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Le ‘Zingare Lucane’ su Rlb: ‘Nella tarantella, siamo tutti una grande famiglia’

Il termine ‘Tarantella’ si riferisce ad una “grande famiglia”, in cui ci sono la maggior parte delle danze e musiche del sud Italia: Pizzica, Tammurriata, Tarantelle, Saltarello e molte altre.

 

COSENZA – L’Italia è sempre vista dai turisti come la nazione del sole, del mare, dei profumi incantevoli, del buon cibo e della musica. Terra di tradizioni profonde e ricca di arte e storia vede una delle sue espressioni piĂą antiche nel ballo. Le danze popolari sono sempre accompagnate da suoni emessi tramite strumenti musicali artigianali tipici di ogni regione. Molti sono i gruppi folcloristici che allietano le serate estive e le feste religiose ed in molte regioni si organizzano vere e proprie rassegne dedicate a questi balli. Le ‘Zingare Lucane’, gruppo folk, di danze popolari del Sud (tarantella, pizzica, taranta e tammurriata) in diretta radio su Rlb, hanno rispolverato le origini  di questa antica tradizione musicale.

 

“Queste danze spesso condividono tra loro una struttura musicale basata su 6/8 (anche se è ci sono strutture ritmiche piĂą arcaiche ), e spesso condividono alcuni passi di danza. Fino alla seconda guerra mondiale le tarantelle, musiche e danze, sono connotazione del mondo cosidetto “rurale”. Dagli anni ’70, un movimento di rivalutazione, che dura ancora oggi, la rende conosciuta e visibile al grande pubblico. Aspetti simbolici molto profondi sono legati a questa danza”. La tarantella Ă© un classico del sud Italia: vecchia di secoli, danza tradizionale di feste o di esorcismi musicali, oggi offre una grande varietĂ  di stili e di interpretazioni. Questa danza, grazie al suo aspetto narrativo e vivace permette di sviluppare un interessante lavoro sul corpo e sulla mente. Interamente basata su cerchi concentrici permette di esplorare lo spazio in una dimensione non usuale e strettamente legato al passato.

Si avvale di movimenti semplici e facilmente “imitabili”, testimonianza del valore universale che ci trasmette. La tammurriata si balla in una vasta area che si estende dalla valle a sud est di Volturno, Caserta, regione Circumvesuviana (intorno al Vesuvio) fino all’Agro Nocerino, Nola e la Costiera Amalfitana.In una classificazione più ampia delle danze etniche italiane, la tammuriata puo’ essere inclusi nella famiglia della tarantella ed costituisce un sottogruppo specifico e originale; la danza é basata sul ritmo binario, la partecipazione al ballo é prevista solo a coppie (miste o no), l’uso di castagnette che, oltre a fornire il ritmo di base, richiedono una cinetica particolare di mani, braccia e torso.

Nel 1959, l’antropologo Ernesto De Martino scopre e fa rivivere i resti del rito necessario per curare il morso della tarantola. Ragno mitico, che morde e inietta un veleno che porterĂ  presto la vittima nella follia, alla crisi e alla necessitĂ  immediata di unacura fisica. “Così la danza Pizzica, o Tarantella diventa il mezzo per l’ espressione di stati d’animo, preoccupazioni personali – commentano le ragazze – che diventano socialmente condivisi”. L’antico mito affonda le sue radici nel passato archetipico, saturo di simboli e idee della tradizione del teatro popolare. “Purtroppo – hanno poi concluso – nonostante l’interesse per il ballo, in pochi indagano fino alle origini delle ricerche antropologiche ed etnomusicologiche ad esso legate, grazie perciò per questa opportunitĂ ”.