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Inquinamento Rende e Castrolibero, ignorata la discarica degli anni ’70 e ridotte quelle esistenti

Denunciati errori e omissioni, ai danni della salute pubblica, nello stabilire il tasso di contaminazione dell’area attraverso il Piano di Caratterizzazione della discarica di Sant’Agostino

RENDE (CS) – Gravi problematiche vengono riscontrate nel Piano di Caratterizzazione della discarica di Sant’Agostino approvato a Rende con deliberazione di Giunta Comunale n°148 del 18/07/2017. A denunciarlo è la Lipu che come associazione ambientalista segue la vicenda dagli anni Ottanta. “Purtroppo – lamenta in una missiva inoltrata al Sindaco di Rende Marcello Manna, all’assessore all’Ambiente Domenico Zicarelli, al presidente Marco Greco e ai componenti della commissione Ambiente – ci dispiace segnalare che non siamo mai stati coinvolti dalle amministrazioni comunali rendesi, sia da quelle passate che dall’attuale, in merito alle problematiche e alle possibili soluzioni per evitare o limitare le conseguenze dell’inquinamento causato dalla discarica. Abbiamo scoperto solo recentemente, e casualmente, che l’amministrazione comunale aveva dato incarico ad un tecnico per la realizzazione di un piano di caratterizzazione. Ci siamo attivati per conoscerlo e, in questa fase, abbiamo rilevato nel piano diversi errori, omissioni, contraddizioni, imprecisioni  e falsi.

 

Ecco in breve – scrive la Lipu Rende – le problematiche che abbiamo riscontrato nel piano di caratterizzazione: errata perimetrazione delle discariche A e B, in particolar modo di quella denominata B, della quale esiste un progetto e quindi un perimetro ben circoscritto. Vengono presentate le planimetrie di due discariche separate e distinte, mentre in realtà non esiste separazione, come è riscontrabile anche dal progetto della discarica B e dalle foto presenti a pag. 34 dello stesso piano di caratterizzazione. Non è stato preso in considerazione il sito della discarica originaria (anni 70′), poco distante dalle due discariche A e B. Questa è una grave lacuna del Piano perchè significa che il professionista incaricato non ha fatto le dovute ricerche e investigazioni storiche per come previsto dalla normativa regionale sui piani di caratterizzazione delle discariche.

 

A pag. 8 si dice che “non è stato possibile reperire informazioni sull’impermeabilizzazione del fondo…” e poi  tre paragrafi dopo si contraddice palesemente con quanto detto precedentemente. A pag. 16 vengono prese in considerazioni  le indagini fatte per la discarica di Castrolibero. Come mai? Se il motivo fosse stato il fatto di avere dati limitrofi da confrontare allora non capiamo come mai non sono stati considerati quelli più vicini, cioè le indagini fatte dal Comune di Rende per la discarica B. Addirittura dalle conferenze dei servizi, in cui erano  presenti l’ing. Azzato (attuale dirigente urbanistica a Rende, ma ex Assessore del Comune di Castrolibero) e l’architetto Salvatore Mannarino come rappresentante del Comune di Castrolibero, tra le richieste fatte troviamo: inserire le indagini fatte dal Comune di Castrolibero (senza specificarne i dettagli), ma non comprendiamo come mai non si sia rilevato alcunchè di errato, come ad esempio nel corso delle conferenze dei servizi nessuno ha fatto rilevare che le due discariche di Rende A e B non sono separate, ma adiacenti (è scritto anche nel progetto) e che addirittura manca nel Piano il sito originario della discarica del Comune di Rende.

 

In sostanza alle conferenze dei servizi le vere problematiche del territorio rendese nessuno le ha fatte emergere. A pag.27 viene fornita una mappa del reticolo idrografico dove si riscontrano delle variazioni errate rispetto alle carte ufficiali del reticolo idrografico. A pag. 30 sono riportati livelli di falda non conformi alla realtà del sito. A pag. 44/46 sono riportati i dati tabellari dei superamenti degli inquinanti rinvenuti, che dimostrano la già grave compromissione della falda acquifera, dove sono stati trovati  anche metalli pesanti pericolosi per la salute umana, ma, stranamente, nel  capitolo in oggetto si parla dei  punti di ubicazione del monitoraggio ma non si accenna ai pericolosi metalli pesanti riscontrati dalle analisi!  A pag. 56 si parla di “Sondaggi esterni al corpo della discarica”, ma in realtà sono interni! Informazione che potrebbe falsare i dati del modello, il quale, alla fine, dovrà dirci se la zona va bonificata o meno. A pag, 57 i “punti di conformità” non sono ben posizionati proprio perchè si parte da dati di origine errati, cioè non esiste discontinuità tra il corpo della discarica A e B.

 

Sempre a pag. 57 viene mostrata la planimetria dove ritroviamo un altro gravissimo errore di progettazione del piano consistente nella scelta errata del punto di sondaggio di background. Tale dato renderebbe nullo tutto lo studio di una eventuale futura bonifica del sito. Avendo rilevato le suddette problematiche, è chiaro che il piano risulta viziato da gravi errori e omissioni  che ne inficiano gli scopi stessi del piano e che non sarà sufficiente  apportare delle modifiche nelle attuali indagini dirette e indirette perchè i dati di partenza, essendo errati, non potranno che produrre risultati altrettanto errati. E’ un po come scegliere di cambiare gli infissi ad una abitazione pensando che questa scelta renda antisismica l’abitazione. A conferma di quello che stiamo dichiarando – spiega la Lipu nella lettera indirizzata all’amministrazione comunale – c’è la normativa regionale sui Piani di Caratterizzazione:

 

<< Identificazione di “falsi positivi”: Le numerose incertezze insite nella procedura che conduce alla definizione dello stato di contaminazione di un sito (tipo di campionamento, numero di punti di campionamento, la corretta area di contaminazione, etc.) comportano la possibilità di dichiarare non contaminato un sito che nella realtà lo è. Questo tipo di errore è definito “falso positivo”; al fine di limitare i rischi per la salute umana , è evidente che sia necessario ridurre la probabilità che esso accada >>. Regione Calabria – Dipartimento Ambiente – Bonifica siti inquinati – Linee Guida dei Piani di Caratterizzazione.

 

Nella legge Regionale sui Piani di Caratterizzazione ci sono altri obblighi che – secondo la Lipu – sono stati completamente disattesi nel Piano di Caratterizzazione della discarica di Sant’Agostino. Le indagini da eseguire sulle vecchie discariche devono mirare al conseguimento dei seguenti obiettivi: Analisi della situazione ambientale intorno la discarica. Questo punto non è stato assolutamente preso in considerazione nel Piano di Caratterizzazione della discarica di Sant’Agostino. Anzi, addirittura il perimetro delle discariche A e B è stato stranamente ridotto rispetto al perimetro originario e da progetto. L’indagine storica di un sito potenzialmente inquinato è sempre necessaria. Deve essere acquisito l’eventuale progetto della discarica. Intervistare la popolazione residente entro un certo raggio dal sito in esame, per acquisire informazioni. Anche in questo caso nel Piano di caratterizzazione della discarica di Sant’Agostino non troviamo svolta nè l’indagine storica, che avrebbe rivelato il sito di discarica originario che non è stato contemplato nel piano di caratterizzazione della discarica di Sant’Agostino, né è stato acquisito il progetto della discarica B e non è stata neanche intervistata la popolazione limitrofa alle discariche.

 

Quindi, è facilmente constatabile come le linee guida sui Piani di Caratterizzazione dettati dalla Regione Calabria siano state ignorate dal Piano di caratterizzazione della discarica di Sant’Agostino. Auspichiamo che vengano  immediatamente sospese le indagini indirette in corso e di non avviare le indagini dirette per evitare inutili sprechi di risorse pubbliche, ma soprattutto per evitare di pervenire a risultati errati che comprometterebbero l’eventuale bonifica del sito delle ex-discariche. Considerato che è in gioco la salute pubblica poichè il sito è circondato da quartieri residenziali che distano solo poche centinaia di metri dalle ex discariche, chiediamo quindi  che venga avviata una revisione completa oppure un nuovo e più accurato piano di caratterizzazione senza il quale si rischierebbe di inficiare l’eventuale bonifica del sito. La nostra associazione rimane disponibile a fornire, gratuitamente, ulteriori dati e spiegazioni, ma, in mancanza di una volontà di revisionare il Piano di caratterizzazione della discarica di Sant’Agostino  saremo costretti ad avvisare le autorità competenti per valutare eventuali  reati commessi  da parte dei progettisti del Piano di caratterizzazione, da parte dei soggetti che hanno partecipato alle conferenze dei servizi e da parte di tutti gli altri soggetti coinvolti. Nell’attesa di una cortese risposta – conclude la Lipu Rende – inviamo cordiali saluti e diamo disponibilità di conferire in audizione presso la Commissione Ambiente del Comune di Rende per eventuali chiarimenti”.

 

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