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Depuratori nel cosentino, chiesto un tavolo di confronto per risolvere le criticità

La richiesta da parte del presidente nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci, il primo a lanciare l’allarme sul possibile blocco dei depuratori gestiti dalla Geko per conto del Consorzio Valle Crati “non possono essere scaricate sui cittadini le discrepanze dei rapporti tra gli enti

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COSENZA – Si torna a parlare del depuratore di Coda si Volpe gestito dalla GeKo per conto del Consorzio Valle Crati che raggruppa 17 municipi ed un bacino di utenza vicino alle 400.000 persone. Poche settimane fa i 22 dipendenti hanno annunciato la protesta per via dei mancati ritardi nella corresponsione degli stipendi e per un organico da troppo tempo sottodimensionato. Una crisi lunga nel tempo quella dell’impianto rendese, acuita ancora di più da sequestri, blocchi e indagini da parte della Procura e dalla mancata corresponsione degli ultimi stipendi da parte della società di gestione che, a sua volta, lamenta la mancata erogazione dei crediti da parte dei Comuni consorziati, in enorme ritardo con i pagamenti dovuti per il servizio. Capofila il Comune di Cosenza che non verserebbe le quote da un anno con una cifra che supererebbe i 2 milioni di euro. Un effetto a cascata che rischia di deflagrare con conseguenze drammatiche.

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A rischio la salute dei cittadini e danni all’ambiente

Una situazione quella dei depuratori nel cosentino che non sembra esser migliorata nonostante la nostra segnalazione dello scorso agosto – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci – persiste un potenziale rischio per la salute dei residenti cosentini oltre a quelli per la qualità dell’ambiente. I cittadini non possono rischiare di rimanere senza un sistema di depurazione delle acque reflue fognarie, non è accettabile questa situazione e non si può più procrastinare la risoluzione del problema. In ballo c’è la salute dei cittadini e non mi sembra assolutamente un problema di poco conto. Il Consorzio Valle Crati è una comunità che vanta centinaia di migliaia di residenti e per questo motivo non è rimandabile l’impegno per trovare una via d’uscita al problema e se il servizio dovesse essere sospeso, le ripercussioni sarebbero gravissime”.

“Non possono essere scaricate sui cittadini le discrepanze dei rapporti tra gli enti. Per questo motivo – conclude Nesci – abbiamo chiesto l’istituzione di un tavolo di confronto alla Prefettura e agli altri enti, che coinvolga tutti gli stakeholders affinché venga trovata una soluzione nel più breve tempo possibile.”

 

Dipendenti del depuratore senza benzina per raggiungere il posto di lavoro