Phobia, il romanzo “urban fantasy” della cosentina Fiorenza Cardamone - QuiCosenza.it
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Phobia, il romanzo “urban fantasy” della cosentina Fiorenza Cardamone

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Phobia è il romanzo Urban Fantasy di Fiorenza Cardamone che sarà presentato mercoledì 27 novembre alle ore 18:00 alla Ubik

 

COSENZA – L’autrice Fiorenza Cardamone discuterà e dialogherà del libro con la relatrice Rosaria Alessia Buffone: insieme a loro sarà possibile scoprire il mondo di un genere letterario che sempre più va affermandosi tra i giovani, l’Urban Fantasy.

Fiorenza Cardamone, 26 anni, cosentina, studia Medicina Veterinaria all’Università di Bari ed è diplomata all’Art Academy di Rende. Coltiva la passione per la scrittura sin da quando era piccola, vincendo numerosi premi letterari. Nel 2016 e nel 2018 risulta tra i vincitori del concorso “Lucenera”, nel 2017 è tra i trecento finalisti del concorso “Ioscrittore”. Nel 2019 si aggiudica la vittoria in un concorso di poesia, con pubblicazione nel settembre 2019 in una raccolta.

“Phobia”

Ci troviamo a Foglake nei pressi di Tower, una fredda città che conta veramente pochi abitanti e circondata da laghi e fitte foreste. Qui, a causa di un “errore” fatale, si annida un demone. Deìmos è il demone della paura, uccide nutrendosi delle fobie delle vittime (da qui il titolo del romanzo). La protagonista Christine si ritroverà lì per porre finalmente un punto alle atrocità del demone. Si slegheranno una serie di peripezie che porteranno indietro nel tempo, fino agli anni ’30, proprio quando il demone è stato evocato da una Congrega di streghe che risiedeva – risiede – proprio a Foglake. Riuscirà la protagonista nella sua impresa?

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“Il Tempo Molle” della poetessa cosentina Palazzo, fra Dalì e narrazione poetica

L’autrice sviluppa il tema della difficoltà a misurare il tempo, come negli orologi di Dalì, contenendolo in una dimensione esatta, così come avviene ad esempio nella veglia che è a metà fra sonno e risveglio

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COSENZA – Si ispira alla “malleabilità” del tempo il volume “Il Tempo Molle”, edito da The Writer, scritto dalla poetessa cosentina Silvana Palazzo, già responsabile delle attività del Centro di Ricerca e Documentazione sul fenomeno criminale dell’Università della Calabria e ideatrice del Laboratorio di Scrittura Creativa della rivista “Redazione Unical” di cui è fondatrice e direttrice. L’autrice sviluppa il tema della difficoltà a misurare il tempo, come negli orologi di Dalì, contenendolo in una dimensione esatta, così come avviene ad esempio nella veglia che è a metà fra sonno e risveglio. E come, su un piano più generale, è avvenuto nei lockdown quando è sembrata appannarsi la rigida successione delle ore.

Il tempo molle ha spesso generato angoscia e disorientamento con lo smarrirsi delle speranze ed illusioni che per quanto fittizie aiutavano a sopravvivere. Ed è in assenza di stimoli ed eccitazioni che la Palazzo colloca il dialogo chiarificatore di una coppia trasformando il verseggiare in narrazione poetica. Se la vita frenetica di tutti i giorni aveva fatto sorvolare ogni riflessione sui contenuti di un rapporto già logoro, con il tempo “molle” esplodono contraddizioni che feriscono i due.

Si tratta di Marie e Jean, i quali vivono il “day after“ di un pianeta devastato, distrutto, annientato da eventi naturali ed umani che ne hanno sconvolto l’assetto millenario. E’  così che il rapporto si scioglie, come un ghiacciaio al sole. Marie dichiara le proprie inquietudini e speranze ormai perse nella figura del partner. E’ che, quando il pericolo incombe, il pensiero allora si denuda ed arriva ad esplicitare cose che in altri tempi non avrebbe mai osato affrontare. La storia di Jean e Marie, in cui si alternano discorsi indiretti e diretti, ha il tema dominante dato dalla “mollezza” del tempo d’oggi, dalla sua fluidità, dalle incertezze che lo contraddistinguono a causa delle generali emergenze che viviamo nelle società e nelle comunità. La crisi si riflette nell’instabilità dei singoli i quali nella relazione a due riponevano quella connessione non solo affettiva ormai persa.

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“E vissero tutti felici e distanti”, il libro da ‘asporto’ di Marcello Romanelli

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“E vissero tutti felici e distanti” è l’accattivante titolo del libro del giornalista cosentino Marcello Romanelli con le fotografie di Rino Barillari. Un vero e proprio diario della quarantena (altro…)

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Vitaliano Fulciniti: “il Cara di Isola Capo Rizzuto tra accoglienza e umanità”

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Vitaliano Fulciniti non ama definirsi scrittore: “ho solo posto queste due pietre miliari lungo un percorso meraviglioso”. Nei suoi due libri racconta la sua esperienza di 14 mesi alla guida del Cara di Isola Capo Rizzuto. Un percorso di umanità, accoglienza ed integrazione (altro…)

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