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Il vino rosso è un ottimo alleato di salute e di bellezza

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Il nettare di Bacco, emblema della convivialità, rivela una miriade di effetti benefici sulla nostra salute e grazie alla vinoterapia, anche sulla nostra bellezza.

 

 

COSENZA – Il vino fa bene al corpo e alla mente: grazie alle sue proprietà nutritive è stato rivalutato come ingrediente per mantenersi in buona salute, lo dice la scienza. Contiene sostanze antitumorali, antinfiammatorie e protettive contro l’invecchiamento e l’influenza. È un periodo difficile, l’idea di brindare è anche solo un pensiero, un augurio, un gesto semplice per regalarsi un momento stesso di piacere. Magari anche una coccola per la nostra pelle, con qualche ingrediente segreto riposto nella nostra dispensa.

Il vino migliora l’umore: brindare rallegra il cuore

“Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare. Se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare. Se non succede niente si beve per far succedere qualcosa”. (Charles Bukowski) Un brindisi!

Il rito del brindisi nasce in Inghilterra nel XVII secolo. Le tradizioni variano in ogni Paese ed esistono tantissime curiosità, alcune davvero molto simpatiche. Il  termine ‘cin cin’ viene dal cinese ch’ing ch’ing, che significa “prego, prego”. I marinai inglesi che commerciavano con la Cina negli anni imperiali lo resero come “chin chin”, una sorta di saluto confidenziale. Negli anni la locuzione si è poi adatta alla perfezione al suono dei bicchieri che si toccano proprio durante il brindisi. C’è anche un altro modo di dire: “alla salute”. Gli antichi greci rassicuravano i propri commensali dal rischio di avvelenamento, bevendo per primi e pronunciando questo augurio nel gradire la loro compagnia. In alto i bicchieri: brindare è un modo per augurarsi del bene e festeggiare la buona compagnia.

 

vino

Consumare un bicchiere di vino rosso al giorno porterebbe benefici sia per il cuore che per il cervello, diminuendo il rischio di attacco cardiaco e di ictus.

Il vino ha il suo galateo

Qui in Italia il vino, per buon costume, va versato prima alle signore e non si riempie mai il bicchiere oltre la metà. È sempre opportuno aspettare che lo versi qualcuno: farlo da soli è considerato di cattivo gusto. Esistono tanti modi di brindare ma l’importante è farlo sempre guardandosi negli occhi. In alcune regioni è uso appoggiare il bicchiere sul tavolo prima di fare il primo sorso. Fare un brindisi usando bicchieri di plastica è assolutamente vietato.

 

vino rosso

L’effetto benefico del vino rosso deriverebbe dalle azioni positive svolte dall’alcol e dalla presenza di resveratrolo.

La vinoterapia ti fa bella… o bello!

È molto carino ricordare che il vino può donare benefici non solo bevendolo, ma anche applicandolo sulla pelleGrazie alle proprietà antibatteriche, emollienti ed antirughe è un prodotto fantastico per la bellezza della nostra pelle. È ricco di proprietà antiossidanti e antiage che grazie alla fermentazione rilasciano fitoalessine, bioflavonoidi e polifenoli. Questi importanti elementi combattono i radicali liberi e stimolano la sintesi del collagene, favorendo il ricambio cellulare, rendendo quindi la pelle più elastica e luminosa. Benefici si hanno anche per quanto riguarda la funzionalità del microcircolo, andando a combattere i problemi di ritenzione e di cattiva circolazione sanguigna.

pelle del viso

Il resveratrolo è una sostanza contenuta nella buccia dell’uva rossa. È prezioso per il nostro corpo e in particolare per la nostra pelle, in quanto è in grado di proteggere la cute dall’invecchiamento precoce.

 

Ecco, ad esempio, come ottenere una crema di bellezza per il viso fai da te: basta mescolare un vasetto di yogurt bianco naturale; due cucchiai di miele biologico e quattro cucchiai di vino rosso. È davvero ottima: distende i tratti e schiarisce la pelle, togliendo anche i segni di stanchezza dall’incarnato. Questo rimedio naturale, se ripetuto con regolarità, permetterà di avere un aspetto giovane più a lungo. Ottima anche la maschera per il viso, semplicissima da realizzare: occorre frustare un uovo in una ciotola, si aggiungono due cucchiaini di miele e cinque di vino rosso. A questo punto è necessario amalgamare bene il tutto e stendere il composto sul viso. Si lascia in posa per venti minuti per poi risciacquarla bene con acqua tiepida. Il risultato è fantastico ed immediato!

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Lo sguardo triste di Gioacchino. Aiutiamo “Gli invisibili” a curare Asso

La rubrica “Qui la Zampa” questa settimana vi presenta Gioacchino, un cane libero da sempre confinato in un box del canile. E poi serve una mano per curare Asso, la sua storia è comune a molte famiglie colpite economicamente dal Covid

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La voglia di libertà di Gioacchino è tutta nel suo sguardo triste, ora che è dietro le sbarre di un box del canile. Di proprietà del Comune di San Giovanni in Fiore, è ancora giovanissimo, ha 6 anni, e la sua tristezza è grande quanto il suo desiderio di libertà. Contattando l’associazione “Gli invisibili dei canili rifugio Cosenza” Gioacchino arriverà ovunque.

L’associazione inoltre chiede una mano per aiutare Asso, un pastore tedesco di 7 anni, che il proprietario non può più curare a causa perchè il Covid gli ha tolto il lavoro, e con una moglie e quattro figli da mantenere, non riesce a far fronte alle sue cure ma non ha voluto certo abbandonarlo. E così Asso è stato affidato al grande cuore delle volontarie che si stanno occupando di lui ma, soffrendo di una grave forma di piodermite, la cura è lunga e costosa. Aiutiamo Asso!

 

Chicca è il farmaco speciale di Lorenzo in terapia intensiva a causa del Covid

All’ospedale Belcolle di Viterbo è ricoverato da 42 giorni in terapia intensiva Lorenzo, 40 anni che ha chiesto di poter vedere la sua Chicca, la sua amica a 4 zampe, una border collie. Infermieri e operatori sanitari hanno deciso di fare a Lorenzo una sorpresa speciale. Chicca è stata portata in ospedale e ha potuto salutare attraverso il vetro Lorenzo. In piedi su due zampe con il muso contro il vetro ha potuto rivedere il suo amico umano.

«L’incontro è avvenuto in sicurezza grazie all’impegno dei professionisti dell’ospedale di Viterbo – si legge nel messaggio sui social – i quali, accogliendo la richiesta della persona assistita, hanno voluto “somministrare” al paziente questo farmaco speciale, auspicando che le sue condizioni di salute migliorino giorno dopo giorno».

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Doris, mix di energia e gioia. Yuri e Melissa, la disabilità è negli occhi di chi guarda

La rubrica “Qui la zampa” questa settimana vi presenta Doris, giovane e simpatica simil pastore tedesco che si trova al canile di Mendicino. Poi la storia di Yuri e Melissa, uniti nella disabilità

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Doris è una cagnolina di circa un anno, di proprietà del Comune di Rose che si trova al canile sanitario di Mendicino. Pesa circa 15 chili ed è una cucciolotta bella, educata e vivace. Un mix di energia e allegria. Doris è una cagnolina molto socievole, giocherellona. Sa andare al guinzaglio e non mostra incompatibilità con i propri simili. Un amica pelosa che renderà le giornate frizzanti.

L’amicizia tra Yuri e Melissa, oltre la disabilità

Yuri, 26 anni, di Budrio, è un ragazzo con una gamba prostetica e Melissa è una cagnolina tripode. Tra loro è stato amore a prima vista e ora sono inseparabili. Melissa era figlia di una cagnolina randagia che aveva dato alla luce i suoi cuccioli a Partinico, in provincia di Palermo. Melissa, a differenza degli altri fratellini, era nata sottopeso e, a causa di una zampina in cancrena, era stata abbandonata dalla sua mamma. Portata da alcuni volontari da un veterinario, per salvarle la vita, è stato necessario amputarle la zampa.

Gli stessi volontari hanno poi pubblicato su Facebook un annuncio per trovarle una famiglia ed è stata la mamma di Yuri a notare quegli occhioni dolci. Solo dopo si è accorta che aveva tre zampe e ne ha parlato a Yuri. La decisione di adottarla è stata immediata. Da quel momento la vita di entrambi è cambiata: giocano insieme, si divertono, si coccolano e fanno addestramento e sport. E come dice lo stesso Yuri “la disabilità è solo negli occhi di chi guarda”.

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Cultura & Spettacolo

Da Paterno parte il “VAO”, progetto pilota per una nuova visione dell’orchestra

Parte da Paterno il progetto pilota “VAO” per una nuova visione del suono orchestrale che partirà il 3 maggio e si concluderà il prossimo 30 luglio con diverse iniziative

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PATERNO CALABRO (CS) – E’ possibile far suonare un’orchestra insieme alla sua omologa virtuale? E’ possibile poter concepire un nuovo suono orchestrale che possa tener conto di un territorio? Nasce con questo obiettivo il nuovo progetto “V.A.O. (Virtual Acustic Orchestra) Per una nuova visione del suono Orchestrale” promosso dall’associazione musicale “Aura” con progetto regionale Pac Calabria 2014-2020 Azione 3.1 “promuovere lo sviluppo della cultura musicale”.

Ripensare l’Orchestra atta alla valorizzazione ed alla promozione della cultura musicale demo etno-antropologica attraverso l’utilizzo innovativo delle nuove tecnologie e modelli ITC. Un processo di elaborazione sonora e di ricerca che risponde alle traiettorie tecnologiche. Si tratta di applicare nuove tecnologie per il recupero, la gestione e la valorizzazione delle risorse culturali (e musicali) del territorio nonché elaborare modelli innovativi di produzione musicale.

Di conseguenza l’Orchestra “VAO” e le future produzioni diventano un mezzo di co-creazione di nuovi percorsi turistici esperienziali e conoscitivi capaci di valorizzare e promuovere aree di attrazione culturale di rilevanza strategica. “Dobbiamo ripensare alle sonorità orchestrale tenendo conto che con la tecnologia è possibile continuare a ricreare modelli di strutture sonore fino ad ora impensabili” ha sottolineato il Maestro Francesco Perri, compositore e direttore d’orchestra. “In questa direzione saranno predisposte delle specifiche azioni di soundmapping e soundscape finalizzate al recupero del paesaggio sonoro di un territorio individuato nell’area geografica del comune di Paterno Calabro per poi procedere all’analisi ed allo studio della contaminazione ambientale del territorio”. Ed infine “la realizzazione attraverso tre concerti orchestrali acutivi e digitali: Crotone, Paterno Calabro e Forte dei Marmi”. Per Perri “il futuro di questa prima ricerca potrebbe sicuramente avviare una successiva indagine e di archiviazione di dati sonori”.

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