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Difetti fisici ed insulti

Un mio mito per un attimo ha vacillato. E’ accaduto qualche sera fa durante una trasmissione televisiva, quando Gino Strada, dopo aver perso il controllo della situazione a livello dialettico, è scivolato sulla più classica delle “bucce di banane”: l’insulto.

Se fosse stato un insulto qualsiasi, forse non mi troverei qui a parlarne, dal momento che in televisione ormai l’insulto, essendo un modo come un altro per confrontarsi con l’interlocutore, viene relegato alla categoria di intemperanza caratteriale, che non solo è tollerata, ma a volte è stimolata dal conduttore. L’insulto in questione, però, era di uno di quelli che io reputo più gravi, non come oscenità legata alle parole usate, ma per il fatto di fare riferimento ad una caratteristica fisica della persona presa di mira.

Insultare una persona su un suo difetto fisico o presunto tale, che sia la bassa statura o gli occhi strabici o le orecchie a sventola, è un modo di fare scorretto e sleale. Chi insulta in questo modo non insulta soltanto il suo interlocutore, ma anche la sensibilità di chi assiste al dibattito, e la propria intelligenza, anche se viene qualche dubbio sulle capacità intellettive di queste persone. Ovviamente, nel nostro caso, quest’ultima possibilità era da escludere, dal momento che non è possibile nutrire alcun dubbio sull’intelligenza del fondatore di Emergency. Di sicuro c’è stata una sua caduta di stile, quando, in un momento di nervosismo, ha fatto il verso al giornalista Mario Giordano, imitandone la voce e definendola “gracchiante” e fastidiosa.

A differenza di certi insulti che risultano volgari appena vengono pronunciati, e che il loro essere offensivo è inequivocabile, vi sono degli insulti (quattrocchi, nano, nasone) che spesso consideriamo cose di poco conto, come delle offesi infantili. In realtà, questi insulti, spesso basati su un’imperfezione fisica, o più raramente su una diversità nel modo di essere di una persona, risultano molto più feroci di quanto possa sembrare, a prima vista.

Dal momento che vanno a colpire la fisicità, o il modo di essere di una persona, non possono essere considerate delle banali battute. Quella che può sembrare una semplice ironia diventa qualcosa che può far davvero far star male. Gli insulti fisici poi sono quelli più pericolosi perché rappresentano il modo più diretto per squalificare qualcuno. A differenza degli insulti contro l’intelligenza o contro un tipo di comportamento (imbecille, cretino), quelli che mirano a denigrare una persona sul piano fisico (nano, ciccione) sembrano voler dire che basta guardare la persona per poter esprimere un giudizio negativo. Sono gli insulti più darwiniani, i più nazisti, quelli che vanno dritti al cuore della nostra identità, e che relegano il destinatario a un livello inferiore. Insultare qualcuno sul piano fisico significa attribuire uno stigma, un segno distintivo negativo, che mira a qualificare la persona come difettosa e quindi non degna di stare nella società.

E’ la capacità di immedesimazione che manca in molte persone, quella di non riuscire a mettersi nei panni degli altri e quindi di non capire quanto irrispettoso e degradante sia scherzare su certi argomenti. Manca la capacità di comprendere che ognuno di noi può trovarsi a combattere dentro di sé una battaglia estremamente importante per lui e che quell’ insulto gli fa rimettere in discussione tutto il lavoro fatto fino ad allora per cercare di vincerla: quella battaglia!