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Giornata Mondiale dell’Ambiente, a Cosenza iniziativa per sostenere la lotta alla plastica

L’inquinamento prodotto dalla presenza di plastica per oceani e habitat marini, è il tema al centro della Giornata mondiale dell’ambiente 2018 che si è celebrata il 5 giugno scorso, per iniziativa dell’Onu.

 

 

COSENZA – Una giornata per promuovere anche la “lotta alla plastica monouso“, già protagonista di molte iniziative in Europa e nel mondo. Istituita dalle Nazioni Unite nel 1974, la Giornata Mondiale dell’Ambiente vede i Paesi di tutto il mondo impegnati in iniziative a sostegno del nostro patrimonio ambientale: campagne di pulizia collettiva, sensibilizzazione nelle Università, nei supermercati e nello sport. A questo proposito si stima che nel Mediterraneo, secondo dati di Legambiente, ci sono 58 rifiuti per ogni km quadrato, per il 96% di plastica e in Italia ogni 100 metri di spiaggia si trovano in media 620 rifiuti, all’80% di plastica.

Lo slogan della giornata è stato “Sconfiggi l’inquinamento da plastica. Se non puoi riusarlo, rifiutalo”. Ciò dovrà avvenire naturalmente attraverso la sensibilizzazione delle persone all’uso e alla ricerca di materiali alternativi e più ecologici rispetto alla plastica monouso.
In occasione di tale Giornata, l’Associazione Culturale “Le Muse” di Cosenza ha organizzato un evento – dibattito che la visto la partecipazione di Enrico Marchianò, Presidente Club per l’Unesco di Cosenza, Pino Boccia, coordinatore dell’Associazione VAS per Cosenza e Rende, Emilia Sicilia Docente di Chimica Unical.

Il dibattito è stato introdotto da Myriam Peluso, presidentessa dell’Associazione Culturale, che ha spiegato le motivazioni ecologiche che sono alla base di una manifestazione che vede coinvolti tutti quei paesi che producono ingenti quantità di plastica che costituiscono un pericolo per la salvaguardia del pianeta. Prima del dibattito è intervenuta la giornalista Francesca Mazzotti che ha recitato alcune poesie della poetessa brasiliana Marcia Theopilo, antropologa da anni impegnata in battaglie ecologiste nel suo paese, membro dell’Accademia mondiale di Poesia e testimonial della Biodiversità per la Commissione Nazionale Italiana dell’UNESCO.

È seguito, poi, l’intervento di Enrico Marchianò, Presidente Club per l’Unesco di Cosenza, che ha ricordato che ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica vengono riversati negli oceani, soprattutto dai paesi emergenti di Asia, Africa ed America latina ed è per questo che la plastica in mare è una delle maggiori emergenze ambientali al mondo.

150 milioni di tonnellate di plastica nel mondo

Attualmente si calcola che negli oceani di tutto il mondo ci siano circa 150 milioni di tonnellate di plastica. Ad avvalorare tale situazione si porta spesso a esempio la presenza di un’isola composta interamente di plastica presente nel Pacifico composta, secondo gli ultimi avvistamenti, da 80mila tonnellate di frammenti in un’area grande tre volte la Francia! Quindi bisognerà pensare ad azioni specifiche perché ridurre, riciclare, recuperare rappresentano solo alcune di quelle attività che tutti saranno chiamati ad affrontare per frenare la diffusione della plastica.

Di certo bisognerà combattere il consumismo sfrenato, la sovrabbondanza di produzione e lo spreco che ne consegue. Il problema sta soprattutto nel modo in cui consumiamo e smaltiamo la plastica, visto che un’alta percentuale delle materie plastiche prodotte è monouso.

Il secondo intervento è toccato a Pino Boccia, dei VAS di Cosenza, che dopo avere brevemente illustrato gli obiettivi che si pone l’organizzazione dei Verdi, Ambiente e Società (le campagne per una buona alimentazione, per una agricoltura sostenibile e non inquinante e l’opera di sensibilizzazione di cittadini e istituzioni alla protezione ambientale e ad un uso responsabile delle risorse) si è particolarmente soffermato sul fenomeno dell’abbondanza di produzione alimentare nei paesi industrializzati. Ha posto,inoltre, l’accento sullo spreco che ne consegue e sull’inutile produzione di supporti di plastica (basti pensare agli imballaggi utilizzati nei supermercati) e sugli gli interventi necessari per contenere un tale fenomeno.

Tra gli altri era stato ipotizzato un intervento sull’utilizzo della leva fiscale per diminuire il costo dei prodotti “senza plastica” e degli imballaggi più leggeri con l’obiettivo di rendere più conveniente comprare e usare prodotti sostenibili. Questa direzione, sostiene la Coldiretti, sarebbe coerente con le misure ambiziose presentate dalla Commissione europea, nel quadro della strategia Ue per ridurre i rifiuti plastici, che prevedono che entro il 2025 gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande, insieme al divieto di vendita di stoviglie, cannucce, agitatori per bevande, bastoncini di cotone per le orecchie e bastoncini per palloncini in plastica.

A seguire è toccato alla professoressa Emilia Sicilia, docente del Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche all’Unical, che ha tracciato una breve storia della plastica, dell’invenzione di questo rivoluzionario materiale negli anni ’60 alle ultime scoperte e aggiornamenti che tanto hanno contribuito a cambiarla vita di tutti i giorni. La professoressa, nel sottolineare che nel suo campo molto si può fare per rendere più semplice e agevole il riciclo di tale materiale, ha però ribadito che restano indispensabili le azioni di tutta la cittadinanza per una corretta attività di raccolta differenziata dei rifiuti e la sensibilità delle istituzioni nel indirizzare le giuste risorse per proseguire in un’attività di ricerca allo scopo di individuare strumenti e metodi efficaci per contrastare il fenomeno dell’inquinamento da materiale plastico.

Una cosa è certa: riciclare si può!

Infatti ad oggi si riesce a riciclare fino al 75% dell’alluminio utilizzato quotidianamente sotto forma di imballaggi o scatolame e fino al 60% del vetro di uso quotidiano. L’Italia, inoltre, ci confermano i dati più recenti di Eurostat è il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti (urbani, industriali).

Con il 76,9% di rifiuti avviati a riciclo presenta una incidenza più che doppia rispetto alla media europea (solo il 37%) mentre i flussi più rilevanti per l’Italia sono rappresentati dai cosiddetti riciclabili tradizionali (carta, plastica, vetro, alluminio, acciaio, legno, tessili) che sommano a 26 milioni di tonnellate.

Molto ancora c’è da fare nell’ambito della ricerca, ha confermato la professoressa Sicilia, per portare avanti studi più avanzati quali quelli, ad esempio, sull’individuazione di enzimi, cioè di proteine che hanno il compito di favorire una reazione biochimica, prodotto da un batterio capace di distruggere completamente anche la plastica più resistente come quella delle bottiglie d’acqua (PET) che di solito impiega diverse centinaia di anni a degradarsi.

È seguito, infine, un dibattito fra i presenti tra i quali è intervenuta anche Alice Pinto, docente di inglese di origine indiana residente da molti anni in Italia e presente nel Consiglio Nazionale dei VAS, che ha sottolineato l’importanza della scelta del suo Paese di origine per celebrare questa Giornata.

Infatti l’India è stata scelta come paese simbolo di questa giornata e dell’azione contro l’inquinamento e la promozione di proposte alternative alla plastica monouso, soprattutto attraverso lo sviluppo di nuovi materiali, paese dove ogni anno si producono 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica. In India sono stati organizzati diversi eventi che trattano la lotta alla plastica e il Governo indiano ha l’obiettivo di dare il buon esempio e far capire che ognuno può fare qualcosa per combattere l’inquinamento dei mari, anche se in piccolo. L’India è il Paese con i più alti tassi di riciclaggio al mondo, ma rimane ancora molto da fare e non solo in India.