Arrestato giovane pluripregiudicato rendese ritenuto affiliato al clan Rango – Zingari

Attilio Chianello torna dietro le sbarre.

 

RENDE – Il 31enne rendese pluripregiudicato è stato arrestato ieri mattina, intorno alle 9.30, in via De Chirico a Saporito dai carabinieri della compagnia di Rende. Sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno in quanto gravato dalle accuse mossegli, nel Novembre 2014, quando fu ammanettato per associazione mafiosa insieme ad altri presunti esponenti del clan Rango – Zingari, è sospettato di essere parte attiva dell’organizzazione criminale che gestisce parte delle estorsioni d’Oltrecampagnano. Con l’imposizione della forza, attraverso il costante utilizzo di armi da fuoco pare che insieme ad alcuni esponenti della potente ‘ndrina quali Franco Bruzzese, Maurizio Rango, Daniele Lamanna, Gennaro Presta e Celestino Bevilacqua riuscisse inoltre a far confluire nel business del clan la gestione di diverse attività economiche, nonchè appalti pubblici e alloggi popolari dell’Aterp.

 

A tradirlo ieri sarebbe stata una passeggiata a bordo di una Kawasaky Z 750, nonostante la sua patente sia già stata da tempo revocata. La sua ‘carriera’ sembrerebbe essere iniziata oltre dieci anni fa, quando da ventenne si costituì al comando dei carabinieri autoaccusandosi di aver partecipato al ferimento del maresciallo Redavid colpito da un proiettile alla milza nel parco Nicholas Green. La sua funzione fu quella di accompagnare in motocicletta Antonio Bevilacqua il quale materialmente sparò al militare e di aspettarlo per poi fuggire facendo perdere le proprie tracce. Un ‘battesimo’ al quale seguirono negli anni diversi altri piccoli episodi di natura criminosa. Nel Novembre 2012 dopo un rocambolesco inseguimento viene fermato senza patente alla guida di una Peugeot 106 di proprietà di un tunisino di San Fili. Chianello fu quindi trovato in possesso di documenti falsificati e di pochi grammi di hashish e marijuana, sedici in tutto, sufficienti per finire nuovamente dietro le sbarre del penitenziario di via Popilia.

 

Sottoposto successivamente ai domiciliari, nel Febbraio 2014  la sua abitazione di Rende in cui stava scontando la pena venne perquisita. Al suo interno furono trovati dei petardi, ma la sorpresa dei carabinieri arrivò quando aprirono l’armadio. Dentro c’era il cugino che era andato a fargli compagnia con l’intento di scambiare due chiacchiere e alleviare la solitudine. Anche in questo caso per Chianello si riaprirono le porte della casa circondariale. Avrebbe dovuto scontare altri nove mesi di detenzione, sarebbe uscito ad Ottobre, per poi essere arrestato di nuovo solo un mese dopo nell’operazione contro il clan Rango – Zingari. Il giro in moto di ieri mattina per il 30enne si è concluso in caserma da dove, dopo aver espletato le formalità di rito, è stato trasferito presso la casa circondariale di Cosenza.