Sistema Rende, “nessuna interferenza criminale”

Controesame dell’operatore di polizia giudiziaria, il maresciallo dell’Arma che portò avanti l’attività investigativa dell’operazione “Sistema Rende”

 

RENDE (CS) – Sistema Rende, il processo sui presunti intrecci tra politici ed esponenti del clan Lanzino – Ruà, torna in aula. In seduta collegiale, presieduta dal giudice Carpino presso il Tribunale di Cosenza, si è svolto il controesame del maresciallo dell’Arma che si occupò di redigere le attività investigative dell’inchiesta che ha portato tra i banchi degli imputati Sandro Principe, ex sindaco di Rende e già sottosegretario al lavoro, difeso dall’avvocato Franco Sammarco prosciolto per il reato di corruzione elettorale, e rinviato a giudizio per i reati di corruzione in atti amministrativi e concorso esterno in associazione mafiosaUmberto Bernaudo, ex sindaco di Rende difeso dall’avvocato Calabrò e Pietro Ruffolo, ex assessore, difeso dagli avvocati Caruso e Tenuta rinviati a giudizio  per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione elettorale e prosciolti per la corruzione in atti amministrativiGiuseppe Gagliardi, ex consigliere comunale e assessore, difeso dall’avvocato Amantea prosciolto per la corruzione in atti amministrativi e rinviato a giudizio per la corruzione elettorale. Su di lui non gravava il concorso esterno in associazione mafiosa. Per gli inquirenti Principe, Bernaudo e Ruffolo si sarebbero accordati con gli esponenti della cosca che avrebbero poi beneficiato con «condotte amministrative di favore». Inoltre, i tre politici avrebbero agevolato la cosca in cambio di “procacciamento di voti” per le elezioni comunali, provinciali e regionali, rispettivamente le prime due del 2009 e la terza del 2010.

Tutto il collegio difensivo ha proceduto al controesame del maresciallo dinanzi al pubblico ministero Pierpaolo Bruni oggi Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Paola. Un controesame lungo ed articolato è stato quello tenuto dalla difesa dell’onorevole Principe rappresentata dall’avvocato Franco Sammarco il quale ha evidenziato come l’imputato non sarebbe mai stato in carica ai momenti dei fatti ma, soprattutto che non ci sono intercettazioni, testimonianze, pedinamenti e documentazioni che provino le presunte accuse mosse dalla Procura

D.Quando iniziano le indagini a carico dell’onorevole Sandro Principe? Visto che lei si è occupato di tutte le indagini dalle origini fino all’esecuzione. Cerchiamo di capire quando queste indagini a carico dell’onorevole Principe siano iniziate

R. Sono iniziate nel 2013 nei confronti dell’onorevole Principe prendendo informazioni da un altro procedimento del 2011. Orientativamente queste indagini sono durate due anni e mezzo. Quindi le indagini si concludono nell’aprile 2015.

NESSUNA ATTIVITA’ ESEGUITA

La difesa domanda se il maresciallo avesse contezza di una attività intercettiva dell’onorevole Principe. Domanda a cui chiaramente l’operatore di Pg risponde che “Non fa parte di questo procedimento. Non sono state acquisite al fascicolo”. Così come nell’attività di osservazione controllo e pedinamento (OCP), intercettazioni telefoniche, ambientali o altro, l’operatore risponde che in questo procedimento non sono state eseguite; così come non sono state svolte attività di indagini in relazione agli anni 99 – 2011 sulla consistenza ed entità di opere pubbliche e private realizzate sul territorio di Rende, né è  stato accertato il valore economico su queste opere

INTERFERENZE CRIMINALI

Nessuno spunto investigativo nell’ambito del procedimento circa l’interferenza di attività criminali nell’esecuzione di opere pubbliche realizzate. La difesa domanda “Lei ha parlato di un certo clima insistendo sul territorio di Rende ed ha fatto riferimento ad alcuni testimoni. Avete sentito i vari sindaci succedutisi dall’89 al 2011?”. Il maresciallo risponde di no che si fa riferimento “alle dichiarazioni rese di volta in volta dagli avversari politici dell’onorevole Principe e da alcuni articoli di giornale”, dichiarando sempre, dietro domanda della difesa, che “Rispetto al periodo di sindacatura dell’avvocato Cavalcanti 2011 – 2013, rispetto ai componenti la giunta comunale, sentirono solo l’assessore al bilancio precedente alla sindacatura di Cavalcanti

Sul piano della retorica investigativa – ribatte l’avvocato Sammarco – questo fatto di ricavare un dato, quello sul clima, avendo sentito solo gli avversari dell’onorevole principe ovvero su dignitosi resoconti giornalistici pare che a lei questo è il metodo da usare? Si è posto il problema che questo clima fosse sorretto anche da altre interferenze?” R.E’ stata una considerazione investigativa degli argomenti

Ci sono denunce su specifiche questioni e aspetti sulla vita amministrativa di Rende?” R. Non sono state acquisite denunce in questo procedimento.

Potrei concludere che a lei e all’ufficio di Procura, al di là di opinioni e come tali opinabili – continua Sammarco -, non avete atti su cui potete dire per esempio il dottore Pupo vi ha presentato denunce alla Procura della Repubblica?” R. No, ha reso delle sommarie informazioni e mi risulta che abbia fatto delle denunce ma non le abbiamo acquisite agli atti. Né abbiamo acquisito altri tipi di denunce durante la sindacatura di Cavalcanti.

BAR COLIBRI’

In altro compendio processuale non sono state fatte indagini riguardante l’immensa mole di lavori pubblici e privati, ma vi siete occupati del parco Colibrì. Lei ha visto il bar? È di grandi dimensioni?” R. L’ho visto, è di normali dimensioni, né piccolo, né grande

La difesa si occupa dei locali assegnati per l’attività commerciale “Colibrì” e domanda al maresciallo “Come si è arrivati sul piano amministrativo all’assegnazione di questo locale? Sa chi è che ha compilato e predisposto il bando di gara? Sa cosa prevedesse questo banda di gara in ordine alla eventualità che ci potesse essere una unica richiesta o offerta? Sa chi ha provveduto in termini pratici e materiali all’assegnazione di questo locale?”. Il pubblico ufficiale risponde che non ricorda e prende visione degli atti. Nel frattempo la difesa di Principe sintetizza il punto ricordando che “si poteva passare all’assegnazione anche con un’unica offerta”. L’assegnazione avviene a firma del dirigente di settore e il maresciallo rispondendo alla difesa dichiara che altre volte, per la sua esperienza investigativa gli capitò di osservare che un bando preveda l’eventuale successiva assegnazione.

Ancora la difesa domanda se “in relazione alla pratica avesse trovato un appunto negli atti a firma dell’avvocato onorevole Sandro Principe, in ordine alla vicenda, o se avesse rinvenuto qualche pizzino, sollecitazione particolare che facesse intendere una qualche pressione dell’onorevole Principe sul funzionario, responsabile unico del procedimento che fece il bando e l’assegnazione”. Il maresciallo risponde che c’è solo una delibera di giunta dove Principe era presente ma, al di là degli atti ufficiali, non è stato rinvenuto altro, né alcuna intercettazione telefonica.

CLAUSOLE CONTRATTUALI E AFFIDAMENTO E CANONI DI LOCAZIONE

“Lei ha concluso l’esame con la Procura parlando di contrasto con le clausole contrattuali. Prima di un contrasto con le norme e violazione all’assegnazione, questa assegnazione stando agli atti in cui è prevista anche con una sola offerta, e viene firmata dal dirigente che ha formalizzato il bando, che anomalie avete rinvenuto? Nella procedura ci sono elementi di sospetto dell’ipotesi di reato?”. A domanda della difesa il maresciallo ha risposto che non è un problema di assegnazione ma di pagamento dei canoni di locazione: «La presenza di elementi di contrasto previsti dalla normativa, che avevo già denunciato, sono rappresentati non tanto dalla fase relativa all’assegnazione del bando ma a tutta l’attività relativa ai pagamenti dei canoni locativi che non erano avvenuti e per i quali ci sarebbe stata una conseguenza diversa da quella che effettivamente si è realizzata».

La difesa quindi ha sottolineato come in fase di assegnazione non siano stati commessi illeciti e prosegue nel controesame. “Ci può dire di acquisizioni di atti diretti in ordine alla partecipazione dell’avvocato onorevole Sandro Principe? Sì, la delibera di giunta del 10 settembre 2002 dove era presente anche l’avvocato Sandro Principe circa l’approvazione della concessione in affitto del locale comunale. Poi non sono stati rinvenuti altri atti”

Andiamo ai pagamenti dei canoni. “Lei ha presente i periodi in cui l’onorevole Principe ha avuto ruoli e funzioni nel comune di Rende. Ha presente che da una certa data ha fatto il consigliere regionale. Ma finchè ha avuto ruoli all’interno del comune di Rende può dire se il pagamento del bar Colibrì era regolare oppure no?” “C’erano dei canoni non corrisposti anche nel periodo in cui l’onorevole Principe era sindaco, con riferimento agli anni 2003 – 2004 – risponde l’operatore di Pg -, per l’importo di 5900 euro. A noi non è risultato siano stati pagati”.

CAVALCANTI, D’AMBROSIO, LA COOPERTIVA, LANZINO, DI PUPPO

Il maresciallo dell’Arma rispondendo alle domande della difesa dell’onorevole Sandro Principe afferma che, durante la sindacatura dell’avvocato Cavalcanti, l’onorevole Sandro Principe era capogruppo regionale del Pd è quindi ricopriva la carica regionale.

Spostando l’attenzione sull’assunzione di D’Ambrosio, il maresciallo dichiara che questa fu autorizzata “con un documento da parte del Comune. L’assunzione di D’ambrosio avvenne nell’anno 2002 e fu assunto insieme ad altre 18 persone, lavoratori socialmente utili (Lsu); all’epoca dei fatti doveva scontare la pena per un reato minore”. Il Tribunale, su disponibilità da parte del Comune,  lo autorizzò  ad assentarsi durante le ore di lavoro dagli arresti domiciliari. Ancora rispondendo alla difesa l’operatore di polizia giudiziaria specifica che l’orario di ampliamento di lavoro non riguardava solo D’Ambrosio ma tutti i 19 lavoratori appartenente agli Lsu, quelli che in quel momento erano rimasti al Comune; il provvedimento non era ad personam, né era presente agli atti un qualche documento che facesse pensare ad un interessamento personale dell’onorevole Sandro Principe.

L’assunzione di Di Puppo nelle cooperative nel 2005. “Sa se nel momento in cui è stato assunto, l’onorevole Principe svolgesse ruoli amministrativi nel comune di Rende – domanda Sammarco-?” R. Si era già dimesso perché era diventato consigliere regionale.

Assunzione fantasma di Lanzino nell’anno 2008, “l’onorevole Principe che funzione svolgeva?” R. Era consigliere regionale, capogruppo regionale del Pd; nel comune di Rende non aveva un ruolo ufficiale. Non ci sono atti al di là delle deposizioni testimoniali.

Rende 2000 cooperativa di tipo B. il maresciallo risponde alla domanda della difesa sui “contorni strutturali in cui è prevista l’assunzione di disagiati tra cui pregiudicati” spiegando di “avere quantificato in numero 24 le persone appartenenti o contigue all’organizzazione criminale. Non necessariamente tutti e 24 dovevano essere pregiudicati. Durante le fasi investigative ha applicato una percentuale tra i 24 dipendenti rispetto ai 197, per capire la percentuale di persone disagiate assunte risultata essere circa del 14%, inferiore al 30% prevista per legge, sottolineando che non era tutta dedicata alle persone pregiudicate”. “Questa Scarl si trasforma in società in house nel 2008 – risponde ancora il maresciallo dell’Arma-. L’iter amministrativo che ha portato a questo fu una proposta discussa in giunta e deliberata”.

Le risulta se questa delibera è passata dal consiglio comunale di Rende? Se questa trasformazione è stata approvata dal consiglio Comunale senza nessun voto contrario? E che fine hanno fatto i lavoratori della Scarl? – domanda il legale di Principe-. R. Tranne due-tre, tra cui Lanzino Ettore, gli altri sono transitati tutti.

Il controesame per la difesa dell’onorevole Sandro Principe termina domandando se tutte le cooperative avessero svolto il lavoro in modo adeguato o qualcuno in modo particolare non lavorasse, come Di Puppo per esempio, e se avessero accertato durante tutte queste indagini, l’episodio concreto di condizionamento del voto sul territorio di Rende riguardante le elezioni dell’onorevole Principe. Il maresciallo ha risposto che per quanto riguarda il lavoro svolto dalle cooperative, furono raccolti negli atti anche i fogli presenza, ma al di là di questo aspetto, direttamente, un riscontro non ci fu. Tanto quanto non furono riscontrati atti di condizionamento e violenza nei confronti del cittadino perché si votasse tizio piuttosto che Caio.

In ultimo Sammarco ha chiesto l’acquisizione agli atti di una informativa inviata dall’Arma alla Procura della Repubblica nella quale si escludeva categoricamente qualsiasi tipo di contributo criminale in favore dell’onorevole Principe in riferimento all’elezione del 2010

 

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