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Spettegolare è un elisir di buona salute. Gli aspetti positivi della maldicenza

Spettegolare, fare chiacchiera, sono tutti modi per indicare quell’attività tanto cara al genere umano che prevede il parlare e borbottare dei fatti altrui. Un toccasana per la salute.

 

COSENZA – Spettegolare, un passatempo alla portata di tutti che fa anche bene. Commentare il look di una cantante in occasione di un’uscita pubblica, oppure il taglio di capelli di una parente, o ancora investigare sulla nuova frequentazione di un collega: alzi la mano chi non si è mai concesso qualche occasione di pettegolezzo. Di per sĂ© è innocuo e fisiologico; può avere persino molti aspetti positivi. Scopriamoli insieme!

Alla base del pettegolezzo c’è spesso un naturale moto di curiosità. Ci interessa sapere i fatti degli altri, essere al passo con le ultime novità. Fin qui tutto bene: meno positivo è il tentativo di ficcare il naso anche in cose che chi è oggetto del pettegolezzo vorrebbe invece mantenere private. Ancora peggio è, una volta scoperto il “segreto”, trasformarlo in oggetto di conversazione e commenti. Anche se, lo sappiamo bene, una quota di piacere nello spettegolare sta proprio nella condivisione di qualcosa che non dovremmo sapere. C’è da dire che, se gli impegni e i ritmi frenetici hanno un po’ ridotto il tempo da poter dedicare al pettegolezzo, dall’altro lato la sempre maggiore frequenza con cui si utilizzano i social network dà al pettegolezzo un sapore nuovo con strumenti nuovi.

Uno degli aspetti positivi, risiede in questa forma di condivisione, anche se un po’ perversa, che ha la capacità di unirci agli altri membri del nostro gruppo e migliorare la coesione che ci lega a loro. Alcuni recenti studi hanno messo in evidenza il fatto che la chiacchera è un vero e proprio rito sociale utile nel rafforzare le affinità. Condividere informazioni proibite o segreti piccanti ci aiuta infatti a conoscere meglio il nostro gruppo sociale, migliora la nostra intimità con loro e ci fa sentire parte del gruppo. Se per un verso possiamo autoassolverci se ci capita di spettegolare, dall’altro siamo autorizzati a pensare che anche gli stati d’animo negativi hanno in fondo il loro lato buono. L’invidia, ad esempio, si basa sull’inevitabile confronto tra la nostra condizione e quella altrui. E’ un fatto inevitabile, perché la valutazione di noi stessi non può che partire dal confronto con quello che ottengono gli altri membri del nostro gruppo, in particolare quelli che riteniamo abbiano più successo. Proprio questo confronto, a volte così impietoso e doloroso, diventa una spinta potente a migliorare noi stessi. Alla luce di queste considerazioni, è difficile liquidare il gossip come una cosa stupida.

Spettegolare dà modo di soddisfare alcuni bisogni profondi, indubbiamente ha quindi dei vantaggi sociali, di cui si servono alcuni tipi di persone, che probabilmente sono manchevoli di altri tipi di risorse per intrattenere rapporti e affermare sé stessi. Ma quali sono i bisogni che si nascondono dietro al pettegolezzo.

  • Bisogno di ridurre la tensione. Innanzitutto, consente di sentirsi al sicuro. Se si può parlare male di qualcuno, si può stare tranquilli di essere nel “giusto”.
  • Bisogno di rafforzare i legami. Parlare male di qualcuno, non ben visto da entrambi, crea una forte alleanza contro il “nemico” comune. Può essere il caso dei gruppetti che si creano sul posto di lavoro
  • Bisogno di essere il piĂą forte. Se sono io a parlare male degli altri, gli altri mi rispetteranno per non essere poi sparlati. Una sorta di contratto inconsapevole.
  • Bisogno di far parte del gruppo. A volte capita di parlar male di qualcuno che neanche effettivamente si conosce, ma, per amore di essere inclusi, ci si adegua all’argomento comune, iniziando ad interessarsi alle sorti e ai fatti del malcapitato.
  • Bisogno di mantenere i contatti. Chiedetevi quante relazioni non hanno alcuna base, se non quella di parlare male di qualcuno? In questi casi il pettegolezzo diventa uno strumento per mantenere alcuni tipi di rapporti.
  • Bisogno di autostima. Può sembrare assurdo il fatto che una persona che parli male di altri e che sembri pertanto sicura di sĂ©, seppur per spettegolare, sia poi in realtĂ  una persona con delle falle nell’autostima. Ma da un’analisi piĂą accurata risulta evidente quanto sminuire gli altri sia un modo per far risaltare la propria persona.

Se è vero che c’è gente che ama spettegolare, è anche vero che forse nessuno ne è esente. Ci sarà sempre qualcuno pronto a criticarci, ma a noi sta la scelta di arrabbiarci, prendercela, evitare di fare alcune cose, modificarci o altamente fregarcene, lasciando che la maldicenza lì dove è nata muoia e continuare a vivere come riteniamo. Nella maggior parte dei casi, comunque, chi parla male ha bisogno solo di essere un po’ al centro dell’attenzione o attenuare la propria invidia, ad ogni modo è più una via per soddisfare i propri bisogni.

L’ultimo studio sul tema è quello pubblicato dall’autorevole rivista di scienza The Atlantic con il titolo Gossiping Is Good. The suprising virtues of talking behind people’s back. A sottolineare le virtù del parlare dietro agli altri c’è anche il team di ricercatori delle Università del Texas e dell’Oklahoma: pure loro sono convinti che sparlare faccia bene, soprattutto alle due persone che lo fanno contro una terza. I due pettegoli, infatti, si sentiranno estremamente uniti e vicini mentre sparano cattiverie sull’assente; molto più coesi di quando invece si ritrovano a dovere riportare (controvoglia) cose piacevoli e complimenti rivolti a terzi. Secondo gli studiosi olandesi dell’Università di Groningen, chi è solito ascoltare con bramosia e riferire con altrettanta passione malignità sul conto degli altri ne guadagna in pacatezza, riflessività e autostima.

Il primissimo scienziato che incominciò a tessere le lodi del gossip è stato Robin Dunbar, antropologo inglese che già sul finire degli anni Novanta riconosceva al pettegolezzo la capacità positiva di procurare un’identità condivisa. Il chiacchiericcio frivolo, la cattiveria detta a mezza bocca con nonchalance e il passaparola confidenziale seguito da “shhh!” per raccomandare acqua in bocca sono pratiche che assicurano a chi le fa un immenso piacere. Un godimento assai simile a quello gastronomico che si prova assaggiando un manicaretto delizioso. Tutti quanti ne siamo accomunati, chi più chi meno, e pare addirittura che il pettegolezzo faccia sentire tanto meglio quanto peggior sono le notizie apprese, almeno secondo uno studio basato su risonanza magnetica condotto dalla South Cina Normal University. Si tratta del buon vecchio “mal comune mezzo gaudio”, ossia il piacere che si prova quando anche agli altri non girano benissimo le cose. Per arrivare poi allo schadenfreude, termine tedesco che significa “piacere provocato dalla sfortuna altrui” e che è comunissimo, nonostante si cerchi tutti di nasconderlo. Avete mai notato che quando qualcuno dice che gli dispiace dire qualcosa, in realtà non vede l’ora di dirla?! Buon pettegolezzo a tutti e.. alla salute!!