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Rende ignora le proteste sul cambiamento climatico e sgombera gli ambientalisti

Nel giorno del Friday for Future l’amministrazione Manna ha intimato all’associazione che lotta per la bonifica del ‘quadrilatero dei veleni’ di lasciare i locali

 

RENDE (CS) – Centinaia di persone tra le strade di Cosenza contro il cambiamento climatico. Venerdì mentre l’area urbana chiedeva in piazza alle istituzioni politiche sostenibili, il Comune di Rende ha rinnovato la ‘minaccia’ di sgombero all’associazione Crocevia. Un invito a ‘sloggiare’ al più presto da quello che è il cuore del quadrilatero dei veleni: cancello Magdalone. Una zona in cui si vivono i disagi legati ai tanti scempi che inquinano acque, terreni, aria e la salute dei residenti. Persone che esasperate dalle esalazioni maleodoranti e dai numerosi decessi per patologie oncologiche hanno deciso di non fare sconti a nessuna amministrazione rivendicando il proprio diritto a vivere in un ambiente salubre. Si riuniscono ogni settimana nella sede al lato della Polisportiva Giovanni Salerno che porta il nome di uno dei fondatori dell’associazione Crocevia (raffigurato nell’immagine sopra). Pagano regolarmente il canone di locazione, da sempre. Hanno richiesto ad Ottobre del 2018 il rinnovo della concessione ad usare la saletta in cui si ritrovano e conservano i loro archivi. Nessuno ha mai risposto loro. A parte il sindaco di Rende Marcello Manna che verbalmente ha rassicurato gli attivisti dell’associazione Crocevia, soprattutto in campagna elettorale, affermando che non sarebbero mai stati ‘traslocati’. Ma non è stato così.

 

 

La concessione è scaduta a giugno e la stessa amministrazione Manna invita gli ambientalisti ad andare via. Propone loro un’alternativa impraticabile: condividere con altre associazione l’atrio di una scuola abbandonata, incustodita, lontano dal loro quartiere, dove d’inverno vi piove e non è accessibile alle persone con disabilità. Un ambientalismo in salsa rendese che ha il sapore finto di un raggiro ai danni della collettività. Eppure proprio oggi in Consiglio comunale il sindaco Manna ha ‘promesso’ di voler modificare il Piano Strutturale Comunale per «tutelare la riqualificazione ambientale». Una promessa che lascia perplessi considerato il trattamento riservato agli unici ambientalisti della zona che insieme a Ro.Mo.Re. hanno portato a termine battaglie importanti come quella con la quale si ottenne la chiusura dell’inceneritore di Settimo. Un impianto che inquinava più dei rifiuti che bruciava. Un dato scoperto grazie alle riunioni costanti e denunce dell’associazione e degli attivisti che oggi si intende sgomberare.

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