La pandemia ha peggiorato il livello di civiltà on line. Lo rileva Digital Civility Index

Per il 23% degli italiani l’impatto della pandemia per il Covid-19 ha peggiorato il livello di civiltà online, portando ad una maggiore diffusione di informazioni false o fuorvianti

 

Il dato emerge dall’edizione 2021 Digital Civility Index, la ricerca che Microsoft lancia ogni anno in occasione del Safer Internet Day; ha coinvolto 32 Paesi nel mondo, Italia inclusa. Il Cyberbullismo continua a mietere vittime: il 30% degli intervistati italiani è stato coinvolto in un episodio di bullismo, 15% è la vittima diretta dei bulli. Percentuali inferiori rispetto alla media mondiale che si attesta rispettivamente intorno al 38% e al 19%. La Gen Z è la più colpita con il 35% dei casi, seguiti dai Millennials con il 30%.

A livello globale, secondo lo studio, diminuisce l’esposizione di giovani e adulti ai rischi online. Il ‘Civility Index globale’ migliora infatti di 3 punti: in tutto il mondo il web è percepito quindi come un luogo più civile e sicuro rispetto a un anno fa. Tendenza che Microsoft riscontra anche in Italia, che migliora di 2 punti rispetto allo scorso anno, posizionandosi al 12/mo posto in classifica. Al primo posto i Paesi Bassi, seguono il Regno Unito e gli Stati Uniti, ultimo nella classifica dei 32 Paesi si conferma anche quest’anno il Sudafrica. Sempre a livello globale, diminuisce la fiducia nella gestione dei rischi: rispetto allo scorso anno solo il 44% delle persone nel mondo si dichiara capace di gestire un eventuale pericolo online (-6%), e il 51% sa a chi rivolgersi (- 1%).