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Domani presentazione del libro Base Centrale, l’ultima raccolta di poesie di Franco Dionesalvi

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L’Aassociazione Culturale SeminAria Culture e il gruppo di lettura Booksandthecity presentano il libro Base Centrale di Franco Dionesalvi. Interventi di Anna Petrungaro, Domenico Bilotti, Nando Pace. Sarà presente l’autore. Domani alle 18 al Complesso di San Domenico (cortile)

 

COSENZA – Base Centrale è l’ultima raccolta di poesie di Franco Dionesalvi. Dionesalvi ha all’attivo numerose pubblicazioni di poesia ma anche di narrativa e prestigiosi riconoscimenti in premi nazionali e internazionali. E’ stato autore di teatro e giornalista, fondatore e redattore di riviste di scritture poetiche nazionali, come INONIJA e CAPOVERSO. Ha svolto una intensa attività di promozione culturale, come amministratore e come poeta. E’ grazie alla passione e all’impegno di Franco Dionesalvi che Cosenza ha avuto, in passato, l’onore di ospitare poeti e poetesse come Iolanda Insana, Donatella Bisutti, Alba Donati, Dario Bellezza, Renzo Paris, Franco Loi, Vivian Lamarque, Maurizio Cucchi, Guido Oldani, Lawrence Ferlinghetti, Amalia Rosselli.

BASE CENTRALE è una raccolta ricca di un complesso di forme espressive, di figure proprie del linguaggio poetico che confermano alcuni tratti stilistici della poesia di Dionesalvi, altri li inaugurano. Nella raccolta compaiono poesie edite anche in altre raccolte che si innestano coerentemente con l’attualità della condizione esistenziale da cui nasce BASE CENTRALE. Filo conduttore che attraversa i testi è la rielaborazione e restituzione poetica di un intenso, ma temporaneo disagio, dovuto ad una malattia i cui effetti hanno agito sulla memoria. Non solo la materia dei ricordi, il cosa si ricordi, ma l’esperienza del rapporto con i ricordi, il loro comportamento, il loro essere a corrente alternata, il loro divenire centro dell’esperienza emotiva e intellettuale di Dionesalvi, sono il filo rosso che attraversa l’intera raccolta.

Con toni sarcastici e pungenti vengono rievocate le esperienze delle avanguardie artistiche del Novecento e alcuni tòpos della figura del poeta. “Discettavano di un’altra malattia/ poeti novecenteschi allampanati/ dicevano che il tempo la corrode/ ed anche l’uso e i soldi ed il/progresso e almanaccavano di/vocabolari/si struggevano ansimavano del/niente quei quattro paranoici/ impalpabili veggenti./” In queste poesie avviene spesso uno spiazzamento spazio-temporale, vengono accostati in modo sorprendente tempi e toni diversi. Dionesalvi mette insieme cielo e terra, eternità e provvisorietà, sublime e ordinario, incantamento e disincanto, il vagare e l’inchiodarsi. Questi flussi di cui Dionesalvi scrive poeticamente appartengono, alla particolarità del suo vissuto anche se sono ascrivibili alla esperienza umana di ognuno di noi, a quel costante processo di morte e nascita che attraversa la vita e lo scorrere delle cose dentro il tempo. Sono poesie che gettano una luce sulla poliedricità della scrittura poetica, sul potere che ha di far emergere esperienze fisiche, emotive, intellettuali destinate, altrimenti, a rimanere sepolte. BASE CENTRALE è una profonda dichiarazione di amore e di riconoscenza nei confronti della poesia. Mi aggrappo a una memoria che mi/sfugge, io sono un guscio vuoto, un/replicante/e prego le persone che m’incontro/di essermi ora padre ed ora figlio,/di farmi per un’ora da radice./

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“Il Tempo Molle” della poetessa cosentina Palazzo, fra Dalì e narrazione poetica

L’autrice sviluppa il tema della difficoltà a misurare il tempo, come negli orologi di Dalì, contenendolo in una dimensione esatta, così come avviene ad esempio nella veglia che è a metà fra sonno e risveglio

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COSENZA – Si ispira alla “malleabilità” del tempo il volume “Il Tempo Molle”, edito da The Writer, scritto dalla poetessa cosentina Silvana Palazzo, già responsabile delle attività del Centro di Ricerca e Documentazione sul fenomeno criminale dell’Università della Calabria e ideatrice del Laboratorio di Scrittura Creativa della rivista “Redazione Unical” di cui è fondatrice e direttrice. L’autrice sviluppa il tema della difficoltà a misurare il tempo, come negli orologi di Dalì, contenendolo in una dimensione esatta, così come avviene ad esempio nella veglia che è a metà fra sonno e risveglio. E come, su un piano più generale, è avvenuto nei lockdown quando è sembrata appannarsi la rigida successione delle ore.

Il tempo molle ha spesso generato angoscia e disorientamento con lo smarrirsi delle speranze ed illusioni che per quanto fittizie aiutavano a sopravvivere. Ed è in assenza di stimoli ed eccitazioni che la Palazzo colloca il dialogo chiarificatore di una coppia trasformando il verseggiare in narrazione poetica. Se la vita frenetica di tutti i giorni aveva fatto sorvolare ogni riflessione sui contenuti di un rapporto già logoro, con il tempo “molle” esplodono contraddizioni che feriscono i due.

Si tratta di Marie e Jean, i quali vivono il “day after“ di un pianeta devastato, distrutto, annientato da eventi naturali ed umani che ne hanno sconvolto l’assetto millenario. E’  così che il rapporto si scioglie, come un ghiacciaio al sole. Marie dichiara le proprie inquietudini e speranze ormai perse nella figura del partner. E’ che, quando il pericolo incombe, il pensiero allora si denuda ed arriva ad esplicitare cose che in altri tempi non avrebbe mai osato affrontare. La storia di Jean e Marie, in cui si alternano discorsi indiretti e diretti, ha il tema dominante dato dalla “mollezza” del tempo d’oggi, dalla sua fluidità, dalle incertezze che lo contraddistinguono a causa delle generali emergenze che viviamo nelle società e nelle comunità. La crisi si riflette nell’instabilità dei singoli i quali nella relazione a due riponevano quella connessione non solo affettiva ormai persa.

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“E vissero tutti felici e distanti”, il libro da ‘asporto’ di Marcello Romanelli

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“E vissero tutti felici e distanti” è l’accattivante titolo del libro del giornalista cosentino Marcello Romanelli con le fotografie di Rino Barillari. Un vero e proprio diario della quarantena (altro…)

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Vitaliano Fulciniti: “il Cara di Isola Capo Rizzuto tra accoglienza e umanità”

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Vitaliano Fulciniti non ama definirsi scrittore: “ho solo posto queste due pietre miliari lungo un percorso meraviglioso”. Nei suoi due libri racconta la sua esperienza di 14 mesi alla guida del Cara di Isola Capo Rizzuto. Un percorso di umanità, accoglienza ed integrazione (altro…)

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