COSENZA – “Sognavo da molto tempo di scrivere un libro: per me sono arrivate prima le parole della musica. E il mio primo amore è stato la poesia”, racconta la cantautrice Maria Antonietta, in libreria con “Sette Ragazze Imperdonabili”. E sulla questione del riconoscimento del valore delle donne nella musica (anche) indie spiega: “Avere credibilitĂ  per una donna è ancora difficile. Una poi se la conquista, porta avanti i suoi progetti e cerca di non essere avvilita dalla situazione. Io tento di fare così. In generale, però, c’è una disabitudine nel confronto con le donne”

 

Maria Antonietta

Sette ragazze imperdonabili (Rizzoli), un libro d’Ore laico, composto da racconti, poesie e collage. “Si ispira a quei Libri d’Ore medievali che scandivano la giornata secondo le ore liturgiche e a ognuna abbinavano delle letture, dei salmi e un corredo di miniature”, scrive ancora Maria Antonietta, all’anagrafe Letizia Cesarini, nella prefazione del libro, che è una vera e propria dichiarazione d’amore e di sorellanza nei confronti delle sue icone. Donne forti, libere, come la cantautrice pesarese che nelle sue canzoni unisce testi taglienti e immagini dallo spiccato lirismo.

Maria Antonietta

 

Si gioca con i numeri, con quel sette che rappresenta la compiutezza e la perfezione di Dio e che diventa Lui, poi, il più imperdonabile di tutti perché è l’unico che si prende continuamente il lusso di non fare quello che ci si aspetta dal suo operato. Ed è questo è il tema ricorrente: le aspettative e in che modo affrontarle. Un tassello fondamentale che s’insinua tra le poesie e i racconti diventando a tratti un prolungamento del precedente lavoro. La cantautrice di Pesaro, farà tappa a  Cosenza domani al Festival Delle Invasioni.