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Il Quadro di norma di Giuseppina Mellace premiato “miglior Opera di memoria storica”

Intervista all’autrice Giuseppina Mellace che si è aggiudicata anche il Premio Speciale “miglior Opera di memoria storica
alla decima edizione del Premio Letterario Nazionale “Un libro amico per l’inverno”.

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Dopo aver conseguito i premi Costadamalfilibri 2020 (sezione narrativa/saggistica) e la IX^ edizione del Premio Letterario Nazionale “Città di Ladispoli”, l’autrice Giuseppina Mellace si è aggiudicata anche il Premio Speciale miglior Opera di memoria storica durante la X edizione del Premio Letterario Nazionale “Un libro amico per l’inverno”. Un altro riconoscimento importante che conferisce ancor più lustro alla sua opera “Il quadro di Norma”, romanzo storico – edito da Edicusano – incentrato sulla vita di Norma Cossetto, infoibata nell’ottobre 1943 a Villa Surani in Istria. Per scoprirne di più abbiamo sottoposto alcune domande alla scrittrice. Di seguito la coinvolgente intervista rilasciata alla nostra redazione.

 

Professoressa Mellace, “Il quadro di Norma”, pubblicato dall’Edicusano, è diventato un caso letterario. Un libro apprezzato da critica e pubblico. Se lo aspettava all’indomani della sua edizione? Un successo che, tra l’altro, attraversa tutta l’Italia.

“Sinceramente lo speravo poiché è un libro che ho scritto prima con il cuore e poi con la penna, ma soprattutto l’ho curato nei minimi dettagli partendo da un’approfondita ricerca condotta anche sui luoghi dove ha vissuto Norma come l’Istria, Padova, Gorizia e tanti altri. Ho cercato di capire cosa potesse pensare, sognare, desiderare una ragazza di vent’anni in quel particolare momento storico e ciò lo si può capire anche dalla scelta della copertina -che ho fermamente voluto- che è un quadro bellissimo dell’artista Pier Toffoletti di Udine, con il quale ho collaborato per altri scritti sempre sul tema delle Foibe. Comunque è un romanzo che attrae il lettore, catturato dall’immagine del quadro, dalla pittrice e dalla particolare acquirente che lo conducono, quasi per mano, tra le pagine della Storia. Logicamente non posso svelare di più”.

 

Come è nato il suo interesse verso Norma Cossetto? Cosa l’ha colpita di più della sua figura?

“L’interesse per Norma è nato nel momento in cui ho affrontato lo studio della tragedia delle Foibe, argomento ancora poco noto e troppo spesso “dimenticato” dalla Storia ufficiale. Di Norma mi ha catturato la sua modernità nel voler affermare la propria persona e le proprie scelte sia in campo lavorativo sia in quello politico; non dimentichiamo che negli anni ’30-’40 per una donna arrivare all’università, pensare poi di lavorare e avere un’indipendenza economica era pressoché assurdo, ma lei era decisa a raggiungere questi obiettivi. I valori ricevuti dalla famiglia e ciò in cui credeva non gli permettevano di scendere a patti con la propria dignità, dignità che le hanno strappato via, con una violenza inaudita, i partigiani titini per finirla poi nella foiba di Villa Surani, in Istria; una delle tante voragini proprie del territorio carsico, che hanno inghiottito migliaia e migliaia di nostri connazionali e non solo, per quella decapitazione della società italiana voluta da Tito per affermare il proprio potere”.

 Lei hai deciso di affrontare nelle pagine del “Quadro di Norma” il tema delle foibe. Un tema che ancora oggi divide l’Italia intera.

“La tragedia delle Foibe è una delle tante pagina della nostra storia di cui non dobbiamo perdere la memoria. Bisogna andare al di là di sciocchi pregiudizi o di superficiali idee negazioniste o che tendono a ridurre la portata dell’evento in quelle terre martoriate dalla seconda guerra mondiale e dal dopoguerra dopo l’avvento dello stato jugoslavo. Solo in questo modo è possibile continuare il dialogo iniziato già da diversi anni fra l’Italia e gli Stati sorti dopo la caduta della Jugoslavia per costruire un futuro veramente di pace. La tragedia delle Foibe prima e poi dell’Esodo fa parte della Storia e come tutti i momenti bui del nostro passato vanno analizzati, studiati e divulgati poiché simili fatti non accadano più”.

Una storia evocativa di grande impatto emotivo. E anche di coraggio.

 “Norma è il simbolo del coraggio delle donne che lo esprimono in tutti i tempi e a tutte le latitudini, sfidando uomini e poteri molto più grandi e forti di loro, pagando prezzi altissimi come la loro vita o quella dei loro cari, nello stesso modo della protagonista del mio libro che ha voluto affermare fino alla fine la sua scelta di italianità senza rinnegare il proprio passato. Non dimentichiamo che furono oltre quattrocento le donne sparite in Foiba o nei campi di detenzione titina che ebbero il coraggio di dire “no”. Voglio a questo punto ricordare un altro mio lavoro sugli IMI, i militari italiani deportati nei campi di concentramento in Germania che ebbero anche loro il coraggio di dire “no” e lo Stato italiano li ha dimenticati come gli infoibati e gli esuli giuliano-dalmati”.

Secondo lei, continuare a parlare oggi di quote rosa o gender gap non è “avvilente”? Non si sarebbe dovuto trattare di un percorso conclusosi naturalmente da tempo?

“Certamente! Purtroppo la nostra società non ha ancora raggiunto una vera parità di genere, anche se molti passi in avanti sono stati fatti soprattutto in questi ultimi anni, ma proprio questo cammino spaventa ancora molti uomini generando, non a caso, il crescente fenomeno del femminicidio”.

Secondo lei esiste ancora oggi una “Norma Cossetto” nel mondo?

“Sicuramente nel mondo esistono tante “Norma Cossetto” e sono quelle donne che quotidianamente si battono per far riconoscere le proprie idee, le proprie scelte e molte, ancora oggi, sono dimenticate poiché considerate erroneamente troppo scomode”.

Ha già in mente di tornare all’opera e scrivere nuovi romanzi?

“Per la verità ho già iniziato le ricerche per quello che possiamo considerare il seguito del IL QUADRO DI NORMA, cioè la vicenda della “bambina con la valigia” che è il simbolo della Giornata del Ricordo e rammenta l’esodo giuliano-dalmata da quelle terre cedute alla Jugoslavia con il Trattato di pace del 10 Febbraio 1947. Anche questa è una pagina di cui si parla ancora troppo poco e che mi piacerebbe approfondire per cercare di comprendere quelle trecentomila e più persone che abbandonarono tutto per un futuro incerto, con la consapevolezza di non poter più tornare ed essere esuli per sempre”.

 

Come sono i rapporti con l’Edicusano? Scommetto che non vedono l’ora di seguirla in una sua nuova entusiasmante avventura letteraria…

“Sono molto pazienti considerando il mio pessimo carattere! Scherzi a parte, il rapporto è ottimo, ma bisognerebbe chiederlo anche alla Edicusano! Speriamo che il mio progetto sull’esodo possa interessare così come quello su Norma anche per mantenere una visione della storia un po’ più al femminile, visto che le donne sono state sempre relegate ai margini della Storia o dimenticate: non a caso io le ho definite, in un altro mio lavoro, le “vittime mute” poiché oltre la morte fisica subiscono molto spesso l’oblio della memoria”.

 

Per maggiori informazioni o per acquistare il romanzo clicca qui.

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Cosenza: entra nel vivo Moda Movie, special guest Regina Schrecker

Ultimi importanti appuntamenti per Moda Movie, il festival dei talenti nella moda, nel cinema e nell’arte giunto alla 25ma edizione

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COSENZA – Dopo il successo dello showcase “ModalovesCibo” e alle creazioni degli stilisti Giuseppe Cupelli, Vincenza Salvino e della giovanissima Martina Tempesta, vincitrice della passata edizione di Moda Movie, alle apprezzate performance musicali a cura degli allievi del liceo “Lucrezia Della Valle” di Cosenza, la proiezione del video relativo al laboratorio “L’atelier dei sapori” realizzato con gli studenti dell’IIS “Mancini-Tommasi” e la mise en place a cura dei ristoratori partner del progetto, si entra nel vivo della manifestazione con gli attesi eventi conclusivi. Domani sera, sabato 25 settembre alle ore 20 il cinema Garden di Rende ospiterà la serata Evento Cinema durante la quale verrà consegnato il premio Cinema 2021 all’attrice Yassmin Pucci e decretato il vincitore del concorso per giovani registi “Corti… in viaggio”.

Una passerella d’eccezione sarà quella dei piccoli alunni della scuola primaria Zumpano (IC Rende-Commenda) che hanno preso parte al laboratorio “La stoffa dell’artista” curato dallo stilista Valentino De Rose che ha realizzato gli abiti con i tessuti dell’azienda Silkomo. Un altro momento significativo della serata riguarderà la proiezione del cortometraggio fuori concorso “La corona scomoda” di Gianluca Sia, con i bambini della scuola primaria dell’IC Montepaone Lido. Conduce la serata Valeria Oppenheimer, noto volto televisivo e autrice di programmi tv.

Domenica 26 settembre dalle 20.30 sarà come sempre il prestigioso Teatro “A. Rendano” di Cosenza ad accogliere la serata Evento Moda. Sarà la nota stilista Regina Schrecker (in foto) la special guest di questa 25ma edizione di Moda Movie. Gli esordi come modella, debutta come freelance fashion designer nel 1980. Amica di Andy Warhol, che le dedicò un paio dei suoi celebri ritratti, di Arnaldo Pomodoro, che ideò la bottiglia del suo profumo, Schrecker è icona riconosciuta di bellezza ed eleganza senza tempo.

L’evento conclusivo di Moda Movie vedrà come sempre i defilè con le creazioni dei 15 finalisti del contest per fashion designer, fra i quali una giuria di esperti sceglierà i nomi dei primi tre classificati. Oltre al premio Moda Movie 2021, durante la serata verranno consegnati i riconoscimenti Press Award, Special Award, La Jacqueline, Il Gusto del Sud e Cultura e Imprenditoria. Condurranno la serata Nino Graziano Luca e Valeria Oppenheimer.

Fra gli ospiti delle due serate evento la giornalista e scrittrice Mariella Milani, l’attrice Jennifer Mischiati e il vice direttore del Quotidiano del Sud Paride Leporace. Durante le giornate di sabato e domenica la Biblioteca Nazionale ospiterà i workshop indirizzati ai finalisti con le relazioni di importanti personalità del settore. Dopo i saluti di Mariella Milani si terranno gli interventi della docente UniCal Maria Luisa Ronconi, delle giornaliste Sara Verta e Manuela Pacelli, della creative director Daphné Barbara Borsotto e dell’attrice Yassmin Pucci. In collegamento web i docenti Liuba Popova, dalla NABA di Milano, e Roy Menarini, dall’Università di Bologna-Rimini.

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Cetraro, domani la presentazione del libro “Vela pratica” scritto da Fabio Leporini

Sarà la sala congressi di Palazzo del Trono di Cetraro a ospitare la presentazione del nuovo e originale libro

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CETRARO (CS) – Sarà la sala congressi di Palazzo del Trono, edificio neoclassico che si affaccia sulla centralissima piazza del centro storico di Cetraro, dove svetta l’imponente statua del Nettuno, a ospitare la presentazione del nuovo e originale libro dal titolo Vela Pratica, scritto dall’istruttore di vela Fabio Leporini.

Sabato 18 settembre alle 18:30 con un “equipaggio” d’eccezione. Ad affiancarlo, infatti, saranno i massimi esponenti di associazioni e istituzioni legate al mare presenti a Cetraro (Capitaneria di Porto, Istituto Tecnico Trasporti e Logistica Cetraro-ex Nautico, Museo dei Brettii e del Mare, Lega Navale Italiana e Centro Velico Lampetia). Insieme ai relatori, seguendo il fil rouge del mare, si molleranno gli ormeggi per intraprendere una navigazione lungocosta che porterà gli ospiti a “navigare” anche attraverso la proiezione di filmati e andare alla scoperta di attività sportive e culturali e delle bellezze naturali (bagnate dal mare) di Cetraro, nonché delle opportunità di lavoro che offre la città.

“In questo arduo compito – commenta l’autore – mi farò aiutare dai massimi esponenti di istituzioni e associazioni presenti a Cetraro, sperando di riuscire nell’intento. Naturalmente parleremo anche del manuale, forse una tra le “cose belle” fatte a Cetraro in ambito “marino”. A fare i saluti istituzionali il Sindaco della Città di Cetraro Ermanno Cennamo. A seguire gli interventi del neocomandante della capitaneria di porto di Cetraro, il Tenente di Vascello (CP) Alfonso Luca Migliore, sua prima uscita ufficiale pubblica. Altro rappresentante (scolastico) a prendere la parola sarà Graziano di Pasqua, dirigente del’IIS Silvio Lopiano di Cetraro, persona impegnata inoltre, con i suoi collaboratori, in molti progetti volti alla formazione degli alunni iscritti ai vari indirizzi scolastici, tra cui quello Tecnico Trasporti e Logistica Cetraro (ex Nautico), per aiutarli a costruire un futuro e agevolarli, così, nell’inserimento del mondo lavorativo “marittimo”.

A fare gli onori di casa Luigi Orsino, presidente della cooperativa culturale Caster, associazione che gestisce il Museo dei Brettii e del Mare e la biblioteca civica. Il capitano di lungo corso della serata sarà Michele Vattimo, presidente della Lega Navale di Cetraro, che insieme al Centro Velico Lampetia organizza e svolge attività sociali e sportive da 35 anni anche in collaborazione con altre associazioni.

Poi parola allo skipper Romano De Paola, istruttore di vela e armatore di “Essenza”, la barca più rappresentativa del Centro Velico Lampetia di Cetraro, imbarcazione che da qualche anno solca i mari dell’Italia meridionale per andare a caccia di vento e di vittorie, nel più sano spirito agonistico. Conclusioni all’autore, nonché Esperto Velista, Fabio Leporini, che farà una chiacchierata con il “timoniere” della serata, Mario Bencivinni, giornalista ed editor del libro, per un breve ma intenso viaggio finale nel mondo della vela.

“Non si tratta di una semplice presentazione di un libro, perché il libro è stato solo il pretesto per organizzare questa serata e unire un “equipaggio” che per la prima volta si trova insieme a navigare per far scoprire ciò che offre “il mare” della cittadina tirrenica. Il tutto condito con raffiche di vento fresco che arrivano direttamente dalla “nave più bella del mondo”: l’Amerigo Vespucci”. Vela Pratica – Trucchi idee e suggerimenti è un’accurata selezione di consigli pratici, frutto dell’esperienza maturata dall’autore in quasi quarant’anni di navigazione tra scuola vela, crociere e regate off-shore. Trucchi, idee e suggerimenti per manovrare in porto, navigare di notte e con bimbi a bordo, ancorare in rada e mantenere la barca in forma con lavori fai da te. Un libro privo di tecnicismi e senza fronzoli, indispensabile per chi si avventura nelle prime navigazioni e utile anche per i vecchi lupi di mare, pensato come un diario di bordo per raccontare l’essenza dell’andar per mare attraverso istantanee “rubate” alla vita in barca. Un viaggio foto-pratico nel meraviglioso, affascinante e sconfinato mondo della vela.


Fabio Leporini è istruttore FIV derive e yacht-monotipi, esperto velista e addetto stampa della Federvela Calabria e Basilicata. Ha lavorato 15 anni nella redazione di una casa editrice con sedi a Milano, Roma e Cosenza. Si è occupato a lungo dei contenuti della rivista di nautica “La mia Barca”, di “Turisti per Caso Magazine e del sito Turistipercaso.it. È dirigente del Centro Velico Lampetia, prima Scuola Vela federale in Calabria dal 2017 al 2020 per numero di allievi iscritti, armatore, regatante e appassionato di fotografia. Quando non va per mare scrive e cura il suo blog Velapratica.it.

 

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Corigliano Rossano, fino al 18 settembre “Il suono dell’appartenenza”

Una rassegna all’insegna di esperienze artistiche e pratiche culturali radicate in un territorio ma aperte al mondo per una riflessione corale, tra musica, letteratura e vita

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Il suono dell’appartenenza, la rassegna in programma dal 15 al 18 settembre, ha l’ambizione di raccontare la grande ricchezza della provincia italiana, attraversata da saperi ed esperienze che, per la loro ineguagliabile bellezza e per la profondità del loro sentire, hanno raggiunto anche una consacrazione internazionale: una dimensione “glocale” dove il richiamo al proprio campanile è garanzia di apertura al confronto e mai segnale di chiusura verso l’altro. Ed è significativo che la rassegna sia promossa dal comune di Corigliano-Rossano che ha avviato da poco un processo di unione di due paesi nella convinzione che la propria identità si possa affermare per addizione piuttosto che per negazioni.

Promossa dagli assessorati alla Cultura e al Turismo della cittadina jonica, con la consulenza artistica di Peppe Voltarelli e il coordinamento di Squilibri editore, la rassegna parte il 15 settembre, alle ore 21, in piazza San Bartolomeo con la scrittrice molisana Valentina Farinaccio, nonché giornalista e critica musicale, che parlerà del suo ultimo libro, Quel giorno, in cui racconta l’imponderabile che gravita sulla vita di ognuno in 18 brevi ma coinvolgenti racconti che racchiudono tutto un mondo. Il Molise ritorna nel concerto del violinista termolese Luca Ciarla che, trasfigurando i suoni della sua terra e della sua formazione, ha conquistato una fama che ha travalicato i confini nazionali. A chiudere la serata le Faraualla, un quartetto vocale in cui l’eredità della terra di appartenenza, la Puglia, si fonde mirabilmente con le polifonie del mondo.

Il 16 settembre, alle ore 21, sempre in piazza San Bartolomeo, sarà di scena la Sicilia con il biologo Carmelo Isgrò, fondatore del MuMa, Il museo del mare di Milazzo, artefice di una esperienza innovativa di conservazione e tutela dell’ambiente. A seguire l’incontro con l’archeologo Filippo Demma, direttore del Parco archeologico di Sibari, uno dei siti di età arcaica e classica più estesi del Mediterraneo, molto importante anche per le sue eccezionali stratificazioni. La Sicilia ritorna in scena con il concerto dei Fratelli Mancuso che hanno elevato la tradizione canora della propria terra a elemento di una sensibilità universale e a fascinosa componente di un’originale proposta artistica: con un seguito anche internazionale, i Fratelli Mancuso hanno vinto con il loro ultimo album, Manzamà, il Premio Loano e la Targa Tenco come miglior album in dialetto.

Il 17 settembre, alle ore 21, la rassegna si sposta al Castello Ducale con una riflessione attorno a quanto il senso di appartenenza possa influire su una proposta culturale che voglia aprirsi al mondo, con l’antropologo Fulvio Librandi dell’UNICAL e Fabio Vincenzi che, nello stesso ateneo calabrese, è direttore del TAU e responsabile del sistema teatrale e cinematografico. A seguire il concerto di Piero Brega, già fondatore e voce del Canzoniere del Lazio e poi autori tra i più ispirati di una canzone fortemente caratterizzata dagli umori e dalle cadenze della città di appartenenza, Roma. E a seguire il concerto di Setak, tra le ultime rivelazioni della scena musicale italiana per il quale il sentimento di un’appartenenza è evidenziato dall’adozione del dialetto abruzzese nelle sue canzoni.

Il 18 settembre, alle ore 21, sempre al Castello Ducale, la rassegna chiude con due delle espressioni più rilevanti della cultura calabrese. Giuseppe Smorto, già vice-direttore de La Repubblica e poi direttore della sua versione on line, presenta il suo libro A sud del sud che si configura come un appassionato viaggio nel cuore più profondo della Calabria, contro immagini stereotipate e rappresentazioni di maniera. A chiudere il concerto di Peppe Voltarelli, il cantore della sibaritide che, del senso profondo della sua appartenenza, ha fatto materia di ispirazione e canto, portandone il suono nel mondo dove si è affermato come un ambasciatore della canzone d’autore: il suo ultimo cd, Planetario, ha vinto la Targa Tenco come miglior album di interprete. Il concerto di Voltarelli sarà ravvivato dal live painting di Luisa Corcione, straordinaria artista crossover partenopea, vincitrice del Fringe Festival 2021, per la drammaturgia, e del premio Fersen per l’innovazione e la ricerca.

“Creare un senso di appartenenza richiede di dedicare tempo e spazio all’ascolto e alla cura degli altri. Faccio mia questa affermazione della designer inglese Ilse Crawford che concepisce lo spazio fisico come un’astrazione, un luogo dell’anima – afferma l’assessore Donatella Novellis – da qui il mio entusiasmo per una rassegna che parla al cuore e alla mente, risuona di sapere condiviso, di un passato comune che si fa presente comune e si apre al futuro”. “L’obiettivo di questo festival è far emergere quelle esperienze che hanno segnato l’esistenza di un individuo o di una comunità. L’appartenenza è un aspetto centrale per la comprensione di noi stessi e del significato che ciascuno di noi dà alla propria vita. Siamo individui ma è il nostro senso di appartenenza ad un luogo che ci porta a definire la nostra identità – afferma l’assessore Tiziano Caudullo – questa rassegna attraversa diverse regioni italiane, dal Molise alla Puglia, dalla Campania all’Abruzzo per chiudere il cerchio qui, in Calabria, con i nostri suoni e il nostro senso dell’essere uniti nella diversità». L’ingresso sarà libero ma i posti sono previsti contingentati in ragione delle misure di contrasto al Covid 19. Per questo motivo è consigliata la prenotazione.

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