Nasce a Rende il Comitato “No al Cimitero privato”

“In risposta all’approvazione del progetto che vede la ricollocazione del nuovo cimitero di Rende in una montagna sperduta e attualmente difficile da raggiungere e la sua privatizzazione”

 

RENDE (CS) – “Il culto dei morti rappresenta tante sfaccettature che spaziano da una consuetudine che caratterizza i riti delle comunità, ad un desiderio di perpetuare in vita la presenza dei defunti per continuare a sentirli vicini nei pensieri. Il rito della visita nel luogo dove “fisicamente” trascorrono il sonno eterno della morte, è anche il ritrovarsi in un posto in cui continua la storia di una città e di una comunità. In questo senso, Rende ha storicamente collocato all’interno dell’abitato il cimitero, così facendo ha consentito ad una città divenuta sempre più grande di tenere vivo il sentimento e il ricordo sociale di una comunità: di chi si era e di chi si è.

In risposta all’approvazione del progetto che vede la ricollocazione del nuovo cimitero di Rende in una montagna sperduta e attualmente difficile da raggiungere e la sua privatizzazione, che non tiene assolutamente conto del senso di comunità e delle tradizioni che caratterizzano Rende, nasce il Comitato “No al Cimitero Privato”. Finalità prioritaria è ribadire con forza il senso e la tradizione dell’appartenenza, i riti collettivi, la memoria tramandata da sempre, alla luce della “sordità” dell’Amministrazione Comunale, che approva frettolosamente e in piena pandemia la creazione dell’opera, calpestando la sensibilità della comunità.

Il Comitato appena costituito, composto in gran parte da giovani ragazze e ragazzi rendesi, ha eletto Presidente l’avv. Francesco Siciliano, gli altri membri promotori sono Vanessa Migliuri, Emanuele Gerardi, Marilù Vena, Gianmaria Milicchio, Sara Gaudio, Eugenio Gagliardi, Sonia Pellegrino, Francesco Cavaliere, Serena Rita Molinaro, Francesco Iannicelli, Erica Imbrogno. Nei prossimi giorni sarà aperta la campagna di adesione al Comitato, rivolta a tutti i cittadini che sono contrari alla privatizzazione del Cimitero comunale e alla sua localizzazione in contrada villa Granata, una zona periferica e del tutto poco simbolica rispetto alla storia della città.”