Riformisti Rende: “perplessità su progetto ospedale privato a Sant’Agostino”

Federazione Rifomista di Rende e AttivaRende intervengono sul progetto sanitario di località Sant’Agostino, che prevede la realizzazione di un manufatto con vari profili di difformità rispetto al PRG vigente

 

RENDE – “Noi non siamo pregiudizialmente contrari alla sanità privata, ma questa deve essere complementare a quella pubblica e deve rispettare le leggi, comprese le norme urbanistiche vigenti in un territorio. Per questa ragione ribadiamo le nostre forti perplessità sulla liceità del progetto sanitario di località Sant’Agostino, un progetto che prevede la realizzazione di un manufatto che presenta vari profili di difformità rispetto al PRG vigente ed, in particolare, un eccesso volumetrico di decine di migliaia di metri cubi“.

Federazione Rifomista di Rende e AttivaRende esprimono “perplessità e preoccupazione le abbiamo fatte presenti al Dirigente del settore Urbanistica della Regione Calabria, inviandogli ufficialmente una nostra relazione riassuntiva degli eccessi urbanistici che presenta il progetto di ospedale privato, invitandolo ad assumere tutti i provvedimenti di competenza nel rispetto delle leggi e della normativa urbanistica tuttora vigente sul territorio di Rende. Questa vicenda locale rafforza la nostra linea politica di puntare decisamente sulla sanità pubblica”.

La recrudescenza della pandemia da coronavirus, pertanto, ci induce con maggior decisione a chiedere alle competenti autorità, in primis al Ministro della Salute, Speranza, di affrettare la costruzione del nuovo ospedale Hub della provincia di Cosenza, che, ripetiamo, deve essere realizzato nell’area Unical. Noi continuiamo a pensare che sul territorio servono poliambulatori, case della salute e distretti sanitari efficienti e gli ospedali spoke di Paola-Cetraro, Castrovillari e di Corigliano-Rossano, ben funzionanti in tutti i reparti”.

“È evidente che l’acclarata necessità di avere a disposizione ingenti risorse finanziarie per attuare questo disegno, impone l’utilizzo dei fondi del Mes; a tal proposito, il Governo si esprima con chiarezza e senza remore mettendo fine alle pregiudiziali ideologiche del Movimento cinque stelle. Questa nostra impostazione di politica sanitaria, ad un tempo di denuncia e di proposta, risponde ad un forte principio di etica pubblica, che imporrebbe di bandire ogni favoritismo di dubbia legalità per spendersi con impegno a sostenere iniziative di pubblico interesse e come tali a servizio della collettività”.