Precari e studenti occupano l’ex Pitagora

RENDE – Un plesso del Liceo Pitagora nuovo di zecca, ma abbandonato.

Nella giornata di ieri pomeriggio un gruppo di studenti è precari ha occupato lo stabile in via Panagulis dove da tempo, nonostante diversi fondi europei fossero stati stanziati per avviare attività di laboratorio nella struttura, pare non vi fosse alcun tipo di attività, se non sporadiche lezioni di informatica. I giovani hanno già provveduto a ripulire l’intero stabile e i giardini che circondano il plesso. Il collettivo ha inoltre già provveduto a calendarizzare una serie di attività a partire dalla giornata di oggi per rendere fruibile lo spazio alla comunità e restituire alla città di Rende un bene comune altrimenti lasciato all’incuria. Si parte oggi pomeriggio con un’assemblea pubbica di oggi pomeriggio, per continuare domani alle 18 con un laboratorio di scrittura creativa curato in collaborazione con la case editrice Coessenza, mercoledì si discuterà invece di controcultura digitale alle 18, giovedì è stato già organizzato un cineforum a parteri dalle 18, mentre alla stessa ora di venerdì inizierà il laboratorio di giocoleria. Il luogo potrà essere utilizzato anche come luogo di aggregazione per le famiglie del quartiere che avranno la possibilità con la domenica sociale in calendario il 2 giugno di conoscere il nuovo spazio autogestito rendese. “L’occupazione di oggi – scrivono gli occupanti in una nota – è un altro passo di #prendiamospazio, il primo di un sentiero comune da percorrere insieme a chi non vuole più pagare sulla propria pelle i costi di questa crisi. Lanciamo una settimana di autogestione e riappropriazione dell’ex-succursale del Liceo Scientifico Pitagora che versa attualmente in condizioni di incuria e degrado e rappresenta, a nostro avviso, uno spazio da liberare e riqualificare, da rendere vivo di produzione di cultura e di saperi,  restituendolo alla collettività, per sperimentare un diverso modo di partecipare alla vita sociale e politica del territorio. Crediamo che l’unica forma possibile di opposizione alla crisi sia mettersi in gioco in prima persona, rifiutando la precarietà, praticando in maniera orizzontale e partecipata forme dirette di riappropriazione di spazi e tempi di vita, di bisogni e servizi”. Un’occupazione che il collettivo dedica “a chi è precario e sfruttato, a chi paga sulla propria pelle i costi di questa crisi, a tutti quelli che non riescono ad arrivare a fine mese e a chi è arrabbiato e vuole dire basta”. Il primo cittadino di Rende Cavalcanti pare si sia recato ieri nello spazio autogestito per un sopralluogo informale. Oggi alle 16 incontrerà gli occupanti alla presenza della stampa per informare su come il Comune di Rende intende affrontare l’occupazione: solidarietà o sgombero.