Notte dei Musei a Cosenza e provincia: ecco tutti gli eventi - QuiCosenza.it
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Notte dei Musei a Cosenza e provincia: ecco tutti gli eventi

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Tantissimi musei della provincia di Cosenza aderiscono all’edizione 2017 della Notte Europea dei Musei con eventi, visite guidate e appuntamenti musicali.

 

La Notte dei Musei a Rende

Il borgo antico di Rende sarà uno dei teatri della manifestazione. Si partirà domani alle 19,30 al museo Civico con l’incontro “Giorgio Leone – la Calabria dell’Arte” a cui parteciperanno il primo cittadino Marcello Manna, l’assessore Marina Pasqua, Rita Leone, Giovanna Capitelli, Fulvio Terzi, Gianluca Nava, Annamaria Lico e Roberto Sottile. Modera l’incontro Antonio Sergi. Si prosegue alle 20,30 con la presentazione del concorso “LiQuido n.4” con Piergiorgio Greco e Fabiola Cosenza. Sarà possibile inoltre effettuare la visita guidata della scuola di liuteria del maestro Emilio Natalizio, dove saranno attivati laboratori didattici per gli utenti, e della scuola di restauro di Gianluca Nava. Verranno esposte per l’occasione alcune opere dei maestri Tommaso Infè e Geppino Rende. Al cinema Santa Chiara dalle 20,45 spazio alle visioni in celluloide “Praecursorem”, videoselezione a cura di Orazio Garofalo.

 

Alle 21,00 al castello Normanno si va alla scoperta della collezione Bilotti di arte contemporanea con Marilena Morabito. Performance sulle note jazz degli “Open sound group” e alle 22.00 spazio a “Noisy Silence, azione musicale per suoni elettronici” a cura di Costantino Rizzuti. Anche palazzo Vercillo Martino aprirà le porte alla cultura con la prima edizione di “Musiche e parole- Premio CORE alla letteratura e alla musica”. Sarà presentato il volume “L’Istinto che stravolte l’esistenza” di Manuela Molinaro, che dialogherà con l’avvocato Rosa Rita Giampetruzzi intorno ai temi affrontati nel libro edito da Epsil. Alle 21.00, intervista al cantautore Gaspare Tancredi e alle 22,00 presentazione del libro di Mario Schiumerini “Vicolo cieco”. Alle 22,30 consegna del premio Co.Re agli autori e concerto live di Gaspare Tancredi con “Le donne di un clown”.

 

Apertura straordinaria anche per il Maon dove sarà possibile visitare la mostra “Nadar. Il teatro della fotografia” curata da Tonino Sicoli e Marcello Walter Bruno. ”Abbiamo pensato a una kermesse che permettesse di coinvolgere diversi attori sociali: gli abitanti, le forze economiche, i promotori di attività culturali e sociali, le associazioni di categoria – ha affermato il sindaco – che, grazie al loro contributo hanno reso possibile la realizzazione di questa manifestazione”. Durante la manifestazione sarà attiva la mostra mercato di cd e vinili a cura di Mario Falcone e del gruppo “viniliusati.it” e un’area food nel chiostro del castello. Sarà attivo, inoltre, il servizio navetta dalle 18,30 alle 24,00 con partenza dal parcheggio in piazza Mafalda di Savoia adiacente le scale mobili.

maon

 

 La Notte dei Musei a Cosenza

“Musei e storie controverse: raccontare l’indicibile nei Musei”, è il tema che il MiBACT ha scelto per la tredicesima edizione della Notte dei Musei, che in tutta Italia si svolgerà dalle 20,00 alle 02,00 di domani. L’«indicibile» del Museo dei Brettii e degli Enotri risiede nell’esposizione, in una piccola mostra dal titolo ”Prime forme di musealizzazione della collezione civica cosentina”. Si tratta di cartoni su cui, quale prima forma di “musealizzazione” della collezione, nei primi anni del ‘900 sono stati cuciti con filo di cotone o di ferro alcuni dei reperti rinvenuti nella necropoli di Torre del Mordillo nel 1888. La realizzazione di questi cartoni espositivi risponde ad un modo di concepire la ricostruzione storica degli oggetti rappresentati, secondo un’impostazione antiquaria che prediligeva l’aspetto materiale ed estetico dei reperti piuttosto che il valore ricostruttivo del contesto, esempio di un modo oggi “indicibile” di esporre e ormai superato dalla museologia moderna.

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La serata prevede: dalle 20,00 alle 22,00, ogni trenta minuti visite guidate per gruppi di almeno 10 persone (con un costo aggiuntivo di 1 € e su prenotazione); dalle 22.00 alle 24.00, intrattenimento musicale con il pianista Maestro Giuseppe Santelli e degustazione della birra artigianale “Trupija” prodotta dal birrificio ‘A Magara’ di Nocera Terinese, 1° Classificata Birra dell’anno 2017 – Unionbirrai Categoria 18. Ticket d’ingresso al prezzo simbolico di 1 euro. In occasione della Notte dei Musei, anche il Castello Svevo ha organizzato una serata speciale. Aperto fino all’una, propone musica, istallazioni e performance: elaborazioni sonore di Remo De Vico; Live drawings a cura di Piero Nudo; la mostra fotografica di Michele Catanzariti; la performance fotografica di Visionimiopi. Servizio speciale AMACO per la Notte dei Musei, che oltre al Museo dei Brettii ed al Castello svevo, serve anche Palazo Arnone. La navetta partirà dalle 20,00, da piazza dei Bruzi, ogni venti minuti, fino alle 01.40.

 

Gli eventi del MACA di Acri

Il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) aderisce alla Festa dei Musei, e per l’occasione rimarrà aperto fino alle 24,00 di domani sera. Nelle due giornate verranno organizzate delle visite guidate alla collezione permanente di oltre 200 opere – tra sculture, dipinti e disegni – dell’artista e maestro del vetro Silvio Vigliaturo, ospitate in undici delle trenta sale del settecentesco Palazzo Sanseverino-Falcone, sede del MACA. Una collezione intesa come un vero e proprio percorso biografico che traccia la crescita artistica di Vigliaturo, ripercorrendone le influenze che ne hanno modellato lo stile, fino all’incontro con il vetro e alla più recente e personalissima ricerca pittorica e scultorea, fatta di segni netti e flessuosi e di colori limpidi e vibranti.

maca

Le visite guidate proseguiranno poi attraverso il salone affrescato del Piano Nobile, che introduce agli spazi dedicati alle mostre temporanee, dove, fino al 4 giugno, è possibile visitare la mostra Pittura di grande valore “Una storia della memoria”, personale del pittore e grafico Giovan Battista Rotella, composta da una collezione di oltre quaranta opere che testimoniano gli ultimi dieci anni di ricerca pittorica e concettuale dell’artista e della sua estrema perizia tecnica, con particolare attenzione ai dipinti più recenti.

 

Le opere che compongono la mostra presentata al MACA tramutano la tela in uno spazio enciclopedico che afferma l’amore dell’artista per la storia dell’arte e i suoi protagonisti, i cui capolavori, riproposti con perfezione iperrealista, si trasformano in francobolli strappati e accartocciati, mescolati a frammenti di lettere, in un esercizio di recupero della memoria, al contempo individuale e collettiva. Collaborano alle visite guidate gli studenti dell’ ITCGT – Liceo “GB. Falcone” – indirizzo Turismo di Acri. Inoltre, nella mattinata di domani, dalle 10,00 alle 13,00, si terranno giochi e attività didattiche per i bambini e i loro genitori.

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Cammino di Sant’Antonio, Jorge è il primo pellegrino

Passato da Cosenza ora arriva a San Marco Argentano. Jorge è il primo pellegrino del Cammino di Sant’Antonio

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COSENZA – E’ passato anche da Cosenza ed ha visitato la Cattedrale e ora passerà da San Marco Argentano. Si chiama Jorge ed è il primo pellegrino del Cammino di Sant’Antonio, progetto voluto dai frati della Basilica di Sant’Antonio di Padova e dall’Associazione “Il Cammino di Sant’Antonio”.

Dopo aver risalito la Calabria accompagnato dalla calorosa accoglienza che la nostra regione sa offrire, domani, 22 giugno, Jorge arriverà a San Marco Argentano, luogo da cui Sant’Antonio passò sicuramente nel 1221 come attestato dalle fonti agiografiche antoniane e città in cui nel settembre del 2019, in occasione della venuta delle Reliquie del Santo, è stato inaugurato un primo tratto simbolico del Cammino.

Il passaggio di questo primo pellegrino che con i suoi suggerimenti sarà fondamentale per la definizione del percorso finale, rappresenta il coronamento di un lavoro intenso iniziato nel 2018 e che ha visto una bellissima sinergia tra Regione, Comuni, Agesci Calabria e Masci Reggio Calabria.

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Settore imprese funebri, Confapi: “sempre più in mano agli abusivi”

La filiera Confapi FICOF, costituita da numerose agenzie del settore imprese funebri della provincia di Cosenza denuncia la carenza di controllo e di regole nel settore funerario

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COSENZA – Mancano controlli e regole in un settore sempre più in mano agli abusivi. Tante infatti  le agenzie calabresi dell’industria funeraria che non sono censite, non hanno una sede fisica, non usano carri funebri e si poggiano per poter lavorare ad un consorzio. La categoria in questione, come altri settori, è in una parola, alle prese con gli stessi problemi del manifatturiero e di altri servizi. A lanciare l’allarme è la filiera Confapi FICOF, costituita da numerose agenzie del settore della provincia di Cosenza e sostenuta dal presidente di Confapi Calabria Francesco Napoli, che denuncia attraverso il suo presidente Gianfranco Baratta, una carenza di controllo e di regole.

“Anche tra le imprese funebri esiste una concorrenza low-cost di prodotti del Far East e normative locali disallineate che favoriscono attività irregolari”. Il presidente di filiera, Gianfranco Baratta afferma: “Prima di fare mercato è necessario che vengano rilasciate alle agenzie funebri le autorizzazioni. Noi, del settore non sappiamo nemmeno a quale categoria apparteniamo. Il nostro obiettivo è cambiare l’articolo 8 della legge regionale n. 48 del 29 novembre 2019. Inoltre –  continua Baratta – ci sono dei Comuni che sul trasporto della salma fanno pagare una tassa, una pratica anche questa inconsueta”.

“Come abbiamo avuto modo di verificare rispetto alle altre regioni d’Italia i requisiti sull’impresa funebre, come espressi nell’art 7 e 8, mostrano una serie di cavilli: dal possesso di una macchina di proprietà funebre, ad una sede idonea e adeguata per la trattazione degli affari, comprendente un ufficio e una sala di esposizione per gli articoli funebri, diversi dalle altre attività svolte con la stessa Partita Iva; le imprese funebri, tra le altre cose, non possono esercitare attività private in mercati paralleli, quali quelli relativi all’ambito cimiteriale e al trasporto sanitario come servizio pubblico di emergenza sanitaria”.

Per questo motivo Confapi Calabria ha pensato di mettere sul tavolo di discussione due interessanti proposte: la prima riguarda l’istituzione di un albo, la seconda l’utilizzo di un app di tracciamento delle aziende funebri che operano sul territorio.

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Migrazione sanitaria, 40% dei pazienti che va fuori è della provincia di Cosenza

A fornire i numeri della mobilità extraregionale riferiti al 2019 è il consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione, che ha inviato una lettera al Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro, prefetto Guido Longo

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COSENZA –  Il 40% dei pazienti che emigra verso altre regioni è della provincia di Cosenza. Una percentuale impietosa quella che riguarda la migrazione sanitaria del territorio e per questo motivo Guccione ha chiesto al commissario Longo di mantenere gli impegni presi in Consiglio: bisogna rivedere la Rete ospedaliera e dell’emergenza-urgenza. I presidi di Cariati, Lungro, Mormanno, San Marco Argentano devono essere riattivati per recuperare gli 86 milioni della mobilità passiva. Da rifare anche gli Atti aziendali delle Asp calabresi non più in linea con quanto previsto nel Recovery Fund.

21.290 cosentini si sono ricoverati fuori dalla Calabria

“I dati della mobilità extraregionale, riferiti all’anno 2019, indicano che il totale dei ricoveri fuori regione è pari a 53.866 per un valore economico che supera i 220 milioni di euro: numeri non omogenei in tutto il territorio regionale visto che si registrano valori più alti nelle Asp di Cosenza e Reggio Calabria. Sono 21.290 i cosentini che si sono ricoverati in altre regioni per un valore di prestazioni di euro 86.185.423,18. Oltre il 40% dell’emigrazione sanitaria calabrese proviene dalla provincia di Cosenza. La Chirurgia generale (Codice 09), l’Ortopedia e traumatologia (Codice 36), l’Ostetricia ginecologica (Codice 37) assorbono oltre il 30 per cento di tutti i ricoveri fuori regione, sia in termini assoluti che per valori tariffari”.

Guccione ha inviato una lettera al Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro, prefetto Guido Longo per ricordagli “l’impegno preso nel corso del Consiglio regionale convocato sulla questione Sanità, è quello di mettere mano alla Rete ospedaliera e dell’emergenza-urgenze. Un atto fondamentale che permetterebbe, ad esempio, nella provincia di Cosenza il recupero di una parte degli 86 milioni che sono stati spesi per curare oltre 21 mila cosentini fuori regione in modo da ridurre, in modo significativo, i costi delle terapie oncologiche e di alcune prestazioni come Urologia (Codice 43), Ortopedia e traumatologia (Codice 36), Ostetricia ginecologica (Codice 37), e per riaprire presidi ospedalieri chiusi, quali Cariati, Lungro, San Marco Argentano, Mormanno. Bisognerebbe attuare quanto sancito dalla giurisprudenza amministrativa che impone, con sentenze definitive, la riapertura e riattivazione dei presidi ospedalieri di confine, Praia a Mare e Trebisacce. In questo modo si andrebbero a recuperare i soldi dell’emigrazione passiva, senza far ricorso a risorse aggiuntive. Inoltre, andrebbero riattivati i posti letto per acuti autorizzati e mai attivati negli ospedali Spoke e Hub della provincia di Cosenza: è come se fosse stato cancellato un intero ospedale di oltre 400 posti letto”.

“C’è bisogno di una forte capacità organizzativa e di coordinamento da parte dell’Ufficio del commissario per evitare che la Calabria, ancora una volta, si trovi agli ultimi posti. Per non rimanere indietro – prosegue Guccione – in questo processo di riforma sanitaria previsto dal Recovery Fund è fondamentale che lei, in quanto commissario alla sanità in Calabria, chieda con immediatezza di rivedere gli Atti aziendali. Non possiamo commettere gli stessi errori del passato, la pandemia ha fatto emergere tutte criticità del nostro sistema sanitario e la mancanza di una medicina territoriale adeguata. Tante risorse non sono state spese e molti investimenti sono rimasti solo sulla carta. L’Unione Europea non ammette ritardi ed errori. Dunque, non possiamo più permetterci di arrivare impreparati e senza una catena di comando”.

Il Recovery Fund e i 7 miliardi di euro

“Il Recovery Fund – sottolinea Carlo Guccione – metterà in atto una vera e propria rivoluzione e, a partire dal prossimo mese di settembre, incomincerà ad avere immediata attuazione su cinque pilastri che andranno a potenziare la sanità territoriale. L’importo previsto è di 7 miliardi di euro.

Il primo punto riguarderà il ruolo cruciale delle Case della Comunità: in Calabria ne sono previste 96, delle quali 37 nella provincia di Cosenza (una ogni 20 mila abitanti). Sono previsti poi gli Ospedali di Comunità: 38 in Calabria, 15 in provincia di Cosenza. Saranno il punto di riferimento per ricoveri brevi e per pazienti che necessitano di interventi a media/bassa intensità di cura. Un altro punto riguarda le cure domiciliari e il potenziamento della telemedicina. Si farà in modo che almeno 10 per cento della popolazione over 65 più bisognosa venga curata a domicilio. E poi ci saranno le Centrali Operative Territoriali (COT) – una ogni 100 mila abitanti – che avranno la funzione di coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari e territoriali. Ultimo punto riguarderà il ruolo dei medici di famiglia. L’Unione Europea chiede di rivedere le nuove regole di ingaggio: non ci sarà solo un rapporto di liberi professionisti convenzionati, ma un rapporto più diretto col Sistema sanitario nazionale. Ogni regione – conclude il consigliere regionale – sarà chiamata a firmare un Contratto istituzionale di sviluppo che prevede un cronoprogramma specifico per la realizzazione di questa importante riforma sanitaria. La Calabria, dunque, deve fare la sua parte. Ecco perché gli Atti aziendali delle varie Asp calabresi sono tutti da rifare, non essendo in linea con quello che si dovrà realizzare da settembre in poi”.

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