ruolo di Altra) il contrario, un concentrato di forza e di energia che si leva in volo libera e felice ed Antonello Lombardo (il Dr. Ricciardi Medico Chirurgo) un attore navigato, che spazia dai ruoli drammatici a quelli più intriganti con un curriculum di grande spessore”.

La regia è di Gianfranco Confessore, mentre la produzione è dell’associazione “Volare a Santo Stefano” di Antonio Volpentesta. Alla Prima saranno presenti gli attori protagonisti, le comparse, gli sponsor, i sindaci che hanno patrocinato la realizzazione del Docufilm e tutti i presidenti dei centri di aggregazione anziani che hanno realizzato la Sciarpa della Pace.

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Cinema, Alessio Boni ad Acri “Calabria potenziale intoccato”

L’attore ha ricevuto un premio nell’ambito del Festival contro le mafie, giunto alla XI edizione

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ACRI (CS) – Alessio Boni è stato premiato a CineIncontriamoci: «La Calabria, potenziale intoccato». L’attore ha ricevuto il premio ad Acri, dopo un soggiorno di riscoperta della Calabria. Il Festival contro le mafie, giunto alla XI edizione, dal 2016 celebra il cinema e rilancia la Calabria d’autore “Per la capacità di interpretare l’essenza più profonda del cinema. Bravura ed esempio”: così recita il premio che CineIncontriamoci ha consegnato ad Alessio Boni, venerdì 27 agosto ad Acri, in una piazza gremita di persone.

Nato nel 2016, il piccolo, tenace festival del cinema provincia di Cosenza è tornato per la sua XI edizione – dopo lo stop per la pandemia – con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale e con il tema portante “La Bellezza salverà il mondo“, celebrando ancora una volta il cinema nazionale di qualità e le personalità calabresi che si sono distinte nella cultura, nell’arte e nella società, contro le mafie e le ingiustizie di una terra meravigliosa e problematica.

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Premio Mia Martini, Scalea ospiterà tre giornate di incontri artistici

La Calabria aprirà le porte del successo a tanti giovani promesse, grazie al Premio Mia Martini giunto alla XXVII edizione

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SCALEA (CS) – Dall’1 al 3 giugno ospiterà gli incontri artistici del premio Mia Martini, presso il complesso turistico “Parco dei Principi”. Le cento ugole italiane e straniere arriveranno in Calabria con il sogno di farsi strada nel mondo del canto. Tre giorni di canto, studio, dirette radio e speciali tv consentiranno a questi giovani di crescere artisticamente.

Al termine dei tre giorni la commissione artistica sceglierà coloro che potranno presentare il brano inedito per partecipare alla fase finale radiofonica per conquistarsi il posto alla finale di Bagnara Calabra città natia della grande ed indimenticabile Mia Martini. “La tre giorni rappresenta un grande momento di crescita per i tanti giovani” afferma il regista Nino Romeo, ideatore ed organizzatore dell’evento. Il premio ogni anno riesce ad individuare nuove musicalità e incroci musicali e culturali.

La Commissione artistica dell’evento è composta da: Franco Fasano direttore artistico del premio, Mario Rosini, Deborah Summa, Elvezio Fortunato. Il tutto realizzato secondo le norme governative anti Covid. Il premio Mia Martini accende una luce di speranza per il futuro di tanti giovani artisti, in un momento particolare come il tempo che stiamo vivendo.

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