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Caso Bergamini: la Interno’ si dichiara innocente

RENDE – Una vita apparentemente normale. Una vita come tante: casalinga, due figlie, un marito poliziotto, eppure Isabella Interno’, residente a Rende, ha visto scuotere di nuovo la propria vita dopo 24 anni.

Un avviso di garanzia notificatole dopo tutti questi anni per la morte del fidanzato nel 1989: lei aveva solo 19 anni ma il suo fidanzato era un calciatore e scomparve in giovanissima eta’ in condizioni ancora al vaglio degli inquirenti. Nonostante la procura di Castrovillari creda che la Interno’ sia in qualche modo tra i colpevoli della morte del calciatore del Cosenza Calcio Bergamini, lei non cambia versione e ribadisce, in quanto testimone oculare, che “Denis si e’ suicidato” gettandosi sotto le ruote di un camion sulla statale 106. Si tratterebbe di un suicidio, verità immodificabile secondo Isabella Interno’ che, quindi, nega qualunque responsabilità’ e tenta di difendersi dalla accuse di omicidio e preservare la sua famiglia.
Tuttavia la Interno’ e’ fiduciosa nelle istituzioni e nella magistratura: si difendera’ nel processo tentando di demolire tutte le accuse ed i sospetti creati anche dal sistema dei media che negli anni, e soprattutto negli ultimi mesi, la hanno riportata sotto i riflettori raccontando, a suo dire, varie versioni prive di fondamento. Inoltre, non ha alcun risentimento nei confronti della famiglia Bergamini, che ha fatto riaprire le indagini, la cui unica “colpa” e’ quella di aver subito il dolore piu’ grande: la perdita di un figlio.
Ma allora: si tratta di un diabolico stratagemma che ha determinato la morte di un giovane sportivo per cause ancora da accertare o la Interno’ era solo una ragazza di 19 anni che si e’ trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato?

 

LE “INCONCILIABILITA’” TRA LA PRIMA E LA SECONDA INCHIESTA
Eppure, il professor Roberto Testi, l’anatomo-patologo di Torino incaricato dalla Procura di Castrovillari di esaminare i reperti istologici estratti dalla salma durante l’autopsia, afferma che Denis Bergamini era già morto quando venne investito. Percosso mortalmente fu poi disteso sulla corsia di transito della 106 ionica affinche’ fosse travolto. Il cadavere del calciatore fu trovato davanti a un camion condotto da Raffaele Pisano, un autista di Rosarno. La Interno’ dichiaro’ all’epoca dei fatti che era partita da Cosenza in compagnia dell’ex fidanzato, arrivando inspiegabilmente fino a Roseto Capo Spulico, e che Bergamini l’aveva improvvisamente lasciata a bordo della Maserati su cui si trovavano lanciandosi sotto un camion che sopraggiungeva. Lei disse che «Erano da poco passate le 19»; per il professore Testi, invece, il calciatore era già cadavere da almeno un’ora.
Cosa non torna? Dopo le nuove riesamine dei RIS, con tecnologie moderne e ripetendo la dinamica degli eventi (da presunto ”incidente”, inizialmente, a “suicidio”), si escludono una serie di circostanze, date come certe, quando venne chiusa la prima inchiesta. Infatti, lo stato di scarpe, indumenti, catenina e orologio al polso della vittima, nonche’ la posizione del corpo e l’esame delle ferite (in particolare lo schiacciamento del bacino) escluderebbero la possibilità che Bergamini fosse stato trascinato per cinquanta metri, come all’epoca attestarono gli investigatori ma il cadavere venne chiaramente sormontato dal camion.

 

LA SORELLA GEMELLA DI BERGAMINI: “Profonda tristezza”
Intanto, da Ferrara, dove risiede, la sorella gemella del calciatore Donata Bergamini, all’apprendere i nuovi aggiornamenti sull’inchiesta, dichiara: «In un giorno come questo il sentimento che prevale in me è di profonda tristezza. Nel mio cuore il pensiero va solo a mio fratello, cui hanno tolto la vita nel pieno della sua esistenza. Voglio ricordare Denis felice come l’ho conosciuto fin da quando era bambino, nella mia mente rivedo sempre il suo sorriso di un bambino felice diventato ragazzo, sempre pronto ad aiutare gli altri. Nessuno merita di morire nel modo in cui è morto Denis, era proprio un bravo ragazzo e certo non meritava tutto questo, amava la vita come aveva detto nell’ultima intervista che rilasciò alla stampa pochi giorni prima che qualcuno gliela togliesse». La donna prende atto delle evoluzioni delle indagini e confida nel lavoro della della Magistratura.  

Si attende l’esito del processo che mettera’ la parole fine chiarendo gli eventi e le eventuali responsabilita’, ci auguriamo, ad una vicenda che si trascina da troppo tempo.