Bioraffineria a Rende, Calabra Maceri ‘mette in moto’ l’impianto

I residenti hanno già denunciato l’aggravarsi delle esalazioni maleodoranti in contrada Lecco dove la struttura che produce biometano è entrata in funzione da poche ore

 

RENDE (CS) – E’ la seconda bioraffineria in Italia. L’unica nel Centro – Sud. Ha sede a Rende dove, per la prima volta, si produce gas attraverso la biodigestione anaerobica della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata. L’impianto, entrato in funzione martedì, dovrebbe essere un’eccellenza del settore smaltimento rifiuti, un esempio di economia circolare, ma i residenti di contrada Lecco già lamentano l’aggravarsi dei miasmi nella zona industriale. Calabra Maceri infatti da meno di 48 ore utilizza i rifiuti ‘umidi’ conferiti nel suo impianto, li trasforma in gas e li immette nella rete Snam. La costruzione di questa struttura, che sorge tra i capannoni dell’ex Legnochimica acquistati dalla famiglia Pellegrino, è stata resa possibile dalla collaborazione con la Biogas Engineering Srl che si è aggiudicata l’appalto. Per Calabra Maceri si tratta di un ulteriore passo avanti nella valorizzazione dei rifiuti che diventano così una risorsa e invece di finire in discarica sono trasformati in metano e distribuiti tra le case dei cittadini.

 

I RESIDENTI

Chi abita in quel quartiere però ha un’opinione ben diversa. Martoriati dalle esalazioni maleodoranti che provengono dai laghi non bonificati della Legnochimica, dai comignoli della centrale a biomasse e dallo stabilimento che produce peptina, affermano di dover ora sopportare “una puzza in più” di cui non conoscono gli effetti sulla salute. “La differenza – sostiene chi vive a pochi passi dalla bioraffineria – è che prima l’odore che proveniva dalla Calabra Maceri era quello di spazzatura putrefatta, ora invece si aggiunge un vomitevole ‘profumo’ di feci e urine. Sospettiamo infatti che lì stiano provando a smaltire anche i fanghi del depuratore di Coda di Volpa. Martedì ci siamo accorti dell’accensione dell’impianto perché l’aria era irrespirabile per oltre due ore anche stare in casa con le finestre chiuse era quasi impossibile. Siamo nati e cresciuti qui, purtoppo, sappiamo distinguere la provenienza delle esalazioni e questa novità per i nostri nasi non è affatto piacevole”.

 

LA BIORAFFINERIA

La costruzione della bioraffineria è durata un anno. Produce 1.000 metri cubi di biometano all’ora da usare come combustibile per veicoli di vario genere e gode del finanziamento con fondi pubblici attraverso gli incentivi alla produzione. Secondo il Consorzio Biogas un’auto a biometano, nel suo ciclo di vita, “emette una quantità ridotta di emissioni paragonabili a una vettura elettrica da energia eolica. In più, rispetto a un veicolo a benzina o diesel, emette il 90% in meno di polveri sottili e il 70% in meno di ossido di azoto”. La bioraffineria di Rende, che sarà ufficialmente inaugurata nelle prossime settimane, è stata realizzata con l’osservazione all’estero di impianti simili esistenti e l’utilizzo di una tecnologia francese altamente specializzata.

 

A dirigere l’impianto di compostaggio è l’ingegner Lista noto per aver lavorato per anni nella discarica Mi.Ga. di Celico riconducibile all’ex patron del Crotone Calcio Raffaele Vrenna che da tempo è oggetto delle denunce dei residenti per i disagi creati dalle esalazioni. Ufficialmente il biogas ‘made in Rende’ è prodotto con i rifiuti organici conferiti nel sito di Calabra Maceri cui compost è stato pluripremiato e certificato per l’agricoltura biologica. L’impianto permetterà di incrementare il volume d’affari della Calabria Maceri che con i suoi 300 impiegati e gli appalti di 20 Comuni della provincia di Cosenza (Carolei, Casali del Manco, Castolibero, Castovillari, Celico, Dipignano, Guardia Piemontese, Lattarico, Marano Marchesato, Montalto Uffugo, Pietrafitta, Rende, Rose, San Benedetto Ullano, San Fili, San Lucido, San Martino di Finita, San Nicola Arcella, San Vincenzo la Costa e Zumpano) raggiunge un fatturato di 25 milioni di euro trattando 750 tonnellate di spazzatura al giorno.