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Cibo avariato

Cibo avariato? Per saperlo basta avvicinare lo smartphone all’alimento

La Osram Opto Semiconductors, azienda già nota a molti per la produzione di sistemi di illuminazione, è pronta a commercializzare un sensore che da qui a breve potrà essere implementato su tutti gli smartphone.

 

Si tratta di un dispositivo hi-tech capace di “annusare” il cibo e capire se si tratta di un alimento fresco o meno. Ma non solo, il sensore è capace di calcolare le calorie del cibo “fotografato”, finanche capire se un particolare farmaco contiene realmente i principi attivi indicati, così come – puntandolo direttamente sul nostro corpo – calcolare lo stato di idratazione piuttosto che la percentuale di massa grassa.

Il sensore sfrutta la spettroscopia basata sulla tecnologia LED (NIRED) per “misurare” il quantitativo di grassi, acqua, zuccheri e proteine presenti negli alimenti; i dati vengono inviati via web a un cervellone informatico che li confronta con le specifiche di riferimento dei singoli cibi analizzati, riuscendo a fornire in tempo reale eventuali difformità e capire così se ci troviamo dinanzi a un cibo avariato.

Uno smartphone che integra lo spettrometro NIR è già stato presentato in una passata edizione del CES di Las Vegas, si tratta dell’H2 di Changhong, ma ora i tempi sembrano essere abbastanza maturi per una implementazione su larga scala.

Niente più cuochi furbetti al ristorante, quindi, ben presto basterà il nostro smartphone per capire se la mozzarella nel nostro piatto è fresca o meno, così come se la gustosa orata, spacciata per essere stata pescata in giornata, è in realtà rimasta in qualche congelatore per settimane.