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A Villapiana domani la presentazione di “Al di là della mala. Quando la ‘ndrangheta c’entra poco o niente”

Il volume di Silvio Messinetti e Claudio Dionesalvi sarà presentato domani, martedì 18 ottobre, alle ore 18.30, presso la sede dell’associazione FrameLab, situata nel centro storico di Villapiana in via Trento e Trieste 19.

 

VILLAPIANA (CS) – La Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l’Autonomia (R.A.S.P.A.) ha promosso un incontro per presentare il libro-denuncia intitolato “Al di là della mala. Quando la ‘ndrangheta c’entra poco o niente” per ragionare sul concetto e su cosa rappresenta la ‘malavita’ nell’Alto Ionio calabrese? Quali sono i molteplici aspetti di un malaffare che regola e gestisce le vite di migliaia di cittadini? Silvio Messinetti e Claudio Dionesalvi, giornalisti del “Manifesto”, risponderanno a tali questioni con il loro volume edito da Coessenza nel 2013, che raccoglie le loro importanti inchieste.

L’aggressione ai beni comuni condotta in territori nei quali è inibita ogni forma di partecipazione è stata nell’ultimo decennio ancor più capillare che in passato e ha riguardato un numero impressionante di questioni (tanto ambientali quanto sociali). Acqua, terra e aria sono state messe a profitto, ma senza alcun beneficio per le popolazioni e l’effettivo progresso del nostro tasso di civiltà. R.A.S.P.A. sta cercando da tempo di invertire questa infausta tendenza e di vincere l’emarginazione cui continuano ad essere condannate le nostre contrade.

Ne discuteranno insieme agli autori, anche Francesco Chiaradia, avvocato del foro di Castrovillari, il dottor Ferdinando Laghi, Vicepresidente dell’ISDE Sud Italia – Medici per l’Ambiente, il quale costantemente ha prestato attenzione a molti dei problemi affrontati dai giornalisti del “Manifesto”, e Mons. Francesco Savino, Vescovo della Diocesi di Cassano, che sin dall’inizio del suo mandato ha supportato le lotte per la tutela dei più deboli.

L’iniziativa rientra in un’idea di militanza che si pone come prima esigenza quella di ripoliticizzare un Paese, una regione e, nello specifico, un territorio. Un territorio, quello ionico, schiavo da troppo tempo di iniziative meramente pratiche e utilitaristiche (e, dunque, non politiche), spesso slegate tra loro e supportate da uomini-struzzo, ormai disperati e ciechi, e da amministrazioni-struzzo, molto spesso compromesse da logiche mafiose e interessate.

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