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Agricoltura e turismo per rilanciare l’economia calabrese grazie ai giovani (FOTO)

Protagonisti del futuro calabrese gli studenti degli istituti agrari ed alberghieri. L’IIS Todaro – Cosentino rappresenta un esempio pratico del connubio tra tradizione ed innovazione, recuperando gli ecotipi dalla verza gigante della Valle del Crati all’aglio di Mottafollone

 

RENDE (CS) – Calabria: terra a vocazione agricola e turistica. Due pilastri di un’economia che tenta di risollevarsi a partire dalle eccellenze del proprio territorio. Un processo in cui i giovani sono protagonisti rappresentando un patrimonio inestimabile su cui investire attraverso la formazione. Questo l’obiettivo dell’istituto agrario ed alberghiero rendese che sabato 9 febbraio ha ospitato il convegno ‘Agricoltura, innovazione e ricerca: scuole in prima linea’. L’evento, organizzato in collaborazione con Calabra Maceri e Università della Calabria, si è svolto nella sala conferenze dell’Istituto di Istruzione Superiore Todaro – Cosentino di Rende, mentre i ragazzi hanno allestito i banchetti con le produzioni agroalimentari frutto dei propri studi e un prelibato buffet preparato nelle cucine della scuola. L’istituto professionale di contrada Lacone infatti propone ai suoi alunni due indirizzi (Agricoltura e Sviluppo Rurale ed Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera) che ben si sposano con quello che sarà il futuro dell’economia calabrese. «L’obiettivo – ha spiegato il vicario del dirigente scolastico Pietro Basile – è quello di sperimentare nuove soluzioni per innovare l’intera filiera. Abbiamo però bisogno di sinergie e supporto».

 

 

Partnership in parte già attive, soprattutto con l’azienda Calabra Maceri che rifornisce l’istituto del compost ‘Terrasana bio’ per le colture. Si tratta di un ammendante naturale iscritto al registro dei fertilizzanti per uso biologico ricavato dalla lavorazione della frazione organica della raccolta differenziata, degli scarti della manutenzione del verde, degli scarti di origine vegetale e da attività agroindustriali non trattati. Un esempio pratico di come i rifiuti vengano trasformati in ricchezza migliorando le caratteristiche fisiche e biologiche del suolo, apportando elementi nutritivi alle colture ed arricchendo i terreni di sostanza organica. A salutare con entusiasmo l’iniziative è stato l’assessore all’Ambiente del Comune di Rende Domenico Zicarelli il quale sostiene che l’IIS Todaro – Cosentino «rappresenta una scommessa che si annuncia essere vincente. Calabra Maceri è un fiore all’occhiello del nostro territorio dove le poche aziende che investono nell’agricoltura di qualità riescono facilmente a conquistare i mercati internazionali. Far emigrare i nostri ragazzi è un fallimento, i giovani che si formano in questa scuola hanno invece la possibilità di lavorare e restare in Calabria. Ciò è per noi motivo di orgoglio in quanto questo istituto si colloca al primo posto per le opportunità di sviluppo».

 

STUDENTI DIVENTANO ‘AGRICOLTORI CUSTODI’

«Grazie al lavoro di docenti e studenti – spiega Marcello Bruno dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura in Calabria – abbiamo ristrutturato un vigneto abbandonato di Pinot grigio e con le nostre viticolture ci siamo presentati con i ragazzi al Vinitaly di Verona dove ci siamo confrontati con il mercato enogastronomico nazionale. In più dallo scorso anno abbiamo avviato le serre per la biodiversità dove coltiviamo le specie autoctone a rischio come: il pomodoro di Belmonte Calabro, il pomodoro campanella di Rose, i fagioli cosentini, il cavolo verza gigante della Valle del Crati, l’aglio di Mottafollone, i il broccolo nero ramoso calabrese e il grano duro Senatore Cappelli. Le scuole devono svolgere in questo campo il ruolo di ‘agricoltori custodi’ per far sì che non si estingua il patrimonio dell’agricoltura calabrese. Il prossimo obiettivo è quello di attivare la cantina, il caseificio e il mini frantoio già esistenti oltre ai corsi di apicoltura, prodotti fitosanitari e normativa per la biodiversità».

 

I VANTAGGI DEL COMPOST TERRASANA

Alessandro Lista direttore dell’impianto di compostaggio di Calabra Maceri ha illustrato nel corso dell’incontro il processo di degradazione della sostanza organica senza l’uso di additivi chimici. «Un prodotto naturale – ha spiegato l’ingegnere Lista – che fornisce ai terreni calabresi l’azoto di cui sono carenti. Si recupera così una pratica antica, quando con le fosse biologiche i contadini producevano il proprio concime, in una terra in cui scarseggiavano gli allevamenti e di conseguenza il letame da utilizzare come fertilizzante. Un processo attraverso il quale non solo si stimola l’attività dei batteri sani, abbattendo quelli patogeni, ma si limita anche l’immissione di gas serra in atmosfera». I ricercatori dell’Università della Calabria Leonardo Bruno e Santina Rizzo hanno poi mostrato l’esito degli studi effettuati sull’uso del compost naturale Terrasana prodotto da Calabra Maceri. Ricerche, realizzate in estate sulle colture di melone ed in inverno sugli spinaci, che hanno portato ad accertare come l’ammendante ‘made in Rende’ fornisca risultati identici in termini di dimensioni del prodotto, acidità, presenza di elementi nutrizionali, metalli pesanti rispetto ai ‘concimi chimici’, mentre migliora la fertilità e l’attività microbica dei terreni.

 

OPPORTUNITA’ DI LAVORO

«L’agricoltura è vita, – ha affermato il presidente della CIA Calabria Nord Luca Pignataro – per questo poniamo le nostre attenzioni verso gli istituti come l’IIS Todaro – Cosentino. Se gli agricoltori si fermano per sei mesi, l’intero paese si paralizza. Basta pensare a ciò per capirne l’importanza. I giovani devono favorire il ricambio generazionale nel settore ed innovarlo con le competenze acquisite nel corso dei loro studi in modo da ripopolare le aree interne del nostro territorio oggi martoriate dall’emigrazione». Su questa scia il presidente dell’Ordine dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali della provincia di Cosenza ha lanciato una collaborazione per l’orientamento in uscita degli studenti al fine di favorirne l’inserimento lavorativo. Occupazione che il consigliere regionale delegato alle politiche agricole Mauro D’Acri si è impegnato a favorire affermando, prima della chiusura dell’incontro, di aver già chiesto che terreni abbandonati ed inutilizzati vengano dati in concessione ai giovani che potranno coltivarli sperimentando le soluzioni più innovative nel settore agricolo.