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Prefetto - Giuseppe Ferraro libro

“Il prefetto e i briganti. La Calabria e l’unificazione italiana”

Dal crollo del Regno delle Due Sicilie all’unificazione italiana che segnarono per le province meridionali un periodo di diffusa instabilità. L’autore Giuseppe Ferraro di Longobucco, racconta l’opera del prefetto Guicciardi.

 

LONGOBUCCO (CS) – Giuseppe Ferraro, dottore di ricerca in storia presso l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, cultore della materia in Storia contemporanea presso l’Università della Calabria, fa parte della redazione del «Giornale di Storia contemporanea» e del comitato scientifico dell’ICSAIC. La sua tesi di dottorato, prima origine di questo libro, nel 2015 ha vinto il premio nazionale «Pier Paolo D’Attorre» (Ravenna). Il libro “Il prefetto e i briganti. La Calabria e l’unificazione italiana (1860-1865)” si concentra su vecchie e nuove problematiche che hanno reso, fondendosi, l’amministrazione di gran parte di questo territorio difficile per i primi governi italiani.

L’autore, Giuseppe Ferraro classe 1985, ha raccontato i dettagli del suo lavoro ai microfoni di Rlb nel corso della trasmissione Informattiva

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120900051398GRA1La classe dirigente liberale cercò di rimediare alla diffusa instabilità e conflittualità inviando nel Mezzogiorno prefetti, funzionari, militari di origine settentrionale per rafforzare in tal modo l’unificazione appena raggiunta. In questo contesto, nell’aprile 1861 venne nominato prefetto della provincia di Cosenza (Calabria Citra) il valtellinese Enrico Guicciardi. Proprio la vicenda appassionante di Guicciardi e l’utilizzo, tra le altre, di fonti storiche inedite, custodite in archivi pubblici e privati, permettono all’autore di raccontare i primi anni dell’unificazione italiana in Calabria, con particolare attenzione al brigantaggio, alla questione della terra, alla conflittualità tra potere politico e militare sul territorio, in uno dei momenti più critici della storia d’Italia.

L’autore prende in esame il territorio di Cosenza e la sua provincia (la Calabria Citra), e un protagonista, Enrico Guicciardi, che per un quinquennio tenne quella prefettura, appunto tra il 1861 e il 1865, gli anni del cosiddetto grande brigantaggio. Un’insolita longevità di funzione per quel periodo e per quelle terre che, secondo l’a., fa della vicenda del prefetto valtellinese un utile punto di osservazione per ripercorrere alcuni dei grandi nodi della sempre discussa costruzione dello Stato unitario.

Nel momento della disgregazione politica e sociale del Meridione in bilico tra velleitarismi borbonico-pontifici, banditismo e pulsioni democratiche, tocca a “esperti funzionari settentrionali” il compito di ricostruire” un apparato amministrativo, una burocrazia, un esercito, una rete di comunicazione e una giurisdizione uniforme”.