Semplicemente ‘Cip!’, l’album deciso e intimo del cantautore cosentino Brunori

‘Cip!’ in uscita per Island Record, prodotto con Taketo Gohara e registrato tra la Calabria e Milano, mette insieme undici nuovi brani

 

COSENZA – ‘Cip!’ è il quinto album della carriera di Dario Brunori ed è uno dei lavori più attesi; poetico, spirituale, “più svolazzante rispetto ai precedenti”. Il tenero cinguettio di un pettirosso in un mondo dove la normalità è urlare, gridare. “Non volevo focalizzare l’attenzione su un concetto piuttosto che su un altro – spiega il cantautore cosentino -. Questo disco parla di ciò che ho sentito: e come faccio a spiegare ciò che ho sentito? Con un suono. Che è un Cip, ironico, ma deciso con il suo punto esclamativo, in tutto questo gridare che ci circonda”.

In copertina c’è un pettirosso (ecco spiegato il titolo), disegnato da Robert Figlia, “un uccelletto realistico, quasi da vecchia enciclopedia, privo di connotazioni sentimentali stucchevoli, intimamente combattivo e fiero. Una creatura semplice che ama intonare i suoi canti solitari sulla neve, rendendo forse un po’ meno gelidi questi nostri lunghi inverni”. 

“Cip!” è un album dove i testi sono fiumi in piena, raccontano persone, sensazioni. E il 42enne di Guardia Piemontese ha descritto il suo lavoro nel suo modo scanzonato e istrionico (è di qualche anno fa il suo tour nei teatri come one man show comico) partendo però dalle origini, sue e della sua musica: “Tendo a rifugiarmi, perché credo che quello di oggi non sia il mio ritmo. Facendo musica sono costretto a correre ad un tempo che non è il mio”. Di quel mondo rurale di cui sente nostalgia, talvolta entrano nel disco piccoli sprazzi, come “il panino fresco fresco della nonna” ricordato da Francesco, protagonista del brano “Bello appare il mondo”.

Cantautore ma anche presentatore (di recente uno show su Rai3, ‘Brunori sa’) Dario è diventato in soli 10 anni una delle penne musicali migliori della scena italiana, pur volendo spesso fuggire dai riflettori: “Ci siamo adeguati al tempo della macchina – sottolinea – invece che costruire la macchina del tempo, ma questa velocità impone di buttare via le cose. Il problema è che stessa logica la trasferiamo poi anche sulle persone”.
Proprio per questo forse, il disco ha come simbolo grafico il pettirosso, animale delicato e a rischio estinzione. E presenta titoli come “Fuori dal mondo”, dove invoca la “virtù della calma”; oppure si pone domande quasi filosofiche sul futuro in “Quelli che arriveranno”: “Saranno più alieni o più umani?”. Anticipato dai singoli “Per due che come noi”, già entrato nelle classifiche e nei vocabolari delle coppie in crisi, e “Al di là dell’amore”, canzone arrabbiata contro i politici che “parlano come mangiano e infatti mangiano molto male”, il disco prelude ad un tour di 12 date in tutta Italia, con conclusione a Reggio Calabria.
“Cerchiamo di bilanciare la realtà che abbiamo davanti: in tempi profondamente moderati, diventiamo estremi; in tempi estremi cerchiamo di rievocare la visione poetica del mondo”. Una missione quasi zen quella che si intesta il cantautore calabrese presentando il suo nuovo disco “Cip!”. Undici tracce che portano con sé la ricercata poesia, il faticoso dubbio, e il difficile cammino di un’anima “legata ad esperienze di spiritualità e religiosità”. Esperienze di cui non fa mistero di avere bisogno, come dimostra l’ottava traccia “Benedetto sei tu”, rivolta direttamente a “Gesù Cristo”. “Continuo a vivere nel piccolo paese della Calabria, dove sono nato: un luogo contemplativo e non a caso pieno di monasteri”, spiega in un incontro con fan e giornalisti alla Casa degli Artisti di Milano.

Dal 3 marzo, i concerti per la sua prima volta nei palazzetti. Parte da Jesolo, data uno, suonerà poi a Torino (7 marzo), Assago (13 marzo), Casalecchio di Reno – Bologna (15 marzo), Firenze (21 marzo), Ancona (24 marzo), Roma (27 marzo), Napoli (28 marzo), Bari (3 aprile), Reggio Calabria (5 aprile).

Con lui ci sarà la band di sempre: Simona Marrazzo, Dario Della Rossa, Massimo Palermo, Mirko Onofrio, Stefano Amato e Lucia Sagretti, con l’aggiunta di Alessandro “Asso” Stefana e della sezione brass diretta da Mauro “Otto” Ottolini.