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Patriots, la musica italiana da Berlusconi al sovranismo

Da domani in libreria il nuovo libro del musicista e scrittore cosentino Fernando Rennis

 

COSENZA –  Tempi strani, quelli che stiamo vivendo: un rapper spagnolofinisce in carcere per le sue rime, la stessa sorte tocca agli artisti russi e nel mondo angloamericano nuove leve e musicisti affermati prendono posizione su Trump e Brexit. Insomma; in altri paesi gli artisti si espongono e lo fanno con album, canzoni, interviste, concerti o partecipando a iniziative di vario genere, qui in Italia numerosi articoli sottolineano il letargo della canzone politica. Al contempo testate estere – tra cui il «New York Times» – raccontano di come i rapper afroitaliani e non stiano fronteggiando il clima xenofobo che attraversa la penisola.

 

 

Allo stesso tempo, dibattiti sulla presunta «italianità» delle canzoni in radio e di quella vincitrice a Sanremo, la querelle sui porti chiusi, i duelli a suon di tweet tra politici e cantanti, nonché la mobilitazione per Riace da parte di un folto gruppo di artisti, mostrano che qualcosa si muove. Patriots è un’indagine sul complesso rapporto tra politica e musica in Italia negli ultimi vent’anni, un tentativo di capire cos’è rimasto delle canzoni di protesta degli anni Sessanta e verificare se il nostro paese si allinea con quanto sta succedendo in Gran Bretagna e Stati Uniti. D’altronde, l’ascesa di Salvini e del Movimento 5 Stelle non sono fenomeni destabilizzanti come il referendum britannico e le ultime elezioni presidenziali americane?

 

Queste pagine provano a comprendere le reazioni del mondo musicale italiano a eventi importanti come il G8 di Genova, i casi Aldrovandi e Cucchi, così come alle esternazioni dei politici nostrani. Patriots è un viaggio negli ultimi due decenni di storia e musica italiana, una fotografia di come l’Italia sta cambiando e, di
conseguenza, di come stanno mutando gli italiani. Perché, in fin dei conti, non sono mai soltanto canzonette. Laureato in Lingue e Letterature Moderne con una tesi sulle influenze di T.S. Eliot nell’arte dei Radiohead, Fernando Rennis suona, scrive dal 2009 per testate musicali cartacee e online, è membro della International Association for the Study of Popular Music (Iaspm) e dal 2016 conduce il programma radiofonico This Is Pop? su RLB. Ha pubblicato per Arcana Scream & Shout, la storia e la musica degli Arcade Fire (2017) e Politics, la musica angloamericana nell’era di Trump e della Brexit (2018). Con la prefazione di Emanuele Coen (l’Espresso), la nota introduttiva di Simona Maggiorelli (Left) e la postfazione di Stefano Solventi.