I Negrita a Rende, Pau: «denudati dalle distorsioni, nell’intimità del teatro» (AUDIO)

La doppia festa dei Negrita a Rende, domani sera al teatro Garden, che ospiterà una nuova tappa del tour La Teatrale + Reset Celebration iniziato lo scorso 18 gennaio da Arezzo

 

RENDE – E’ la terza tranche della ‘festa’ dei Negrita. La band aretina celebra i 25 anni di carriera anche a Rende ed è subito entusiasmo e caccia al biglietto. Un gruppo consolidato che ha il rock sulla pelle e nell’anima, e che per l’occasione indossa la veste della reinterpretazione acustica dei successi più conosciuti, insieme a qualche piccola perla nascosta.

Uno show con diversi estratti da Reset, album campione di vendite, che quest’anno festeggia 20 anni e che, per l’occasione, sarà ristampato, anche in vinile. Ripartono dai 25 anni su una strada che prosegue nel successo di una delle band che continua a mantenere la sua fisionomia musicale nel tempo. Un quarto di secolo di rock per i Negrita che, attraverso la voce di Pau, si conferma una delle band più amate. Pau, alla vigilia della tappa rendese racconta ai  microfoni di Rlb e alle pagine di Quicosenza come il rock li abbia cresciuti: «E’ stata la nostra scuola di vita, non solo musicale. Eravamo ragazzini, ascoltavamo i nostri idoli che poi ho scoperto essere anche quelli dei miei genitori. Da questo abbiamo creato i Negrita». Il loro nome infatti è legato al brano dei Rolling Stones Hey! Negrita: «Tutta la musica anni ’60 e ’70 ha nutrito intere generazioni e noi siamo passati da quella alla nostra generazione, anni ’80, con il post punk, la new wave e il punk fino a fare la musica che ci rappresenta di più».

Pau, frontman dei Negrita, ai microfoni di Rlb e per Quicosenza, racconta il live di domani sera al Garden di Rende ma anche i festeggiamenti per i 25 anni di carriera della band aretina

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Alla vigilia di Sanremo e della 70^ edizione, un pensiero ed un ricordo va anche alla loro partecipazione lo scorso anno alla kermesse della musica italiana con il brano “I ragazzi stanno bene”: «è stata la seconda esperienza e dal 2003 al 2019 abbiamo fatto passare molto tempo – spiega Pau – ma mi sono divertito molto. E’ un carrozzone incredibile e forse devi essere anche molto “zen”; è una settimana impressionante, sei bombardato da ogni dove, interviste, autografi, foto, televisioni, radio giornali. Credo addirittura che l’esibizione sia la cosa minore. Lo scorso anno il nostro pezzo parlava di cose importanti e siamo tornati su quel palco per i nostri 25 anni di carriera perciò non volevamo andare con il pezzo sbagliato che invece ha avuto ricadute molto importanti».

I ragazzi stanno bene? «Io vedo una bella generazione di ragazzi che sta producendo musica. E’  una sorta di nuova invasione, una new wave che negli ultimi 4-5 anni vede un’esplosione della musica italiana che non avevo mai visto. Credo che possiamo paragonarla all’epoca dei cantautori degli anni ’70. In questo momento si sta producendo una quantità di musica impressionante, e ovviamente c’è qualcosa che non mi piace. Sono felice però perchè la musica nelle radio e nei media in generale sta parlando la lingua italiana».

«La nostra è una band che sta festeggiando nei teatri 25 anni di carriera e abbiamo visto passare davanti a noi diverse generazioni, e vedere sotto il palco quelli della nostra generazione ma anche i ragazzi di 16 – 17 anni, vuol dire che i Negrita riescono ancora a parlare».

I Negrita hanno già calcato in passato i palchi della Calabria e Pau ha diversi e bellissimi ricordi. In particolare racconta la meraviglia di un concerto a Reggio Calabria: «Una data nel 2013, ricordo suonammo a Pasqua a Reggio e pensavamo non venisse nessuno perchè questa, è una festa sacra dappertutto. Ma il teatro era ‘imballato’, ed è stata una serata fantastica, una delle date più belle che abbiamo fatto in Calabria».

Lo spettacolo di domani sarà incentrato su due festeggiamenti in particolare: «Questa infatti è la terza tranche dei festeggiamenti per i 25 anni dei Negrita, ed abbiamo voluto dargli una particolarità celebrando i 20 anni di un album “Reset” che accompagnò la colonna sonora del film di Aldo, Giovanni e Giacomo, ‘Così è la vita’. E’ uno show che mi piace perchè ci vede denudati dal volume, dagli amplificatori e dalle distorsioni e porta in scena la nostra carriera in maniera ‘naked’ ed esce fuori l’anima; l’intimità del teatro crea un’atmosfera che al pubblico sta piacendo molto». Lasciaci con una canzone Pau: «Certamente ‘Rotolando Verso Sud’ perchè quando scendiamo sotto Roma diventa la nostra “sigla”».