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Principe al Villaggio Europa cita Marx e sulla gaffe in tv denuncia: “Era una trappola” (VIDEO)

Partecipato comizio nel quartiere popolare rendese. Sul palco il candidato sindaco insieme ai ‘nuovi’ alleati Mimmo Talarico e Sergio Tursi Prato

 

RENDE (CS) – Il candidato sindaco Sandro Principe ha incontrato ieri sera i cittadini del quartiere Villaggio Europa. Con lui sul palco i due candidati che in vista del ballottaggio di Domenica 9 Giugno hanno scelto di schierarsi al suo fianco: Mimmo Talarico e Sergio Tursi Prati. L’incontro che ha visto una piazza Italia gremita di gente è stato aperto da Sergio Tursi Prato che ha invitato i cittadini a votare contro quella politica cosentina e regionale che vuole ”mettere le mani sulla nostra città”. «Arintha soffre – ha affermato Tursi Prato – stringiamoci intorno al nostro condottiero Sandro e riprendiamoci il nostro futuro». A fargli da eco Mimmo Talarico che nel suo ‘ricongiungimento’ con Principe porta in dote 4.489 voti. «Ho fatto una scelta di campo prima della campagna elettorale. Ognuno sbaglia – ammette Talarico – ho avuto brutte frequentazioni, lo so, ma la nostra storia politica era naturale che ci portasse da questa parte con tutte le contraddizioni che ciò comporta. Il mio obiettivo è stare vicino a chi soffre e ripartire da una nuova esperienza di matrice sociale per ridare a Rende il governo e il ruolo che merita con una nuova classe dirigente. Le navi non vengono costruite per rimanere nel porto, ma per navigare in mare aperto. Non apparentarci sarebbe significato disertare il nostro lavoro».

 

Tripudio di applausi per Sandro Principe che è partito dal citare il padre della filosofia comunista Karl Marx. «Bisogna dare di più a chi merita e a chi ha bisogno, come ci insegna il marxismo. Se c’è un 80enne solo o una coppia che non ha come sostentare i propri bimbi dobbiamo aiutarli. Non è vero che non esistono più destra e sinistra. La differenza esiste e noi vogliamo incarnarla nella prossima legislatura tentando di far ritornare Rende al centro dell’attenzione della Regione e del Mezzogiorno. Quella che abbiamo di fronte non è una destra storica, europeista, liberaldemocratica e seria. Oggi in Italia stiamo sperimentando un altro tipo di destra, quella che per crescere da un lato vuole fare assistenza, non sviluppo, verso i ceti popolari e dall’altro individua un nemico di volta in volta: il comunista, l’ebreo, il massone, l’immigrato. Tra loro e la destra rendese trovo una grande affinità, di una destra becera fascista che ad ogni costo deve indicare al ludibrio delle persone i propri avversari democratici».

 

RITORNO AL PASSATO

«Mimmo è stato amministratore di qualità del Comune di Rende e Sergio mio collaboratore. Siamo orgogliosi di aver inserito il ceto popolare nel cuore della città. Quando dicevamo che Villaggio Europa sarebbe diventato il centro della futura Rende qualcuno non ci credeva. A distanza di anni con la cattedrale, il municipio, via Rossini, il grande parco e le infrastrutture primarie come scuole e campi di calcio, abbiamo mantenuto il patto di inserire il quartiere popolare nel cuore della città. Non come via Popilia, sulle sponde del fiume, ai margini, nella periferia. Questa è la sinistra. Ci tengo nel peregrinare elettorale a fermarmi in piazza italia è un posto dove parlo sempre volentieri come a Commenda, al centro storico, ma anche in tutte le altre realtà e contrade di Rende. Il Villaggio Europa è come un quadro dove ‘il bianco si intramezza con il verde e mi sento orgoglioso – afferma Sandro Principe – di quello che ho fatto come sindaco di Rende. Orgoglioso che la gran parte di questi alberi, i più anziani lo ricordano, sono stati piantumati dai giardinieri di Rende sotto la mia direzione fisica. Andavamo nei grandi vivai di Lamezia Terme e tornavamo nel quartiere Europa con alberi da 15 -20 metri. C’è stato un tempo in cui chi doveva acquistare un immobile o fare impresa veniva a Rende. Oggi non è più così e questo non essere più calamita ci sta facendo patire danni inimmaginabili. La Zona Industriale è nata perché, senza sbandierarlo, facemmo un’area ‘no tax’ l’abbiamo urbanizzata, abbiamo fatto i servizi, non si pagavano le tasse e fungevamo da magnete per l’imprenditori che accoglievamo. Nel frattempo è arrivata l’Unical e l’intreccio azienda – università aveva trasformato Rende nella Silicon Valley del Mezzogiorno. Dobbiamo tornare a questa immagine della città perché la ‘palude Manniana’ con Rende ormai invisisbile, con questa cittadinanza abbandonata ed intristita, non più vogliosa di vincere delle battaglie è inaccettabile».

 

IL COMMENTO SULLA GAFFE IN TV

»Ho la fortuna di non frequentare i social network. In queste ore si stanno rammaricando che nel 2004 io non abbia lasciato la pelle sui selciati di San Carlo Borromeo e sia sopravvissuto. Siamo arrivati a questo. Non alla barzelletta del fuori onda, una trappola che mi hanno teso nel confronto che io ho comunque stravinto. Manna non ha parlato di nulla e io ho parlato di cose. Nel momento in cui pensavo ci fosse una pausa, alla sua affermazione il sangue che ho nelle vene mi ha fatto esprimere il mio disappunto. Non mi sono arrabbiato, ero tranquillissimo. Marcello Manna ha avuto l’ardire di dire che ha realizzato 25 milioni di euro di lavori pubblici, ma mi chiedo: non abbiamo sentito per cinque anni un pezzente che girava per la Calabria a stendere la mano perché era senza soldi? Ora arrivati a tre giorni dal ballottaggio appuriamo che ha fatto milioni di euro di lavori, al che mi è uscito un ‘per la madonna’, ma davvero ci vuoi prendere per il c… che è un’espressione popolare che abbiamo sempre avuto nei nostri contatti privati. Manna va a spasso con pseudorivoluzionari, ma per identificarsi con la migliore borghesia cittadina pensa che lo stile debba significare indossare un abito blu e una cravatta. Queste sono le persone peggiori. Non si rendono conto di chi da ragazzo è stato in mezzo al popolo che con il popolo ha condiviso tante speranze e anche qualche ‘ciambotta’ quando potevamo fare i goliardi. Ogni tanto essere goliardi anche nella maturità fa bene. Questa è una destra becera non avendo consuntivi, contenuti, si attacca a queste ilarità e va avanti».

 

L’APPELLO AL VOTO

«Noi abbiamo credibilità e affidabilità rispetto a Manna perché abbiamo sempre mantenuto i rapporti con il popolo, i nostri progetti – ricorda Sandro Principe prima di salutare i propri sostenitori – sono realtà. Quella Rende centrale che noi abbiamo realizzato è merito dell’intera comunità, non solo della classe dirigente. Certo noi siamo stati dei buoni guidatori, ma il nostro maggiore merito è quello di aver saputo coinvolgere i cittadini perché le battaglie si vincono insieme al popolo. Andate a votare. Mi ricordo nel 1999 che alcune persone hanno rinunciato a votare perché i seggi erano troppo affollati. Domenica sarà una bella giornata, il mare attira, un raggio di sole fa bene alla salute. Andate in spiaggia, ma prima votate perché il pericolo del ballottaggio è quello della diserzione delle urne. Andando a votare ricordatevi dei tanti giovani che sono nelle nostre liste e di un vecchio condottiero circondato da uno stato maggiore di primissimo livello che conduce insieme a noi questa campagna elettorale e che nel futuro sarà insieme a noi alla guida di questa città. Alziamo la bandiera del riformismo che vuol dire serietà, lavoro per mantenere gli impegni e dare speranza a questa nostra città e ai nostri giovani».