Giornata mondiale del donatore di sangue 2020 - QuiCosenza.it
Ritrovaci sui social

Attualità

Giornata mondiale del donatore di sangue 2020

Avatar

Pubblicato

il

Torna a crescere il numero dei donatori di sangue dai 18 ai 25 anni, invertendo una tendenza che li vedeva in calo costante dal 2013

 

COSENZA –  Oggi è la ‘Giornata Mondiale del donatore di sangue’. Il trend positivo è stato certificato dal Centro Nazionale Sangue che ha reso noti i dati della raccolta del 2019. Quest’anno l’Oms aveva scelto l’Italia per ospitare la manifestazione mondiale, che è stata rinviata al 2021, sempre nel nostro paese, a causa del Covid 19.

 

Nel 2019 i donatori totali sono stati 1.683.470, stabili rispetto allo scorso anno. Tra questi il Cns ha censito 213.422 donatori nella fascia di età più giovane (18-25 anni), 1,6% in più rispetto all’anno precedente. Un indicatore positivo che però rimane isolato, come dimostrano il calo registrato nelle fasce 26-35 anni (-1,4%) e 36-45 anni (-3,6%) e l’aumento del numero dei donatori di tutte le fasce di età superiori (dai 46 ai 55 +0,5%, dai 56 ai 65 +5,1%) i nuovi donatori sono poco più di 362mila, in calo del 2,3% le donne sono 538.386 (il 32% del totale) circa il 92% del totale dei donatori del 2019 era iscritto alle associazioni aumentano i pazienti trasfusi, che nel 2019 sono stati circa 638mila contro i 630mila dell’anno precedente, mentre le trasfusioni sono state circa 3 milioni, ovvero una ogni 10 secondi resta stabile anche il numero dei donatori in aferesi, la procedura che permette di donare soltanto alcune parti del sangue intero come il plasma e le piastrine, che sono stati 202mila. Nel 2019 sono stati comunque raccolti 858.170 chilogrammi di plasma per la produzione di farmaci plasmaderivati, quasi 14mila in più rispetto all’anno precedente, pienamente in linea con gli obiettivi del Programma Nazionale Plasma.

Per il sangue è stata garantita anche lo scorso anno l’autosufficienza totale, che per i medicinali derivati dal plasma è a livello nazionale mediamente del 70% circa. È proseguito anche nel 2019 il programma di donazione di medicinali plasmaderivati in eccedenza all’estero. Oltre 40 milioni di unità di farmaci sono stati prodotti e inviati dal 2013 ad oggi a paesi come Afghanistan, Armenia, Albania, India e in tempi più recenti anche Palestina ed El Salvador. Il Friuli Venezia Giulia si conferma la regione con il maggior numero di donatori totali in relazione alla popolazione (40 ogni 1000 abitanti) seguito dal Molise e dalla Sardegna.

“In ogni goccia c’è una storia. La nostra”, la campagna

Il Centro nazionale sangue ha scelto per l’anno 2020 di ringraziare il donatore di sangue per il suo contributo alla comunità, un contributo che non è venuto meno neanche durante l’emergenza causata dalla diffusione pandemica del Covid-19 e che al contrario ha avvicinato tante persone alla cultura del dono. Inoltre ha deciso di unirsi alla campagna mondiale dell’Oms che ha scelto come tema “Safe blood saves lives” e come slogan “Give blood and make the world a healthier place”, uno slogan che punta sulla doppia importanza della donazione di sangue, un gesto destinato a salvare la vita degli altri ma anche un modo per tenere sotto controllo la propria salute. Lo slogan scelto per la campagna è “In ogni goccia c’è una storia. La nostra”, che vuole sottolineare come dietro un piccolo gesto ci sia in realtà qualcosa di grande. L’headline “Lo fai per la comunità. Lo fai per te stesso” è un richiamo allo slogan adottato dall’Oms per la campagna globale. La campagna si basa su una serie di infografiche, video, meme e gif animate studiati appositamente per i social.

Attualità

Cercare lavoro online: come farlo e a cosa prestare attenzione

Consigli pratici ed efficaci su come muoversi e riuscire a promuovere al meglio se stessi nel ginepraio di opportunità che la Rete propone

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

Dalla Rete provengono ormai numerose opportunità non solo di intraprendere carriere sconosciute e impensabili fino a  qualche anno fa, ma anche, e soprattutto, di trovare lavoro nei settori e per le mansioni più tradizionali. Quello che proveremo a fare di seguito, così, è dare dei consigli pratici e davvero efficaci su come muoversi e come riuscire a promuovere al meglio se stessi e la propria professionalità a chi intende cercare lavoro in Rete. Può sembrare infatti un adagio abusato, ma è proprio vero che cercare lavoro è molte volte già un lavoro di per sé, anche quando lo si fa online.

Cercare lavoro o clienti in Rete: come farlo e a cosa prestare attenzione

Una prima buona idea se ci si è appena diplomati o laureati e si è alla ricerca della prima occupazione o se anche si è deciso di abbandonare la propria vecchia occupazione non più soddisfacente è aprire un profilo LinkedIn. Molte aziende cercano, infatti, candidati ideali per le proprie vacancy attraverso questo social professionale e c’è sulla piattaforma una sezione apposita per gli annunci di lavoro, da cui per altro si possono impostare una serie di filtri (sede di lavoro, livello di anzianità, tipo di contratto, eccetera) perché i risultati siano quanto più pertinenti possibile al proprio profilo. Più in generale LinkedIn serve per fare rete con altri professionisti del proprio settore o di settori affini e, perché no, creare relazioni da cui possano nascere in futuro interessanti opportunità.

Anche chi ha già avviato un’attività come libero professionista, e più che cercare lavoro in Rete sta cercando di promuovere la stessa e trovare nuovi pazienti per il proprio studio da osteopata o nuovi clienti di cui seguire strategie di marketing e comunicazione, potrebbe sfruttare LinkedIn a proprio vantaggio. La scelta migliore è in questo senso quella di aprire una pagina business, anche se è più probabile che la stessa generi lead soltanto di possibili collaboratori o investitori e stakeholder. Per attrarre clienti la via più semplice, immediata ed efficace resta puntare su piattaforme più generaliste: si possono aprire, cioè, Pagine Facebook e account Instagram o, perché no, se il proprio business parla soprattutto a un pubblico di giovanissimi, profili TikTok e utilizzarli per far conoscere meglio la propria attività, creare una community di clienti affezionati a cui pensare di poter rivolgere periodicamente anche sconti e promozioni speciali, ma anche eventualmente vendere direttamente utilizzando le funzioni ad hoc. Un aspetto importante da non trascurare è che in Italia non è permesso pubblicizzare le proprie attività lavorative se le stesse sono svolte sotto forma di prestazione occasionale: attenzione, insomma, a sponsorizzare post sulla pagina Facebook che promuovono lezioni, consulenze ed altri servizi, se non si dispone ancora di una Partita IVA. Prima di cercare lavoro in Rete, e i modi per farlo sono molti di più di quelli a cui si è già accennato e includono certamente anche creare un sito web o frequentare forum e gruppi tematici per esempio, bisognerebbe accertarsi di essere “in regola” da un punto di vista fiscale, magari sottoponendo la propria situazione ad un consulente online come Fiscozen.

Continua a leggere

Attualità

Strategie SEO: perché sarà sempre più importante puntare sulla ricerca vocale

Le tecnologie di assistenza vocale stanno crescendo in modo rapido, sostenute dall’aumento dei dispositivi smart di nuova generazione

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

Secondo il Microsoft Voice Report, il mercato è dominato da Siri di Apple, Google Assistant, Amazon Alexa e Microsoft Cortana, mentre gli altri sistemi vocali hanno una quota di appena l’1%, con il 70% degli utenti che hanno utilizzato almeno una volta un assistente digitale.

Dal primo rapporto Smart Home del Centro Studi TIM, il settore della casa intelligente presenta enormi opportunità e considerevoli margini di crescita nei prossimi anni.

Nel 2020 il giro d’affari in Italia è stato di 566 milioni di euro, con previsioni di incremento del 26% e una stima per il 2023 di 1,15 miliardi di euro, mentre a livello globale il mercato parte da un valore di 68 miliardi nel 2020, con la possibilità di raggiungere i 110 miliardi entro il 2023.

Le tecnologie smart, dunque, sono destinate a diventare sempre più rilevanti nei prossimi anni, per assisterci non solo nella navigazione su internet o nella riproduzione di musica, ma anche nell’acquisto online e nella prenotazione di servizi usando i comandi vocali. L’interazione con gli assistenti virtuali sostituirà l’uso dei display touchscreen, una tendenza che le aziende devono considerare con grande attenzione per non farsi trovare impreparate.

Come cambierà l’esperienza degli utenti con le ricerche vocali

Il problema principale delle query vocali è legato alla comprensione degli intenti di ricerca, finalità che in alcuni casi sono differenti rispetto alle ricerche testuali.

Come spiegato dall’esperto SEO Roberto Serra all’interno del sito roberto-serra.com, l’analisi delle esigenze degli utenti attraverso lo studio delle keyword è fondamentale per qualsiasi sito web, in quanto consente di studiare e capire qual è l’obiettivo delle persone quando effettuano una determinata ricerca online.

Oggi, tool e strumenti di Google e di terze parti consentono di analizzare in modo dettagliato gli intenti di ricerca, tuttavia interpretare le ricerche vocali è senza dubbio una vera e propria sfida. Quando si utilizza la voce e il supporto di un assistente virtuale la finalità della ricerca può essere davvero specifica, infatti rispetto al rischio di interpretazioni multiple delle ricerche testuali, quelle realizzate con la voce sono sicuramente più dirette e mirate.

Ad esempio, se un utente cerca di solito su Google i “migliori ristoranti di sushi a Roma“, ottenendo come risposta diverse soluzioni differenti, con la voce potrebbe chiedere invece ad Alexa o Google Assistant “quali sono i migliori ristoranti di sushi più vicini con servizio di delivery“. In quest’ultimo caso, la risposta sarà estremamente precisa, riducendo il numero di informazioni proposte dal sistema smart all’utente.

È evidente come le ricerche vocali renderanno il web sempre più personalizzato, aumentando la rilevanza delle query molto lunghe e specifiche rispetto alle ricerche generiche.

Questo cambiamento promette di stravolgere completamente il web nei prossimi anni, per questo motivo è indispensabile iniziare a pensare fin da ora a come posizionarsi nelle ricerche vocali.

Come ottimizzare il sito web per le ricerche vocali

Per mantenere il traffico organico del proprio sito web e non perdere visite in ingresso con l’aumento delle ricerche vocali, bisogna pianificare strategie SEO che tengano in considerazione questo nuovo aspetto.

Quando un utente usa un assistente virtuale le ricerche web sono molto precise, perciò è fondamentale non sottovalutare le query composte da molte parole e migliorare il lavoro di analisi degli intenti di ricerca.

Inoltre, è essenziale ottimizzare il portale per intercettare questo tipo di ricerche mirate, sviluppando piani di content marketing adeguati per essere proposti da Siri, Alexa, Google Assistant e Cortana come risposta alle domande degli utenti. Per molte aziende sarà indispensabile migliorare le schede Google My Business, la presenza all’interno di Google Maps e adottare anche strategie di video marketing su YouTube.

Allo stesso tempo, bisogna organizzare in modo dettagliato la struttura del sito, l’inserimento dei microdati previsti da Schema.org e integrare una presenza online multicanale più adatta alle ricerche vocali. Ad esempio, l’utente al quale viene indicato il proprio ristorante deve poter chiamare, prenotare un tavolo, oppure ordinare con il servizio di delivery utilizzando l’assistente virtuale.

Il portale, quindi, deve essere capace di supportare questo genere di interazione, assicurando una user experience ottimale indipendentemente dalla modalità scelta dall’utente per interagire.

 

Continua a leggere

Attualità

I requisiti di un sito di gioco online legale e affidabile

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

Molte persone che giocano online non danno nemmeno peso a come possa essere regolamentato questo settore
(altro…)

Continua a leggere

Di tendenza