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Nessuno vuole il Parco Acquatico, Rende ci riprova con un nuovo bando

Dopo la prima gara andata deserta è stata aumentata la durata della concessione da nove a diciotto anni. Il sindaco tuona contro l’opposizione: “Gravi insinuazioni. Nessuno sa chi vincerà l’appalto”

 

RENDE (CS) – I cancelli del Parco Acquatico Santa Chiara, costato oltre 18 milioni di euro, sono ancora chiusi. Nessun imprenditore ad oggi ha inteso candidarsi per gestire l’infrastruttura. Dopo una prima gara andata deserta ieri il Consiglio comunale di Rende ha avviato l’iter per indire una nuova gara approvando “l’atto di indirizzo al Dirigente competente per l’affidamento, in concessione, mediante gara ad evidenza pubblica, ai sensi della parte III del codice dei contratti pubblici”. La nuova ‘offerta’ del Comune di Rende come affermato dal sindaco Marcello Manna serve “per renderlo più appetibile verso tutti gli imprenditori che vogliono investire in questa struttura posto che deve aprire”. Il sindaco di Rende nel suo intervento, dai toni abbastanza accesi, è stato categorico e ha spiegato le novità che ci sono in questo nuovo bando. Sostanzialmente due: la durata della concessione da 9 a 18 anni e l’istituto dell’avvalimento. ” Ricordiamo che tramite tale istituto, – ha spiegato il primo cittadino di Rende – un operatore economico che partecipa ad una procedura di gara per l’affidamento di un appalto pubblico per il quale è richiesto il possesso di determinati requisiti (economico-finanziari o tecnico-organizzativi), può dichiarare di avvalersi dei requisiti di un altro operatore economico. Tale tipo di avvalimento vale solo per la gara in oggetto e, in caso di aggiudicazione, ha valore per tutto il corso dell’appalto. L’Impresa che “presta” i propri requisiti (ausiliaria) a quella partecipante (ausiliata) resta estranea sia alla gara che al successivo contratto, ma deve formalmente impegnarsi sia nei confronti dell’Impresa validata che nei confronti della Stazione appaltante a mettere a disposizione della prima, per tutta la durata dell’appalto, tutte le risorse di cui questa risulta carente.

 

Restano fermi i requisiti di ordine generale che devono essere posseduti da entrambe. Siamo fiduciosi. Non faremo certo il favore all’opposizione di non aprire il Parco Acquatico. Perché dagli interventi continui sulla stampa e in questo consiglio comunale non mi sembra di aver ricevuto una proposta, ma solo ed esclusivamente un no secco a tutto”. L’auspicio del primo cittadino è che con queste modifiche sul bando si possa affacciare al Parco Acquatico Sportivo Santa Chiara una cordata di imprenditori che singolarmente possono unirsi e far funzionare l’opera. Il sindaco è stato poi costretto a respingere duramente le accuse di affidamenti ‘anomali’. “Ci siamo assunti fin dall’inizio la responsabilità di far partire il parco acquatico e ci riusciremo in tempi brevi. L’opera è stata finanziata, le regole si rispettano, non si può fare altro visto che gli investimenti sono stati rivolti per costruire una struttura che abbia quella determinata funzione. Si tratterebbe di un reato. Al consigliere Alessandro De Rango che ha definito particolarmente agitato il mio parlare spiego che si è deciso di non far passare più contumelie e sospetti inosservati. Da oggi si alzeranno i toni. Ho un’idea: se non si apre il Parco Acquatico è soltanto perché si deve fare un piacere alla minoranza. E’ tutto qui, lo dico chiaramente. Il Parco Acquatico però dovrà essere aperto al più presto. Abbiamo tutte le competenze per farlo. Dispiace sentir dire che già conosciamo il nome del vincitore dell’appalto. Io non lo so. E’ grave quello che state insinuando. Il parco non l’ha visto nessun imprenditore interessato a gestirlo”.

 

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