Decreto legittima difesa

Legittima difesa, arriva l’ok del Senato. Cosa prevede e cosa cambia nella legge

Approvata la legge sulla legittima difesa. Dall’aula del Senato decreto approvato con 201 si. Soddisfazione del Ministro dell’interno Matteo Salvini presente alla votazione

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ROMA  – L’aula del Senato ha dato il via libera definito al decreto sulla legittima difesa arrivato dopo l’ok della Camera, che sarà trasformato in legge. La nuova legge prevede che la difesa sarà sempre legittima per proteggere la propria o l’altrui incolumità, i beni propri o altrui, se vi è in campo il pericolo di un’aggressione. Rimane presente la proporzionalità tra offesa e difesa.

Il provvedimento, approvato in terza lettura, con 201 vari favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti. Il voto è stato accolto dagli applausi della Lega e di parte dei grillini.

Cosa prevede la legge e cosa cambia

Vengono integrati e allargati i criteri per cui la difesa viene considerata legittima difesa. E diminuiscono i casi in cui invece scatta l’eccesso di legittima difesa. Anche se come detto dovrà essere sempre il giudice a stabilire se la reazione sia legittima o meno. Secondo la nuova legge, L’articolo 1 della legge va a modificare l’articolo 52 del codice penale. Con il nuovo testo si riconosce sempre la sussistenza della proporzionalità tra offesa e difesa. Affinché scatti la legittima difesa non è necessario che il ladro abbia un’arma in mano, ma sarà sufficiente la sola minaccia di utilizzare un’arma anche se non direttamente rivolta alla persona.

approvata la legittima difesa

Scompare l’eccesso colposo (articolo 2 della legge) con una modifica all’articolo 55 del codice penale che lo prevedeva. Con il nuovo testo si esclude la punibilità di chi si è difeso in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto. Un’altra importante modifica alla vecchia normativa è quella introdotta con l’articolo 3 della nuova legge, che prevede la possibilità di ottenere la sospensione condizionale della pena per chi ha commesso un furto in appartamento dopo che ha integralmente pagato l’importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa. Aumentati anche gli anni massimi di carcere per la rapina, fino a sette.

Introdotte pene più severe per la violazione di domicilio, la rapina e il furto. Nel merito, è stata innalzata a quattro anni la pena massima di reclusione per la violazione di domicilio. Per ciò che riguarda invece il furto all’interno di un’abitazione e lo scippo, le pene applicate possono arrivare ad un massimo di sei e sette anni di carcere. Mentre per le rapine pena innalzata fino a 7 anni.  Anche a livello pecuniario sono state aumentate le sanzioni passato dalle attuali 2.000 euro ad un massimo di 2.500 euro

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