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Licenziamenti nei call center, solidarietà ai lavoratori Comdata

Denunciate le condizioni degli operatori cui stipendio medio è troppo basso persino per poter arrivare a vivere dignitosamente fino a metà del mese

 

RENDE (CS) – “Sciopero nei call center: chi tocca uno, tocca tutti. Il Partito Comunista si schiera al fianco dei lavoratori della sede rendese di Comdata che scioperano in solidarietà ai propri colleghi, che in queste drammatiche ore – ricordano gli attivisti del partito in una nota – rischiano il licenziamento. La sede di Pozzuoli risulta praticamente già chiusa, mentre gli operatori di Padova, Livorno, Ivrea e Olbia stanno per andare incontro a centinaia di licenziamenti. Riteniamo inammissibile che questi ‘imprenditori’ possano ledere in maniera così violenta i diritti dei lavoratori, imponendo da una parte licenziamenti di massa e dall’altra un sistema di sorveglianza a distanza che sembra replicare i metodi di controllo degli schiavi nelle piantagioni. La continua sete di denaro e profitti della multinazionale Comdata (che già fattura circa un miliardo di euro all’anno) non ha limiti e ciò è reso evidente dalle lamentele per i salari dei lavoratori che risulterebbero troppo alti.

 

 

Noi siamo invece coscienti che lo stipendio medio di un operatore di call center è troppo basso persino per poter arrivare a vivere dignitosamente fino a metà del mese. Il settore delle telecomunicazioni è da sempre un laboratorio dove poter sperimentare nuove forme di sfruttamento e umiliazione dei lavoratori, attraverso il ricorso a contratti precari ed a commesse provenienti dalle grandi imprese, che riducono diritti e stipendi degli operatori, per garantire immensi guadagni alle agenzie interinali ed ai proprietari dei call center. Le più grandi armi con le quali noi possiamo difendere la nostra dignità di lavoratori sono la solidarietà, la complicità tra tutti i colleghi e gli scioperi. Sappiamo bene che sono solo le nostre braccia e le nostre menti a garantire la produzione ed i profitti. Il Partito Comunista è composto da disoccupati, precari, operai e non possiamo fare altro che sostenere con tutta la nostra forza i lavoratori che lottano per il proprio avvenire. Proprio per tale motivo rivendichiamo il blocco immediato dei licenziamenti e delle strategie di controllo a distanza, l’aumento dei posti di lavoro, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, la fine delle esternalizzazioni e degli appalti con la contestuale assunzione a tempo pieno e indeterminato di tutti i lavoratori delle telecomunicazioni presso le rispettive aziende appaltanti. Il lavoro non si tocca”.

 

Immagine di repertorio