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Reddito di Cittadinanza: oggi a Roma la protesta dei 600 collaboratori storici Anpal

Il presidio a Montecitorio dei 600 collaboratori della struttura che si occuperà del reddito di cittadinanza. Sindacati “il governo contrattualizza ulteriore personale per avviare la misura, ma nulla stanzia per superare l’attuale precarietà”

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ROMA –   Scenderanno nuovamente in piazza i lavoratori precari di Anpal Servizi che protestano per essere stabilizzati e contro l’assunzione di nuovi navigator. In occasione della discussione alla Camera dei deputati della conversione del decreto legge 4/2019 sul reddito di cittadinanza, si tiene oggi a Roma, alle ore 10:00 in piazza Montecitorio, un presidio organizzato da Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil farà sentire la sua protesta “la vertenza dei collaboratori è giunta a uno snodo fondamentale, dal momento che non ci sono ancora certezze in merito alla possibilità di prevedere nell’immediato gli stanziamenti necessari a stabilizzare gli oltre 600 precari storici di Anpal Servizi mentre” – fanno sapere i sindacati – “anche l’incontro con il ministero del Lavoro del 28 febbraio scorso non ha prodotto risultati tangibili, il che alimenta il clima di incertezza sul futuro occupazionale dei lavoratori, anche in vista dell’avvio della misura sul reddito di cittadinanza”.

Navigator Anpal

La richiesta dei sindacati è quella di prevedere l’appostamento di risorse dedicate attraverso le quali avviare un percorso di assunzioni a tempo indeterminato. I lavoratori precari impegnati in Anpal Servizi da diversi anni (alcuni anche da oltre 15 anni) svolgono attività fondamentali a sostegno dei servizi pubblici per l’impiego e a supporto di scuole, università e centri di formazione professionale, al fine di facilitare le transizioni tra istruzione/formazione e lavoro. Periodicamente, in media ogni due anni, i collaboratori devono sottoporsi a vacancies per poter continuare a lavorare nell’ambito di un servizio pubblico essenziale per le politiche di impiego. Nonostante abbiano maturato esperienze professionali significative e indispensabili per il sistema delle politiche attive del lavoro, fino a oggi non è mai stato avviato un percorso di stabilizzazione dei loro rapporti di lavoro, così come previsto, tra l’altro, dagli accordi sottoscritti in tal senso dall’azienda con i sindacati.

“Restiamo dunque sorpresi dalla circostanza che il decreto legge 4/2019 preveda somme ingenti per la contrattualizzazione di ulteriore personale in collaborazione per l’avvio della misura del reddito di cittadinanza, senza contemplare al contempo alcuno stanziamento per il superamento delle succitate situazioni di precarietà” – scrivono con una nota Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil nella richiesta formale d’incontro inoltrata nei giorni scorsi ad Andrea Giaccone, presidente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati, e ai capigruppo parlamentari.