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I detrattori di Greta e le loro amnesie

Non siamo mai contenti, se i nostri figli galleggiano nei videogame siamo preoccupati e ci lamentiamo del fatto che essi non riescano ad aver nessun interesse per quello che accade intorno a loro ( Michele Serra in un suo libro li definisce gli “sdraiati”). 

 

Se provano ad interessarsene, nella migliore delle ipotesi, sorridiamo di loro o critichiamo il loro modo di farlo. Quante volte ci siamo chiesti, noi genitori, soprattutto quelli che hanno vissuto la loro giovinezza durante il periodo della contestazione studentesca degli anni settanta, dove sia finito quel fervore, quella capacità di indignarsi, che pur con le sue storture ed i suoi deragliamenti (da condannare in maniera netta) ha contribuito a far ottenere alla società enormi progressi nel campo dei diritti umani e delle conquiste sociali.

Questa mia riflessione trae origine dall’aver constatato che nei confronti di Greta, la giovane ecologista ambientalista, che alcuni giorni fa ha dato il via ad una protesta alla quale hanno partecipato milioni di ragazzi in tutto il mondo, si è venuta a formare una nutrita schiera di detrattori. Questi detrattori sono in realtà, con il loro modo di fare, detrattori di tutti i giovani, non solo di quelli di oggi, ma anche di quelli di ieri e di quelli che verranno. Sono coloro i quali pensano che dietro ai giovani, dietro le loro istanze, vi siano sempre interessi di altre persone, capaci di strumentalizzarli. Sono coloro i quali pensano che vi sia sempre un secondo fine e che chi fa qualcosa di “buono” è in malafede, è un ipocrita e, nella migliore delle ipotesi, è un ingenuo. A quel punto provano a metterne in evidenza le contraddizioni, al solo scopo di squalificarli.

Per queste persone che provano fastidio per qualsiasi manifestazione del “bene” userei il termine di “cattivisti”, da contrapporre a quello di “buonisti” usato spesso proprio da loro.

Ora senza negare che possa essere accaduto, nella storia degli ultimi cinquant’anni, che alcune contestazioni messe in campo dal mondo giovanile siano state strumentalizzate da gruppi di persone con altri interessi, non possiamo non ammettere che ogni contestazione abbia preso origine dall’ardore, dalla foga, dall’impeto, e soprattutto, dalla passione che hanno smosso gli animi dei giovani. Non ritrovare più in loro questi sentimenti dovrebbe preoccuparci, non il contrario. Ben venga la presa di iniziative da parte loro di contestazioni dell’esistente e di proposte per risolvere i problemi che ci affliggono e a cui, noi adulti, sembriamo spesso incapaci di far fronte, forse a causa del nostro disincanto e della nostra incapacità di illuderci, elementi che invece sono assenti, per fortuna, nell’animo della maggior parte dei giovani.


Il caso di Greta Thunberg (che tra l’altro ha un precedente importante, quello della dodicenne Cullis-Suzuki che, nel 1992, al Vertice della Terra di Rio de Janeiro, venne definita “la ragazzina che zittì il mondo per 6 minuti” ) ha messo in evidenza una grettezza che mi ha lasciato davvero sconcertato. Accanto ai suoi tanti sostenitori, sono comparsi persone che hanno scaricato su di lei un fiume di odio. Pur di denigrarla e di delegittimare la sua battaglia contro l’inquinamento e i mutamenti climatici, sono stati capaci di tutto, perfino di inventarsi delle “bufale”. Come quella della foto di una piazza piena di cartacce e spazzatura lasciate per terra, con la didascalia “ecco cosa resta della manifestazione per il clima”, che è stato dimostrato fosse una foto di molti anni fa, che viene usata come immagine di repertorio per mettere in evidenza le condizioni di degrado delle città.

Per non parlare della cattiveria che trapela da alcuni commenti sui social da parte di alcuni personaggi famosi, come Rita Pavone ( quella che cantava: “Cuore tu stai soffrendo…”), che la definisce “ un personaggio da film dell’orrore” ( a voler essere cattivi e ripagare con la stessa moneta, potrei dire che parla proprio lei, che con il suo aspetto rifatto suscita quanto meno un certo ribrezzo, ma non lo faccio!). La giornalista Maria Giovanna Maglie che ha detto che se Greta non avesse avuto la sindrome di Asperger l’avrebbe “messa sotto con la macchina”. Il giornalista Mario Giordano che definisce “gretini” i sostenitori della ragazzina .

E, ancora, Salvini che non se la prende con Greta direttamente, ma con tutti quei ragazzi che erano presenti nelle varie piazze accusandoli di aver partecipato non per l’interesse per l’ambiente ma di essere i soliti facinorosi, organizzati in gruppi da persone che hanno solo interesse di creare disordine. Tutto ciò, secondo me, è dovuto un po’ alla cattiveria che alberga in modo esagerato in alcuni di noi e un po’ per il fatto che siamo capaci di dimenticarci di tutto. Il medico dimentica quando è stato paziente, l’insegnante dimentica quando è stato alunno, e l’adulto (mentalmente molto anziano) dimentica quello che provava quando era giovane.