Comitato “Pacco Acquatico” presenta diffida: neanche un euro per lavoratori e fornitori

Il “Comitato Pacco Acquatico” è formato dagli ex lavoratori e fornitori del parco acquatico di Rende che si sono rivolti al Comune di Rende per tentare di risolvere l’annosa vicenda degli stipendi non ancora pagati

 

RENDE – “A distanza di poco meno di un mese, da quando cioè una delegazione del comitato è stata ricevuta dal primo cittadino, ci è stato fatto intendere – scrive il comitato – che il Comune di Rende non vuole, non sa o non può intervenire. La notizia non ci lascia sorpresi. Abbiamo “solo” perso un altro mese. Sappiamo, per esperienza diretta, che è tempo perso parlare con i gestori del parco. È per questo che lo scorso 20 maggio (ad un anno esatto da quando hanno iniziato a lavorare e non percepire stipendio) il comitato ha inviato la diffida alla società parco acquatico S. Chiara, PASC 4.0 SRL, ed a tutti i soggetti interessati.

“Avremmo dovuto farlo prima, molto prima del lockdown causato dalla pandemia, ma abbiamo sperato in una soluzione diversa. Abbiamo già avviato i contatti con l’ispettorato del lavoro ed aspettiamo, quindi, le procedure ed i tempi necessari. Continueremo ad informare l’opinione pubblica sulla vicenda e faremo manifestazioni chiedendo l’aiuto ed il supporto di altri comitati, associazioni, sindacati o semplici dipendenti che si trovano costretti ad affrontare, magari da soli, una situazione simile alla nostra. Non sarebbe la prima volta e non sarà di certo l’ultima. Quello che è certo è che, da qui in avanti, saremo al fianco di chi vorrà, come noi, mostrare “tolleranza zero” nei confronti di soggetti che hanno poco a che fare con il concetto di imprenditoria e che mostrano totale assenza di onestà morale e correttezza intellettuale. Il lavoro è sacro e la dignità lo è parimenti”.

 “E’ una barzelletta che non fa più ridere”

“Un’azienda può attraversare momenti di crisi, ma non è quello che è accaduto o accade, all’interno delle mura del parco acquatico Santa Chiara. Gli ex lavoratori del parco e le aziende che hanno fornito lo stesso di beni e servizi, hanno contribuito, nella prima stagione di apertura, ed in poco più di due mesi, all’incasso di diverse centinaia di migliaia di euro. Sentirci dire che ‘non ci sono soldi ma solo debiti’, tantissimi debiti, nonostante non siano state pagate utenze, fitti, fornitori e stipendi, è una barzelletta che non fa più ridere.”.

Il comitato Pacco Acquatico infine, ricorda che la struttura è costata oltre 20 milioni di soldi pubblici e chiede “serietà e rispetto. A chi si improvvisa gestore o amministratore o contabile, consigliamo di farlo con soldi propri…se ne hanno”.