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Estate a tutta frutta: quanta, quale e perché mangiarla sotto l’ombrellone

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Ogni anno lo sentiamo dire da tutti i medici, bisogna prestare la massima attenzione ai mesi estivi, perché il grande caldo può portare diversi problemi al nostro organismo. Si parla ad esempio dei colpi di calore, dei giramenti di testa, della spossatezza fisica e ovviamente della disidratazione.

 

Quando il sole inizia a picchiare duro, e quando le temperature si alzano con decisione, ecco che il nostro organismo comincia a disperdere molti liquidi. Questi ultimi richiedono di essere dunque reintegrati, attraverso l’acqua ma anche grazie alla frutta: una vera e propria miniera di liquidi, oltre che di sali minerali e di vitamine.

In sintesi, questa estate la vivremo a tutta frutta: vediamo dunque quanta, quale e perché mangiarla sotto l’ombrellone.

 

Perché mangiare la frutta in estate

In estate la frutta non dovrebbe mai mancare, né dalle nostre tavole, né dalle classiche “schiscette” da aprire sotto l’ombrellone. Intanto perché, come detto, la frutta è una preziosissima miniera di liquidi, quindi si rivela fondamentale per una corretta idratazione del corpo. In secondo luogo, questi alimenti contengono grandi quantità di fibre, vitamine e sali minerali: sostanze necessarie per la salute del nostro organismo, per il suo corretto funzionamento e per ottenere una sferzata di energia.

La frutta, poi, è un pasto estivo magnifico, perché è leggero e facilmente digeribile, oltre che rinfrescante. È ovvio che le proprietà sono molto più numerose, ma dipendono sempre dalle varie tipologie di frutta.

 

I 5 frutti più freschi e nutrienti per l’estate

Pesche: le pesche figurano nella lista dei frutti più nutrienti in assoluto, in quanto contengono una grande quantità di ferro, calcio, potassio, sodio, vitamine, fosforo e fibre. E sono anche fantastiche perché saziano, dissetano e consentono di recuperare molte energie: non per caso, insieme alle banane, sono i frutti preferiti da chi pratica sport.

Melone: il melone è una vera e propria “bomba” di acqua e potassio, visto che è composto al 90% da liquidi ed è dunque un toccasana sia per l’idratazione dei tessuti, sia per irrorare i muscoli. Il melone dei Fratelli Orsero, poi, è un ottimo esempio di alta qualità perfetta per i veri amanti di questo frutto.

Anche in questo caso si parla di un alimento ideale per gli sportivi, ma anche per gli appassionati di cucina, perché si presta ad abbinamenti classici come il prosciutto crudo.

Anguria: di fronte all’anguria, ci sarebbe davvero ben poco da aggiungere, visto che si parla del frutto estivo per eccellenza. Anche qui ci troviamo fra le mani un frutto ricchissimo di acqua (addirittura il 92%), di magnesio e di potassio. E poi contiene anche molti elementi anti-ossidanti, perfetti per proteggere la cute dai raggi UV.

Mirtilli e lamponi: mirtilli e lamponi sono autentici super-food, in quanto abbondano di sostanze anti-ossidanti e posseggono delle spiccate proprietà anti-infiammatorie. Oltre ad essere gustosi, questi piccoli frutti sono ottimi per favorire la diuresi e per depurare l’organismo.

Cocco: si chiude con un altro grande protagonista estivo come il cocco, un frutto esotico ricco di minerali e di vitamine, ma anche gustoso (l’acqua di cocco è buonissima). Infine, per chi è sempre attento alla linea, il cocco ha proprietà dimagranti e favorisce il funzionamento del metabolismo.

 

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Agriturismo in crisi, Coldiretti Calabria: “misure per scongiurare licenziamenti”

Il 2021 per il settore dell’agriturismo, si è chiuso in Calabria con decine di migliaia di arrivi in meno. A pesare è stato anche l’annullamento di fatto di banchetti e cerimonie

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COSENZA – Con la ripresa dei contagi si segnala una situazione difficile in agriturismo dopo che il 2021 si è chiuso in Calabria con decine di migliaia di arrivi in meno rispetto a prima della pandemia nel 2019 soprattutto per effetto del crollo delle presenze degli stranieri ma anche degli italiani. A pesare è stato anche l’annullamento di fatto di banchetti e cerimonie. Questo emerge da un primo bilancio della Coldiretti sulla base delle indicazioni di Terranostra Calabria che per questo pone in risalto la necessità di sostegni di fronte ad una situazione di grave sofferenza sia per l’alloggio che la ristorazione.

“La tenuta delle presenze nei mesi estivi – commenta Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria – non è stata certo sufficiente a colmare i pesanti vuoti degli altri periodi dell’anno nelle circa 400 strutture operanti con 12200 posti a tavola e circa 1500 posti letto. Un colpo micidiale ad un sistema che alimenta e sostiene anche l’economia di altri settori soprattutto nelle aree rurali e zone interne, si pensi solo alla vendita dei prodotti tipici, e che svolge anche un importante ruolo di presidio ambientale del territorio e della biodiversità”.

“Si è concluso – prosegue – infatti un anno ancora molto difficile dopo un 2020 drammatico con arrivi che sono ritornati al livello del 2010, con il fatturato che si è dimezzato dopo investimenti da parte degli operatori agrituristici. Il rischio adesso è, anche, la perdita di posti di lavoro e quindi famiglie che si ritroverebbero senza reddito, oltre alla perdita di maestranze con elevati requisiti professionali sulle quali le aziende agrituristiche hanno investito. L’incognita e il pericolo – sostiene Aceto –saranno gli inevitabili licenziamenti se non s’interviene tempestivamente con la cassa integrazione, così come preannunciato nelle scorse settimane dal Governo”.

“I contributi previsti dal decreto del Ministero del Turismo del 24 agosto 2021, a favore delle imprese turistico – ricettive, fortemente sostenuti da Coldiretti e Terranostra, per effetto della nuova crisi non sono sufficienti a garantire la sostenibilità economica ed occupazionale delle strutture per le quali – insiste Coldiretti – è necessario ora prevedere nuove misure di sostegno”.

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Cassazione: “Rapina aggravata se con mascherina”. Il ladro: “Ma era obbligatoria”

Il rapinatore si è rivolto alla Corte facendo leva sul fatto che in periodo di emergenza Covid non avrebbe potuto compiere la rapina senza la mascherina

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ROMA – Il reato di rapina è aggravato se compiuto indossando la mascherina. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso di un uomo che era stato condannato in primo e secondo grado per rapina con l’applicazione dell’aggravante relativa al travisamento del volto: reato compiuto mentre indossava la mascherina, resa obbligatoria dalle norme anti-Covid.

Il ricorso del rapinatore

Il rapinatore – secondo quanto riferito dalle agenzie – si era rivolto alla Suprema Corte, facendo leva sul fatto che in periodo di emergenza Covid non avrebbe potuto compiere la rapina senza la mascherina, essendo quest’ultima imposta per legge. In pratica, secondo l’autore del reato, si sarebbe trattato di un comportamento obbligatorio previsto dalla normativa vigente e dunque, non avrebbe potuto costituire un’aggravante al delitto di rapina.

La decisione della Corte

La II sezione penale della Corte di Cassazione, ha ritenuto però infondato il ricorso in quanto il camuffamento del volto per aver indossato la mascherina è comunque collegato alla commissione del delitto e utile a rendere difficoltoso il riconoscimento dell’autore del fatto. Per la Suprema Corte, inoltre, è corretta l’applicazione dell’aggravante dal momento che il nesso di “occasionalità necessaria” della rapina effettuata indossando la mascherina esclude la possibilità di ritenere quest’ultima condotta alla stregua di mero adempimento del dovere.

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Schiaffi e spintoni in piazza, denunciati 9 minori e un maggiorenne

Alcune ragazze, tutte minorenni, dopo un’accesa discussione hanno iniziato a picchiarsi violentemente tanto che una di loro è stata trasportata in ospedale

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VIBO VALENTIA – Sono stati denunciati dalla squadra mobile di Vibo Valentia presunti autori dei due gravi episodi di violenza a base di schiaffi e spintoni avvenuti lo scorso 25 novembre, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, in piazza Municipio, nel centro della città: si tratta di nove minori e di un maggiorenne. In quella circostanza, alcune ragazze, tutte minorenni, per futili motivi, dopo un’accesa discussione, avevano iniziato a picchiarsi violentemente, tanto che una di loro è stata costretta a ricorrere alle cure dei sanitario del Pronto soccorso dell’ospedale cittadino.

Le immagini, passate al vaglio dei poliziotti, hanno reso possibile la ricostruzione dell’episodio mostrando due giovani che si spintonavano e schiaffeggiavano, con l’intervento anche di un ragazzo – poi identificato come maggiorenne – che, dopo aver raggiunto una delle due alle spalle, la tirava per i capelli facendola cadere a terra. Nella stessa giornata, in un’altra via del centro cittadino, un gruppetto di ragazzi, anch’essi minorenni, dopo aver preso in giro un amico comune, colpivano il medesimo ed un altro ragazzino intervenuto in sua difesa che veniva a sua volta colpito con calci e pugni. Le attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica per i Minorenni di Catanzaro, hanno permesso di fare luce sui due episodi e sul coinvolgimento del maggiorenne.

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