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Sistema Rende, le direttive le impartiva Principe: ma è un “pour parler”

Cinque teste sono stati ascoltati tra cui un avvocato, due dirigenti, un funzionario e componente della cooperativa così detto “direttore tecnico” che si occupava delle assunzioni

 

 

COSENZA – Una udienza in cui non sarebbe emerso nulla di importante, se non il fatto che Principe avrebbe dato direttive ma, nessuno dei teste lo avrebbe visto e sentito con le proprie orecchie ma solo un riporto di seconde e terze persone. Principe, difeso dall’avvocato Sammarco è stato prosciolto per il reato di corruzione elettorale, ma è stato rinviato a giudizio per i reati di corruzione in atti amministrativi e concorso esterno in associazione mafiosa. Umberto Bernaudo, ex sindaco di Rende difeso dall’avvocato Calabrò e Pietro Ruffolo, ex assessore, difeso dagli avvocati Caruso e Tenuta sono stati rinviati a giudizio  per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione elettorale e prosciolti per la corruzione in atti amministrativi. Giuseppe Gagliardi, ex consigliere comunale e assessore, difeso dall’avvocato Amantea è stato prosciolto per la corruzione in atti amministrativi e rinviato a giudizio per la corruzione elettorale. Su di lui non gravava il concorso esterno in associazione mafiosa. Per gli inquirenti Principe, Bernaudo e Ruffolo si sarebbero accordati con gli esponenti della cosca che avrebbero poi beneficiato con «condotte amministrative di favore». Inoltre, i tre politici avrebbero agevolato la cosca in cambio di “procacciamento di voti” per le elezioni comunali, provinciali e regionali, rispettivamente le prime due del 2009 e la terza del 2010.

Tra i vari teste il più “interessante” è risultato essere De Cicco ritenuto il “direttore tecnico” della cooperativa che aveva i compiti un po’ del ragioniere. «Ero il ragioniere della cooperativa Rende 2000, risponde alle domande del pubblico ministero Bruni (attuale Procuratore capo della Repubblica della Procura di Paola), e mi occupavo della contabilità del personale, dell’assunzione». Alla domanda se conoscesse Michele Di Puppo risponde: «Sì, mi sembra sia un dipendente della cooperativa, non ricordo se Lanzino fosse un dipendente.

Alla nascita della cooperativa sono stato assunto. Quando sono stato assunto i dipendenti già esistevano. Io personalmente non ho assunto nessuno o qualcuno successivamente. Non so come avvenivano le assunzioni». L’accusa muove a contestazione “il verbale 14 aprile 2015 è stata contestata l’intercettazione ambientale avvenuta nella sua macchina del 20 febbraio 2012: interloquiva con un tale Russo e le confida una serie di situazioni tra cui “e poi c’era Bartucci e volevano sapere da me chi aveva assunto. Ho detto io personalmente manco lo conosco. Il signor Bartucci portava, questa qui è stata assunta tramite il Di Puppo. (…) Vedi se c’era una cartella con i nomi dell’onorevole e lui ci metteva pure i suoi”.

Ancora dichiara nel verbale del 14 aprile: “Rappresento all’ufficio di avere paura e di avere avuto paura anche nel corso dei precedenti verbali, intento sia il timore di probabili ritorsioni da parte dei lavoratori della cooperativa quali Di Puppo e lo stesso Lanzino noto anche alle cronache giornalistiche, sia una sorta di soggezione nei confronti di pubblici amministratori con cui avevamo lavorato. Io Lanzino non lo conosco. Né io, né Bartucci avevamo autonomia decisionale in ordine all’assunzione dei lavoratori presso la cooperativa Rende 2000. Tutte le indicazioni ci venivano dall’onorevole Principe che decideva chi doveva essere assunto. Io stesso ho accompagnato Bartucci in diverse occasioni presso l’ufficio dell’onorevole Principe, nel quale in alcune occasioni si trovava Vercillo ed entravano ed uscivano con i nominativi dei soggetti che avremmo dovuto assumere nella cooperativa”. «Io Lanzino non lo conosco, Di Puppo sì – ha commentato De Cicco-. Per quanto riguarda le assunzioni i nominativi mi venivano date dal signor Bartucci che parlava con altre persone. Penso che lo chiamava l’onorevole Principe. Non ricordo per Di Puppo chi la dispose.

L’accusa contesta ancora “Anche l’assunzione di Di Puppo fu disposta dall’onorevole Principe. Questa circostanza mi è stata riferita dal Bartucci stesso. Così bartucci mi ha detto di avere ricevute pressioni da parte del Di Puppo affinchè venisse assunto Lanzino nell’ambito della cooperativa 2000. Fu sempre a riferirmi Bartucci che l’assunzione di Lanzino fu concordata da lui. Fu sempre Bartucci a dirmi che l’assunzione di alcuni dipendenti furono segnalati da Ruffolo il quale comunque doveva sempre condividere le indicazioni con l’onorevole Principe che doveva autorizzarlo”. “Confermo che Bartucci mi ha detto dell’assunzione di Di Puppo – afferma De Cicco-. Lanzino non lo conosco, non l’ho mai visto lavorare”. Poi sul ruolo di Ruffolo e Principe dichiara di non ricordare ma che se era scritto nel verbale doveva essere vero

LE CAMPAGNE ELETTORALI

L’accusa domanda se in occasione delle campagne elettorali venisse assunto altro personale muovendo a contestazione dietro i non ricordo del teste “Bartucci mi riferiva che in occasione delle campagne elettorali veniva assunto altro personale che veniva utilizzato anche per attività di propaganda elettorale quale le affissioni dei manifesti dell’onorevole Principe o a favore dei candidati della sua espressione. L’assunzione avveniva sempre perché voluta dall’onorevole Principe e disposta su suo ordine da Bartucci”. “Probabilmente era così, a me è stato riferito. Io onestamente non c’ho mai parlato con Principe. Sono cose che mi riferiva il Bartucci. E su Lanzino “Io non lo so della caratura criminale né ho dato disposizioni per l’assunzione di Lanzino”.

L’accusa muove ancora a contestazione: “Era notoria la caratura criminale di Lanzino ma il presidente Bartucci si era prodigato per l’assunzione, portai i documenti al commercialista. Non ho mai visto lavorare Lanzino. Posso riferire che l’amministrazione comunale fosse a conoscenza dell’assunzione del Lanzino. Così come ho fatto per tutti i dipendenti della Rende 2000, ho consegnato al dirigente Vercillo responsabile del personale del comune di Rende anche un documento che riguardava l’attività lavorativa del Lanzino”. Anche in questo caso non ricorda ma conferma le dichiarazioni rese a verbale.

La difesa dell’onorevole Principe muove a controesame del teste chiedendo il ruolo svolto all’interno della cooperativa: Tenevo i libri contabili registravo le assunzioni del personale e le buste paghe. È sbagliato che mi abbiano definito direttore tecnico della cooperativa. Mi sono occupato dall’inizio di questa cooperativa

LA CONOSCENZA CON SANDRO PRINCIPE

“L’onorevole Principe non è mai venuto da me per segnalarmi qualcosa. Una sola volta l’ho incontrato tramite il signor Bartucci che me lo ha presentato e me ne sono andato. Non sono a conoscenza di nessuna attività da parte di Principe per l’assunzione di personale nelle cooperative”.

E su Di Puppo e Lanzino: “Non ricordo la data di assunzione del Lanzino, non so se sia stato nel 2007, potrebbe essere. Non ricordo se in quell’anno Principe occupasse ruoli amministrativi”.

De cicco non ricorda di essere stato sentito per ben tre volte dalla Procura di Catanzaro e dai militari dell’Arma. Glielo ricorda la difesa dell’imputato Principe “una prima volta il 20 febbraio 2015; il 30 marzo 2015 e 14 aprile 2015”.

NON HO MAI PARLATO CON PRINCIPE

Su contestazione del pm di uno dei verbali che alcune assunzioni furono volute dall’onorevole Principe. La difesa contesta “Con riferimento al Di Puppo Michele il Bartucci mi ha riferito che era stato lui ad assumere e a disporre l’assunzione. Non ho mai conosciuto Ettore Lanzino e la relativa assunzione è da ascriversi al presidente Bartucci. Ignoro chi a lui li abbia potuti segnalare. In questo primo verbale si parla di Di Puppo, Lanzino, di chi li ha assunti senza fare riferimento all’onorevole Principe”. De cicco spiega «Perché quando è venuto Bartucci a portare questi nominativi li abbiamo assunti senza alcuna raccomandazione né segnalazione» e sul secondo verbale in cui non fa ancora una volta riferimento in nessun momento all’onorevole Principe, parla dell’assunzione di Lanzino e dichiara «il presidente porta il cartellino di Lanzino e viene fatta l’assunzione all’ufficio del lavoro. Non ha riferito nulla dell’altra assunzione».

Ha poi sottolineato su domanda della difesa che nonostante avesse un ruolo all’interno della cooperativa e portava le assunzioni al commercialista, non ha mai non ha mai obiettato nulla rispetto all’assunzione del Lanzino, non ha mai scritto al presidente della cooperativa, non ha mai formalizzato una missiva agli uffici competenti per dire che non era mai d’accordo con l’assunzione di Lanzino perché aveva rapporti con la mafia e non ha mai parlato di questo con l’onorevole Principe

La difesa torna poi sull’intercettazione con Russo in cui De Cicco dice “perché loro pensano che in tutta questa situazione c’è incluso Sandro Principe. Mi hanno domandato “lei c’ha mai parlato con Sandro Principe? In verità io non c’ho mai parlato. Vogliono incastrare Sandro principe. Te la posso dire una cosa? Vogliono incastrarlo perché lo vogliono mettere in mezzo a questa questione perché ha perso potere”. Per De Cicco è solo “una impressione che nasceva dal parlare tra colleghi”

 

IL CASO DEL COLIBRI’ E DELLA TRACIMAZIONE DI ACQUA

E’ stato sentito un avvocato che prese in carico la pratica del risarcimento danni del bar Colibrì contro l’ente Anas: «ho conosciuto D’Ambrosio perchè presentatomi da un collega per l’impugnazione di un licenziamento. Gli ho curato questa pratica per il licenziamento era dipendente al comune di Rende. Nelle motivazioni di licenziamento c’era una condanna passata in giudicato. Conosco anche la moglie presentata successivamente dal marito che mi chiamò in occasione di un evento di una tracimazione di acqua in un bar nell’area mercatale, Colibrì. Mi disse che la moglie era proprietaria del locale e aveva subito danni per una tracimazione avvenuta dall’autostrada e mi chiese di aiutarla a chiedere il risarcimento danni. Fu una trattativa stragiudiziale. Due volte venne la Basile allo studio, una volta venne il marito. Altre volte quando avevo bisogno della documentazione mi recai sul posto, al bar. Una volta con il perito; un’altra volta con il D’Ambrosio e una terza con la moglie per fornirmi il codice Iban.

Nel verbale del dicembre 2013 in una conversazione con D’Ambrosio dell’11 aprile 2011 si parla di “Giuseppe Gagliardi candidato alle elezioni amministrative del 2011 in una lista collegata con Sandro Principe . Nello specifico il Gagliardi avrebbe dichiarato che si sarebbe impegnato per D’Ambrosio a fronte di un impegno di quest’ultimo a favore della coalizione del Principe e a favore del Principe stesso”.

Gagliardi Giuseppe è parente di mio fratello e c’è una frequentazione in occasione di feste ed eventi. All’inizio della trattazione del sinistro c’era un rimbalzo di competenze tra il Comunea e l’Anas. Io scrissi una messa in mora al Comune di Rende che rispose che la zona interessata dal sinistro era di competenza dell’Anas. Ricordo di avere interloquito con il Basile della possibilità di parlare con il Gagliardi che all’epoca era assessore ai Lavori Pubblici e in occasione di una cena con mio fratello e le rispettive mogli gliene parlai. Ma mi ribadì la responsabilità dell’Anas. I particolari non li ricordo mi sembra mi disse “ci sono stato perchè fu un evento abbastanza importante”. Fu quasi una mia richiesta al Gagliardi di precisarmi come comportami, ma poi si chiarì che il responsabile del sinistro era Anas. Da un certo punto in poi il sinistro è proseguito con gestione Anas – Generali. In riferimento al procacciamento di voti a favore di D’Ambrosio il teste non ricorda di avere effettuato tali dichiarazioni. “Ritengo all’epoca dei fatti di aver riferito secondo mie deduzioni e lettura della carta stampata e preciso che sicuramente io non parlavo di politica nè con D’Ambrosio, nè con la Basile, ma potevo parlarne in modo amicale a tavola con il Gagliardi. a me come legale della Basile in quell’occasione mi interessava un intervento amministrativo e non certo politico”.

Nella telefonata intercettata ancora si sente che il D’Ambrosio riferiva che avrebbe potuto contare sull’aiuto a Rende di Principe Sandro anche perchè più volte ebbe a procacciare voti in favore del Principe e per la coalizione politica in suo favore nelle diverse campagne elettorali”. ” Per quanto mi riguarda e per come ho dichiarato – sottolinea il teste – l’interessamento personale è stato solo a livello burocratico e amministrativo. Per il resto non ne sono a conoscenza perchè conosco la Basile e con il D’Ambrosio lo avrò incontrato 2 – 3 volte. Non avrei avuto nessun interesse politico a parlare di voti con lui.

Il legale di Gagliardi Marco Amantea chiede chiarimenti sulla cena tra il teste e Gagliardi

“Che frequentazione all’epoca dei fatti aveva con il dottore Gagliardi?” “Ci vedevamo due volte all’anno in occasione di battesimi, comunioni o feste comandate – dichiara il teste-. Questa discussione avvenne durante una cena familiare, con mio fratello e la moglie, mia moglie e i figli e il Gagliardi con la moglie. Il Gagliardi è un parente di mio fratello. La cena avvenne l’8 aprile 2011 prima dell’alluvione. Presumo che avevo già avviato la pratica del risarcimento”. Rispondendo sempre alle domande della difesa sottolinea che la valutazione che fa con Gagliardi è di ordine tecnico e che non gli ha mai riferito di avere incontrato D’Ambrosio né tanto meno quest’ultimo gli disse mai di conoscere Gagliardi

D’Ambrosio non mi ha mai detto che si sia incontrato con Gagliardi per quella campagna elettorale. Mi ha potuto dire lo conosco e l’ho anche votato. “O Gagliardi gli ha detto che D’Ambrosio e la sua famiglia sostenevano da sempre queste tradizioni o lo ha dichiarato D’ambrosio”. “No, assolutamente. Io non conosco gli orientamenti della famiglia D’Ambrosio. Quando io ho detto a D’Ambrosio che avevo parlato con l’assessore probabilmente mi avrà detto sì, io gli ho dato il voto.  Io con il Gagliardi non sono mai tornato sulla questione anche perché non ci sarebbe stato bisogno di nessun interessamento perché il comune di Rende in quella pratica non aveva nessun ingresso. La responsabilità fu solo dell’ente Anas. Per tutta la durata della pratica non ebbi mai bisogno di parlare con Gagliardi. La mia cliente non mi riferì mai di avere parlato con Gagliardi, l’amministrazione era fuori, io interloquivo con gli uffici dell’Anas”. La pratica finì con il risarcimento da parte delle Generali alla titolare del bar per un totale di 17 – 18 mila euro.

Il teste  ha poi risposto alle domande del legale di Principe, l’avvocato Sammarco, ribadendo di non avere parlato mai con l’onorevole Principe per questa pratica nè che D’Ambrosio abbia parlato mai con Principe. Ha ancora chiarito che per individuare nell’Anas il soggetto con cui intrattenere i rapporti per la risoluzione della pratica è occorso circa un mese, circa due. E che ebbe a trattare anche con un tecnico delle Generali assicurazioni di Napoli, un consulente e il liquidatore Anas. Se non erro l’ufficio tecnico del comune di Rende non mi rispose mai, per questo ebbi tentennamenti e domandai al Gagliardi di risolvermi la situazione se il comune avesse scritto e risposto al mio quesito.

Ha concluso l’esame rispondendo alle domande del legale di Bernaudo, Calabrò, dichiarando che non ricordava chi fosse il sindaco all’epoca dei fatti e che D’Ambrosio non parlò mai del sindaco nè di rivolgermi al sindaco per la pratica.

Sentiti poi i dirigenti Raimondi, Sole e il funzionario Minutolo sulle procedure di aggiudicazione della gara , le spese sostenute dai proprietari del bar Colibrì per effettuare lavori presso il bar dell’area mercatale e la relazione tecnica sottoscritta senza eseguire nessun sopralluogo solo sulla documentazione