Dipendenti del depuratore senza benzina per raggiungere il posto di lavoro

L’impianto tratta i reflui fognari di oltre 18 Comuni cosentini che rischiano di essere sversati nel Crati

 

RENDE (CS) – Minacciano di incrociare le braccia e mandare in tilt l’intero sistema depurativo cosentino. Da ieri hanno iniziato a protestare per chiedere il pagamento delle tre mensilità arretrate. Salari che la Ge. Ko. avrebbe dovuto loro corrispondere per il lavoro svolto. L’impianto è sotto sequestro per una serie di reati ambientali per i quali alcuni dipendenti e dirigenti sono ancora a processo. Il custode giudiziario è Maximiliano Granata che dopo essere stato interdetto dai pubblici uffici a seguito dell’accusa di corruzione elettorale è stato reintegrato tornando ad essere il presidente del Consorzio Vallecrati titolare del depuratore di Coda di Volpe. Gli operai da settimane lamentano la mancata corresponsione degli ultimi tre stipendi denunciando di “non essere neppure nelle condizioni di raggiungere il luogo di lavoro per mancanza delle risorse economiche per rifornire di carburante le proprie automobili”.

 

 

A loro dire, la ‘colpa’ dello stato di indigenza non è attribuibile alla Ge. Ko., ma ai debiti che il Comune di Cosenza ha maturato con il Consorzio Vallecrati che pare ammontino ad oltre 2 milioni di euro. Nel frattempo i sindacati ricordando che qualora i lavoratori bloccassero le attività, tutti i reflui di oltre 18 Comuni della provincia di Cosenza (compresi i popolosi territori di Rende, Cosenza, Castrolibero e Montalto Uffugo) finirebbero direttamente nel fiume Crati senza alcun trattamento. I liquami confluirebbero poi in parte nel mar Jonio, in parte nelle condotte usate per irrigare le colture della sibaritide. Sollecitando l’intervento del Prefetto Paola Galeone la Uil trasporti, SNALV Confsal e Fiadel chiedono lo sblocco dei 35 milioni di euro di fondi CIPE da destinare all’ampliamento del depuratore di Coda di Volpe cui appalto è già stato aggiudicato alla stessa Ge. Ko.

Depurazione cosentina a rischio, l’azienda minaccia di ‘incrociare le braccia’

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 VIDEO – Così dall’impianto di Coda di Volpe i liquami arrivavano nel fiume Crati 

 

 

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Sequestrato il depuratore di Coda di Volpe: “riversa reflui nel Crati”