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Primo Maggio al Parco Robinson: musica, solidarietà e lotta al precariato

La Banda Bassotti animerà la festa dei lavoratori rendese. Durante l’evento sarà possibile consegnare dei farmaci da inviare nel Donbass e partecipare al dibattito su lavoro e disoccupazione

 

RENDE (CS) – Domani, Mercoledì 1 Maggio, al Parco Robinson di Rende a partire dalle 18:00 musica e solidarietà animeranno la festa dei lavoratori. L’evento, organizzato da The Pogues Pub, dal centro sociale Sparrow, dal sindacato Cobas con il patrocinio del Comune di Rende, si aprirà con un dibattito su precariato e disoccupazione: ”Quale lavoro nella società che vogliamo? Perché la tutela della salute e la difesa del territorio sono incompatibili con l’avidità del capitale?”. Un’assemblea pubblica in cui protagonista sarà il tema del lavoro nel terzo millennio, trasformatosi in un incubo per l’intera cittadinanza. A seguire sul palco si alterneranno band quali Shameless HC, gli Across, Bruno & The Souldiers, nonché l’attesissima e nota Banda Bassotti con il dj set della Mujina Crew al termine dei concerti.

 

Durante l’intero evento sarà possibile donare farmaci (Ciprofloxacina, Ceftriaxone, Cefotaxime, Norfloxacina, Oseltamivir, Loratadina, Ibuprofene, Ketoprofene, Paracetamolo, Dicoflenac, Voltaren) e materiale scolastico (penne, matite, gomme, pennarelli, temperamatite) da inviare in Donbass la regione orientale Ucraina occupata nel 2014 dagli indipendentisti filorussi flagellata dai combattimenti in cui si registra oggi una vera e propria emergenza umanitaria. «Se ognuno di noi porta qualcosa, – sottolineano gli organizzatori – un piccolo gesto diventa una grandissima azione». Il concerto del 1° Maggio a Rende è collegato agli eventi che si terranno nella stessa giornata in piazza Dante a Napoli e al Parco Archeologico delle mura greche a Taranto che vede le realtà del coordinamento comitati calabresi, la Rete Stop Biocidio e il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti Taranto uniti per la giustizia ambientale e climatica.

«Dopo la straordinaria mobilitazione del 23 marzo scorso – scrivono in una nota congiunta – che ha visto sfilare per le strade di Roma 100mila persone che ogni giorno nei loro territori resistono con tenacia alle devastazioni ambientali, all’imposizione dall’alto di grandi opere inutili e dannose e che lottano per affermare giustizia ambientale e sociale, quelle stesse donne e quegli stessi uomini tornano in piazza, in tre piazze, Taranto, Napoli e Rende, per celebrare le lavoratrici ed i lavoratori, ma anche i precari, i disoccupati e coloro che sono penalizzati e schiacciati da un lavoro che è sempre più legato ad un inaccettabile ricatto occupazionale e sociale. Oggi ci sentiamo più forti perché siamo insieme. Cosenza, Napoli e Taranto rispondono all’unisono alle politiche separatiste e sempre più scellerate di un governo che ignora, come chi lo ha preceduto, le esigenze delle comunità, sostenuti da sindacati complici che hanno dimenticato le conquiste per i lavoratori ottenute a prezzo della vita.

 

Siamo insieme per ribadire che non esiste una contrapposizione tra lavoro, ambiente e salute ma che è necessario lavorare assieme per la costruzione di una società più giusta, dove non si sia costretti a morire sui posti di lavoro, rischiando di ammalarsi, in luoghi insalubri, di malattie incurabili, per non morire di fame. Una protesta comune perché il luogo in cui si nasce non segni il proprio destino ancor prima di averlo costruito, perché le nostre radici non siano la condanna che negli anni continuiamo a registrare: più di un milione di “emigranti” del terzo millennio, dei quali ben oltre la metà non ha più fatto ritorno al sud. Cambiano le facce, i documenti e le valigie ma il dramma di scegliere fra la propria terra e il proprio futuro è “una storia che si ripete” e a cui diciamo basta. Tre piazze gemellate, unite, che respirano all’unisono insieme ai movimenti di difesa del territorio di tutta Italia, come hanno fatto le migliaia di persone che hanno sfilato per le strade di Roma. Come un’unica entità, come un corpo solo, presente ovunque si lotti per i diritti di tutti. Un saluto ai compagni NoTav che con il Festival dell’alta felicità celebrano, come noi, in musica, la resistenza ad ogni tentativo di sottomissione politica, economica e sociale».