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Un calabrese vince il Premio Letterario Nazionale ”Salva la lingua locale”

L’iniziativa culturale, giunta alla sua terza edizione e tra le più prestigiose del Paese, è ideata dall’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia e ha ricevuto una medagli dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

 

ROMA – La Giuria del Premio Nazionale era composta da insigni linguisti e accademici italiani: Tullio De Mauro (Presidente onorario), Pietro Gibellini (Presidente), Toni Cosenza, Angelo Lazzari, Franco Loi, Vincenzo Luciani, Luigi Manzi, Cosma Siani, Ugo Vignuzzi . Dalla poesia e dalla prosa edita alla poesia e alla prosa inedita, passando per la musica: anche quest’anno il Premio ha visto la partecipazione di molti autori, dai più piccoli ai più grandi, provenienti da tutta Italia, offrendo un grande contributo al fine di valorizzare l’immenso patrimonio culturale immateriale del nostro Paese. Tra i finalisti premiati nella mattinata odierna in Campidoglio vi è anche un giovane calabrese, della provincia di Cosenza: Fabio Pistoia, 34 anni, di Corigliano Calabro, autore del libriccino in vernacolo “A Jastigna” (Raccolta di imprecazioni popolari coriglianesi – 130 modi di dire), pubblicato per i tipi della Grafosud, per la sezione “Prosa edita” del Premio. Giornalista pubblicista, Pistoia attualmente collabora con alcune agenzie di stampa di Roma operanti nel settore dell’informazione politico-istituzionale e dello spettacolo. Il libro, come si legge nell’introduzione, è una “raccolta di espressioni locali – alcune maggiormente conosciute, altre meno; alcune non più in uso, altre invece sopravvissute”.

 

Non si tratta, certamente, di un inno alla “volgarità”, ma un modo per meglio comprendere la storia, le tradizioni, i costumi, la lingua di una comunità, il vissuto di ciascuno di noi. (…) Dalla Storia, però, sappiamo anche che, spesso, la bestemmia si è imposta, come costume, proprio là dove il potere politico e il potere religioso erano coincidenti. Come dire che essa ha acquisito, talvolta, anche valenza di rivolta. La bestemmia può essere quella esplicita di Capaneo, il re di Tebe, ribelle a Giove, che Dante incontra nel XIV canto dell’Inferno, sotto una terribile pioggia di fuoco. Oppure quella di cui si parla nelle Scritture, nel passo in cui Mosè annuncia agli uomini la legge del taglione, che avrà validità “per il forestiero e per il nativo del paese”, allo stesso modo”. Il Premio Letterario Nazionale indetto dall’Unione delle Pro Loco d’Italia rappresenta un momento significativo per la salvaguardia e la valorizzazione delle lingue locali e, di conseguenza, delle nostre radici e delle nostre tradizioni. “Il Premio – hanno spiegato gli organizzatori – testimonia questa volontà con l’obiettivo di contribuire a superare, per mezzo della cultura e della poesia, una visione distorta dell’identità individuale e collettiva.