"E vissero tutti felici e distanti", il libro da 'asporto' di Marcello Romanelli - QuiCosenza.it
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“E vissero tutti felici e distanti”, il libro da ‘asporto’ di Marcello Romanelli

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“E vissero tutti felici e distanti” è l’accattivante titolo del libro del giornalista cosentino Marcello Romanelli con le fotografie di Rino Barillari. Un vero e proprio diario della quarantena

 

COSENZA – Un libro che racconta uno spaccato sull’Italia alle prese con la pandemia da Covid-19 e che sarà disponibile negli store e sui siti di e-commerce a partire dal 12 febbraio. Nel testo l’autore, ha messo nero su bianco il resoconto di emozioni e stati d’animo, sotto forma di lettere dell’alfabeto che rappresentano «un vero e proprio recinto dell’anima», sperando che se ne esca non appena questa crisi sanitaria globale sarà terminata. Un libro a metà strada tra la cronaca di quei giorni e la sociologia.

Nella recensione scritta dal giornalista e già direttore del Quotidiano della Calabria Ennio Simeone emerge chiaramente che “Marcello in questo libro ha fatto semplicemente il suo mestiere di cronista, sottraendosi alla tentazione in cui sono inciampati molti degli scrittori da Covid: quella di cimentarsi in una introspezione apocalittica. Ha scelto invece la strada del racconto minuzioso, dettagliato, di grandi e piccoli episodi di drammi e tragedie, di prove di coraggio e di abnegazione, nell’arco di un evento che abbiamo vissuto (e continuiamo a vivere fino a quando i vaccini non avranno prodotto il loro effetto su scala mondiale) e che andremo a rileggere per non cancellare il ricordo di questo anno bisestile e che consiglieremo alle future generazioni di leggere perchè sappiano. E ne facciano tesoro”.

Ad impreziosire il primo libro di Romanelli ci sono le fotografie di Rino Barillari. Il paparazzo della Dolce Vita ,da buon cronista, è riuscito a immortalare una Roma vuota, ma nello stesso tempo sempre più affascinante e bella. Causa Covid, naturalmente, il libro non può essere presentato nel giorno della sua uscita (venerdì 12 febbraio 2021) e Romanelli ha pensato bene di portare personalmente casa per casa le prime 200 copie ai propri lettori. Una formula nuova e originale per pubblicizzare meglio un libro atteso dai lettori e da tutta quella gente che ha sempre seguito il giornalista nelle sue cronache mondane e racconti di una vita che oggi manca da morire.

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“Il Tempo Molle” della poetessa cosentina Palazzo, fra Dalì e narrazione poetica

L’autrice sviluppa il tema della difficoltà a misurare il tempo, come negli orologi di Dalì, contenendolo in una dimensione esatta, così come avviene ad esempio nella veglia che è a metà fra sonno e risveglio

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COSENZA – Si ispira alla “malleabilità” del tempo il volume “Il Tempo Molle”, edito da The Writer, scritto dalla poetessa cosentina Silvana Palazzo, già responsabile delle attività del Centro di Ricerca e Documentazione sul fenomeno criminale dell’Università della Calabria e ideatrice del Laboratorio di Scrittura Creativa della rivista “Redazione Unical” di cui è fondatrice e direttrice. L’autrice sviluppa il tema della difficoltà a misurare il tempo, come negli orologi di Dalì, contenendolo in una dimensione esatta, così come avviene ad esempio nella veglia che è a metà fra sonno e risveglio. E come, su un piano più generale, è avvenuto nei lockdown quando è sembrata appannarsi la rigida successione delle ore.

Il tempo molle ha spesso generato angoscia e disorientamento con lo smarrirsi delle speranze ed illusioni che per quanto fittizie aiutavano a sopravvivere. Ed è in assenza di stimoli ed eccitazioni che la Palazzo colloca il dialogo chiarificatore di una coppia trasformando il verseggiare in narrazione poetica. Se la vita frenetica di tutti i giorni aveva fatto sorvolare ogni riflessione sui contenuti di un rapporto già logoro, con il tempo “molle” esplodono contraddizioni che feriscono i due.

Si tratta di Marie e Jean, i quali vivono il “day after“ di un pianeta devastato, distrutto, annientato da eventi naturali ed umani che ne hanno sconvolto l’assetto millenario. E’  così che il rapporto si scioglie, come un ghiacciaio al sole. Marie dichiara le proprie inquietudini e speranze ormai perse nella figura del partner. E’ che, quando il pericolo incombe, il pensiero allora si denuda ed arriva ad esplicitare cose che in altri tempi non avrebbe mai osato affrontare. La storia di Jean e Marie, in cui si alternano discorsi indiretti e diretti, ha il tema dominante dato dalla “mollezza” del tempo d’oggi, dalla sua fluidità, dalle incertezze che lo contraddistinguono a causa delle generali emergenze che viviamo nelle società e nelle comunità. La crisi si riflette nell’instabilità dei singoli i quali nella relazione a due riponevano quella connessione non solo affettiva ormai persa.

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Vitaliano Fulciniti: “il Cara di Isola Capo Rizzuto tra accoglienza e umanità”

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Vitaliano Fulciniti non ama definirsi scrittore: “ho solo posto queste due pietre miliari lungo un percorso meraviglioso”. Nei suoi due libri racconta la sua esperienza di 14 mesi alla guida del Cara di Isola Capo Rizzuto. Un percorso di umanità, accoglienza ed integrazione (altro…)

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“E quindi uscimmo a riveder le stelle”. La miracolosa salvezza del Cosenza in un libro

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Edito da Edizioni Erranti, il libro che racconta la straordinaria salvezza del Cosenza nella fase post-lockdown. A scriverlo il sociologo e giornalista Francesco De Filippo con una cronaca dettagliata che parte dalla ripresa del campionato di Serie B sino alla partita decisiva contro la Juve Stabia. (altro…)

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