Il precario e il professore: spettacolo di musica e parole

RENDE – La precarietà raccontata a teatro. E’ questo il leit motiv de “Il precario e il professore”,

attesa piece in programma il prossimo 12 aprile, presso il piccolo teatro dell’Unical.

LA TRAMA – Uno spettacolo agro-dolce di parole e musica: una galleria di persone anonime che stazionano nell’incertezza, aspettando che arrivi prima o poi il loro momento. Personaggi defilati, rimossi, disattesi: la prostituta del brano Venere nera, un vecchio ballerino in disarmo, un acrobata, un prigioniero, un musicista, un giovane precario a vita: gente comune che sopravvive ai margini e proprio lì, in quelle periferie dell’animo e della società, che affina una propria, particolare sensibilità, in grado di rubare alla quotidianità attimi unici di emozioni e pensieri. E’ gente comune ma preparata, che riesce a barcamenarsi nella giungla fitta di contratti a progetto e lavoretti a termine: un’espressione che può risuonare ad un precario risolutiva e perfino rassicurante, ma che cela una condizione permanente di sottoccupazione temporanea e disoccupazione affettiva. Fra un brano e l’altro si fa spazio il personaggio dello “scafato” professore di matematica del liceo, che dall’alto del suo trascorso sessantottino – poi riciclato in cinismo disincantato – invita un ex-studente a “surfare”, stare a galla, dribblare gli ostacoli e soprattutto a prendere le cose con astuzia. E’ un modo per continuare a sopra-vivere, farsi accudire ancora da mamma e papà e ogni tanto rubacchiare anche sulla pensione del nonno, ma altresì per spegnere a poco a poco il sogno dei grandi orizzonti e per piegarsi al piccolo cabotaggio della navigazione sotto costa. Piero Sidoti e tre musicisti di primordine – Antonio Marangolo ai fiati e alle percussioni Nicola Negrini al contrabbasso, e Claudio Giusto alla batteria – sanno restituire pienamente la ricca atmosfera e i molti colori delle storie cantate. In questa formazione del tutto speciale si affianca come autore, ma anche come ospite speciale, Giuseppe Battiston. Notissimo e pluripremiato interprete del cinema italiano di qualità, Battiston, è un vecchio amico d’infanzia di Piero Sidoti. Giocavano insieme da piccoli e ancora continuano a giocare con passione, sul palcoscenico con la musica e il teatro.

PIERO SIDOTI – Udinese, classe ’68, arriva solo apparentemente tardi al suo primo disco in distribuzione nazionale, “Genteinattesa”. Il suo curriculum, infatti, è ricco di esperienze e anche di riconoscimenti. Si comincia nel 1993 quando arriva finalista a Castrocaro e si prosegue di riconoscimento in riconoscimento fino al 2004 quando raggiunge la sua prima tappa importante vincendo il Premio Recanati e ottenendo anche, in quell’occasione, i sinceri di apprezzamenti di Lucio Dalla che gli mette a disposizione il suo studio per la registrazione di tre brani del nuovo disco. Sempre nel 2004 ha vinto il “Premio l’artista che non c’era” e il Premio Fabrizio De André come “miglior poesia in musica” e “miglior cantautore”. Nel 2005 è stato premiato come miglior artista non prodotto al Festival “Domenico Modugno” e nel settembre 2008 si è esibito al “Tenco che ascolta”, a Provvidenti, invitato come “uno degli emergenti più interessanti sul territorio nazionale”…. Parallelamente si fa apprezzare nella sua regione, il Friuli Venezia Giulia, sia come cantautore sia come attore, collaborando con Beppe Battiston col quale realizza lo spettacolo “Pagine a due in musica”, presentato anche alla rassegna “Milano Oltre” (2000) e il più recente “Particelle” (2007-2008 con una ripresa nel 2009/10), uno spettacolo amaro, tra recitazione e canzoni, che affronta il tema dei giovani e dell’infrangersi delle loro alte aspirazioni nel mare magnum del precariato e dei lavori saltuari. Ha girato i teatri italiani con lo spettacolo “Odissea di un suonatore di campanelli” da lui scritto ed interpretato assieme ad Antonio Marangolo con il quale collabora da diversi anni. “Genteinattesa”, prodotto da Produzioni Fuorivia e distribuito da Egea è il suo primo cd a diffusione nazionale. Ha gli arrangiamenti di Antonio Marangolo e le prefazioni di Lucio Dalla e Massimo Cotto. Special guest su alcuni brani l’attore e amico Giuseppe Battiston. “Genteinattesa” –da leggersi tutto d’un fiato- è una galleria di ritratti con personaggi defilati, rimossi, disattesi: la prostituta di “venere nera”, un vecchio ballerino in disarmo, un acrobata, un prigioniero, un musicista, un giovane precario a vita. Quasi un concept album sui disagi e le contraddizioni di una generazione e di un’epoca.

GIUSEPPE BATTISTON – Attore di cinema e di teatro. La sua carriera ha inizio a teatro, dove interpreta ruoli di grande risalto arrivando a vincere nel 1986 il premio UBU come miglior attore non protagonista per la rappresentazione “Petito Strenge” di Alfonso Santagata. Proprio a teatro viene notato da colui che gli offrirà il debutto sul grande schermo, Silvio Soldini, che gli affida nel 1993 una parte per il suo ‘Un’anima divisa in due’. Il sodalizio con questo regista gli vale un’assidua partecipazione alle sue pellicole, infatti Soldini lo richiama per ‘Pane e tulipani’ (1999), in cui interpreta un investigatore privato un po’ maldestro che gli fa vincere il David di Donatello e il Ciak d’oro come miglior attore non protagonista, e per “Agata e la tempesta” (2004), che gli vale un’altra nomination ai David. Nel 2000 è il film con Aldo Giovanni e Giacomo “Chiedimi se sono felice” che lo mostra al grande pubblico. Ottiene una nomination anche al Nastro d’argento come miglior attore non protagonista nel 2006 per il film di Cristina Comencini ‘La bestia nel cuore’. Nel 2007 recita in due pellicole, “La giusta distanza” di Carlo Mazzacurati, vincendo il premio come miglior interprete italiano alla Festival del Cinema di Roma, e nella commedia “Non pensarci” di Gianni Zanasi con Valerio Mastandrea. Nel 2011 riceve il David di Donatello per il film “La Passione ” regia di Carlo Mazzacurati. Per la televisione dal 2000 al 2004 partecipa a diversi film con la regia di Maurizio Zaccaro : “Cuore”, “I ragazzi della Via Pal” e “Al di là delle Frontiere”; nel 2005 nel film “La notte breve” per al regia di Cremoni e Costanzo, nel 2007 nel film “La strana coppia” regia di Lucio Pellegrini e “Quo vadis baby” di Guido Chiesa. Nel 2008 per la regia di Riccardo MIlani in “Tutti pazzi per amore” e l’anno seguente in “Tutti pazzi per amore 2”. In teatro, nel 2009, ha vinto il premio Hystrio e il Premi ETI – Gli Olimpici del Teatro 2009 come miglior interprete di monologo per “Orson Welles’Roast”, spettacolo che gli vale anche, all’inizio del 2010, il Premio UBU come miglior attore protagonista. Nel 2011 recita al fianco di Gianmaria Testa in “18000 giorni – Il Pitone” e “Italy”. In questo momento è impegnato nelle migliore sale italiane con il “Macbeth”.