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Muore d’infarto, per i medici erano normali dolori al petto: cinque indagati

Sarà l’autopsia a stabilire se i cinque medici iscritti nel registro degli indagati possano essere colpevoli della morte di un 50enne

 

RENDE (CS) – C’è stato l’errore umano? Poteva essere evitata la morte del 50enne lasciato per sette ore con un dolore al torace? Queste sono alcune delle domande a cui i periti della Procura sono stati chiamati a rispondere nell’eseguire l’esame autoptico del paziente deceduto presso l’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza, il 2 maggio scorso.

Una storia di cui si conosce ancora poco: l’ufficio di Procura sta esaminando tabulati telefonici e registrazioni delle chiamate al 118 e le schede di ingresso ospedaliere mentre si attende l’esito dell’autopsia. L’unico dato certo è che l’uomo alle 22 di sera di inizio maggio chiede l’intervento del 118 perchè accusa dolori al torace. Sul posto giunge un’ambulanza del 118. Secondo le prime risultanze investigative i sanitari lo avrebbero visitato riscontrando dolori al torace e pressione alta. Ma non gli furono somministrati farmaci per un sospetto infarto. Il 50enne non è stato trasferito in Pronto soccorso. Per i sanitari erano classici dolori, non da infarto. L’ambulanza va via e il 50enne dalle 22 di sera e fino alle 5 – 5.30 del mattino trascorre sette ore continuando ad avvertire forti dolori al torace. Non riuscendo più a resistere avrebbe ricontattato la sala operativa del 118 per richiedere nuovamente l’intervento dei sanitari.

Sul posto sarebbe giunta l’ambulanza con a bordo gli stessi medici che lo avevano visitato sette ore prime, riscontrando, questa volta, l’esistenza di un problema serio: un probabile infarto in corso. Il 50enne viene trasferito d’urgenza in ospedale, prima al Pronto soccorso e poi in cardiologia per una consulenza, ma il cuore cede. Il conseguente decesso porta all’apertura di una indagine da parte della Procura bruzia coordinata dal Procuratore capo Mario Spagnuolo. Dopo avere effettuato il sequestro delle cartelle e proceduto al conferimento di incarico per l’esame autoptico, nel registro degli indagati risultano iscritti cinque sanitari tra medici e infermieri, rispettivamente del 118, del Pronto Soccorso e del reparto di cardiologia dell’Annunziata. Adesso i periti dovranno capire se vi sia stata superficialità di valutazione dell’intervento dalla prima chiamata giunta alla sala operativa del 118 e fino al momento della morte.