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Al via ”Un teatro nel bosco”, rassegna di linguaggi, esperienze e storie di vita degli artisti

La piccola rassegna, alla sua I° edizione, in programma domani e il 16 di agosto, riempirà il teatro di Villaggio Cutura Sila (Taverna).

 

TAVERNA (CZ) – La prima edizione nasce da un insieme d’idee e suggestioni derivate dalla presenza di un teatro immerso in uno scenario più grande, quale il Parco Nazionale della Sila Piccola all’interno del quale lo spirito, l’essenza e i suoni della natura incontaminata entrano in contatto con lo spirito e l’ispirazione umana, attraverso le più diverse espressioni dell’arte. Linguaggi e storie raccontate da personaggi e artisti diversi tra loro che narreranno, con la loro opera, esperienze di vita, ricordi e prospettive future e come le stesse siano riuscite a dialogare con le proprie radici.

 

Si parte dall’esperienza di Nicola Regina, la cui volontà di scoprire il mondo, partendo da un paesino calabrese si trasforma nel suo diario di viaggio dal titolo “Controvento”, alle atmosfere senegalesi del musicista polistrumentista Boto Cissokho che s’incontrano con le vibrazioni estatiche di Anderson Souza e con l’elegante esuberanza poetica di Marcello Barillà. Mentre si attraversano linguaggi e ritmi, il viaggio ripercorrerà anche le radici spirituali ed esoteriche, nei quali s’innesta la storia e il pensiero di Swami Atmananda; l’eremita indocristiano da cui è tratto il documentario “Il nato due volte”, per confluire nel lirismo troviere di Gianfranco Riccelli e i suoi Arangara.

 

Lo scopo è quello di mettere le persone in contatto con le culture e retaggi del mondo, allo stesso modo di come le diverse forme di vita comunicano in una foresta. Favorire il dialogo e descrivere, attraverso il linguaggio dell’arte, come tali influenze abbiano contribuito a creare una propria personalità artistica all’interno del mondo che stiamo costruendo: il teatro nel bosco è la metafora possibile di come potrebbe e dovrebbe essere una società moderna: un mondo dove il confronto fra “anime salve” sia l’antidoto alla preponderante ondata di populismo e sovranismo a volte soffocante.

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