Docenti Terza Fascia, oltre 20mila precari scrivono alla Ministra Azzolina

“Ministra, riapra le graduatorie di terza fascia informatizzando la procedura”: questa la richiesta dei docenti

 

COSENZA – ​Un docente cosentino precario, Pasquale Pecora, sottolinea la sua insoddisfazione (parlando a nome dell’intera categoria) sul nuovo Decreto Scuola, ed in particolare sull’articolo che fa slittare la riapertura delle graduatorie di III fascia al nuovo anno. “Questo, per me e per molte migliaia di colleghi del Sud – dichiara Pecora – che migrano al Nord per elemosinare qualche supplenza, è un atto che ci taglia letteralmente le gambe, dopo aver investito tempo, energie e soldi aspettando la riapertura che sarebbe dovuta avvenire nel Giugno 2020.”

Da qui la decisione di inviare una lettera indirizzata alla Ministra Lucia Azzolina firmata dagli esponenti del gruppo Facebook “Docenti Terza Fascia 2020”, gruppo composto da quasi 20.000 docenti precari o aspiranti tali. E’ stata anche lanciata una raccolta firme che ad oggi supera le 20.000 adesioni.

Testo integrale della lettera

“Rivolgiamo alla Ministra e al Parlamento le nostre richieste in merito a una revisione di quanto emerso in questi giorni dalla bozza del decreto approvato nel CdM. Il decreto contiene inquietanti cambiamenti in merito alle graduatorie di terza fascia, la cui riapertura è prevista per giugno 2020 in base al decreto approvato a dicembre 2019. Siamo tantissimi docenti, infatti, ad attendere questo momento: stiamo lavorando alacremente con la didattica a distanza, stiamo studiando per i concorsi, ci stiamo aggiornando sulle metodologie didattiche. In altri termini, abbiamo voglia di lavorare e ci stiamo provando in tutti i modi. Lavoriamo con contratti brevi, spesso pagati in ritardo e rinnovati di volta in volta con pochissime certezze, ma continuiamo perché amiamo questo lavoro e abbiamo scelto di perseguire questa strada.

Chiediamo di non disattendere le promesse fatte, di aprire le graduatorie per le supplenze e permettere che esse vengano assegnate in maniera meritocratica, che l’insegnamento sia qualcosa in cui investire passione, tempo e formazione. Vi chiediamo di non lasciare milioni di precari ancora per un anno in balia del sistema di assegnazione tramite MAD, che ci lascia in coda anche se abbiamo studiato, ci siamo qualificati e abbiamo anche già insegnato, solo perché non ci è data la possibilità di far parte della graduatoria. Un sistema che si basa su criteri assolutamente discrezionali, quindi spesso né meritocratici né trasparenti. Riaprire le graduatorie vorrebbe dire inoltre permettere anche a chi è già dentro di poter modificare la provincia, magari riavvicinarsi a casa, e questo potrebbe anche limitare alcuni inutili spostamenti tra le regioni, cosa senz’altro auspicabile in un periodo come quello che stiamo vivendo.

Vi chiediamo soltanto la possibilità di lavorare in maniera trasparente e per merito, non per simpatia, fortuna o caso, e dunque di non rimandare la riapertura e l’aggiornamento delle graduatorie. Milioni di vite e di scelte di vita dipendono dalla possibilità di lavorare con continuità il prossimo anno. Abbiamo bisogno di rispetto, lo stesso che noi diamo ogni giorno ai nostri studenti. Abbiamo bisogno dell’impegno da parte del Ministero nell’accettare la sfida e informatizzare la procedura di inserimento in graduatoria, così come noi abbiamo tempestivamente risposto alla sfida della didattica a distanza. Abbiamo bisogno che la scuola davvero non si fermi, e che si pensi al domani di docenti, studenti e della scuola tutta, che a settembre si troverà a dover affrontare più di 200 mila supplenze.

Con il link sottostante potrete visionare la petizione che è stata lanciata per supportare riapertura e aggiornamento delle graduatorie, e che ha già raccolto migliaia di firme: http://chng.it/RpcPNtKskS  .Confidiamo nell’attenzione che vorrete riservare alle nostre richieste.”